Il Razzismo

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12/nov/2006 17.49.00 Pres. Consiglio dei Ragazzi della Prov. di Bari Contatta l'autore

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Mi fa riflettere l’articolo della Gazzetta del 5 c.m. che riportava dell’aggressione del tredicenne marocchino “negro”. Io come il marocchino di Pavia sono un ragazzo di colore o se meglio si preferisce Negro e posso capire, più di altri, le sensazioni che il mio “amico” di Pavia ha provato. Oltre alla mia solidarietà non posso sottrarmi ad una valutazione ben più ampia del fenomeno. Il razzismo Italia esiste e si manifesta in diverse forme. Credo che sia un problema sociale di cui tutti dovremmo interessarci cercando di stimolare chi è preposto, ad attivarsi per arginare questa piaga sociale, che non rende onore al nostro Paese. Certo, a livello europeo, l’Italia non è un paese con il più alto tasso di razzismo, noi italiani, e meglio ancora meridionali, siamo più accoglienti e disponibili, pronti a capire le difficoltà degli extracomunitari. E’ legittimo che vogliamo mantenere però, le nostre origini e tradizioni, difendendole con forza, cercando rispetto e capacita di integrazione per quanti giungono dall’estero. Ed è proprio il rispetto e il sistema di integrazione il punto dove battere. Il razzismo altro non è che mancanza di rispetto, frutto di profonda ignoranza, insofferenza ed egoismo. Credo quindi, che si dovrebbe fare una corretta informazione, anche se spesso, facendo attenzione ai mass-media, si travisa che il traffico di prostituzione, droga, micro e macrocriminalità sono un’escusiva degli extracomunitari senza sapere che quelle notizie sono eccezioni rispetto alla quotidianità dei reati, speso affini, commessi dai cittadini italiani. Dunque si tende spesso ad etichettare il “negro” di turno dandogli il “certificato di  malavitoso permanete” solo perché non italiano. Non è così, lo sappiamo in molti e ne siamo convinti. In coscienza, devo però riflettere, anche sui comportamenti di alcuni extracomunitari che rifiutano l’integrazione e, cosa ben più grave, si fossilizzano nelle loro tradizioni non sempre fattive con le nostre. Io, personalmente non sono stato mai vittima del razzismo, o forse non l’ho mai percepito. A parte l’oggettiva caratteristica fisica, non vedo altra diversità fra me ed un italiano. Credo sicuramente di essere stato molto fortunato, ma credo anche che ho saputo ben pormi con tutti, facendogli capire che in fondo solo uguale a loro. Spesso la mia “diversità” da adito ad una curiosità legittima di conoscere meglio la mia storia e le mie origini. Questo può essere un arricchimento per tutti costruendo così, una grande risorsa per la collettività. Occorre dunque,  fare un tentativo di equilibrio per il bene proprio e degli altri, cercando un’intesa che non lasci nessuno scontento. Certo è complicato ma è una sfida che dobbiamo affrontare e ne sono convinto Vincere!!!

 

 

Michele Ahmed Antonio Karaboue - neoeletto alla consulta provinciale degli studenti di Bari

www.michelekaraboue.it e-mail info@michelekaraboue.it cell. 3494909348

 

 
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