DIS312La Dichiarazione di Vienna

22/nov/2006 22.30.00 Disvastigo Contatta l'autore

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DISVASTIGO

www.disvastigo.it        DIS312  22/11/06

 

                                                                                                                                                                

La Dichiarazione di Vienna dell’Associazione Internazionale degli Insegnanti di Francese

La dichiarazione dellaAssociazione Internazionale degli Insegnanti di Francese è la prova che ormaiin Europa c’è una lingua padrona, l’inglese, e tutte le altre. Seil multilinguismo portato avanti dalla Unione Europeaè solo di facciata, per meglio nascondere quello che sta succedendoeffettivamente, sarebbe ora che tutti capissero, che l’unica possibilitàdi resistere al rullo compressore americano, è fare fronte comune. O si salvanotutte le lingue: nazionali, minoritarie ed anche l’esperanto ed illatino, lingue internazionali per definizione, o non si salva nessuno.

Solo l’unione ditutti potrebbe permettere di resistere. Chi pensa di salvarsi da se’ (ed i francesi finora lo pensavano) sbaglia. Chipensa di assimilarsi al forte di turno, e gli scandinavi lo pensano, sbaglia efa una cosa moralmente criticabile. L’unica soluzione è l’uso diuna lingua neutrale (latino o esperanto) a livello internazionale el’accanita difesa di tutte le lingue e le varietà di lingue, piccole ograndi.

Renato Corsetti

Università di Roma, La Sapienza.

Il seguente documentoè pubblicato in versione originale, in francese, sul sito della FIPF (Fédération Internationale Professeurs de Français) allapagina  www.fipf.org/vienne2006.htm   

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Dichiarazione di Vienna

 

Facendo riferimento alla convenzione dell’Unescosulla protezione e la promozione  della diversità delle espressioniculturali, in cui è specificato che la diversità linguistica costituisce unelemento fondamentale della diversità culturale

Considerando che le lingue appartengono al patrimonio dell’umanità

Ricordando che le lingue non sono solo strumenti per il commercio maanche veicoli “d’identità, di valori e di senso”

Constatando che i processi di mondializzazione rappresentano una sfidaalla tutela della diversità linguistica

Considerando che ogni stato ha il diritto di promuovere la propriacultura e la propria lingua

Sottolineando che l’insegnamento di una sola lingua stranieraprivilegia , nei fatti, l’insegnamento dei solimodelli culturali veicolati da questa lingua e che la possibilità di scelta diun’espressione culturale fa parte delle libertà fondamentalidell’individuo

Ricordando che la conoscenza delle lingue vicine facilita lacollaborazione e l’integrazione regionale

E  convintaperaltro, che l’apprendimento delle lingue sia un elemento fondamentaledella formazione e dello sviluppo delle funzioni cognitive come puredell’individuo in  quanto cittadinodel mondo

La Federazione Internazionale dei Professori difrancese, che riunisce 180 associazioni di professori di tutte le nazionalità(160 paesi di tutto il mondo), col consenso delle associazioni europee che nefanno parte e che  constatanoun regresso del plurilinguismo nei sistemi educativieuropei,


                                                    
 
 lancia unsolenne  appello

a tutti gli organismi che siadoperano per la diversità culturale e a tutti i governi, affinchél’insegnamento di più lingue, come voluto dal principio di diversitàculturale, sia effettivo.

A tale scopo chiede espressamente ai governi che hanno approvato laconvenzione dell’Unesco sulla diversitàculturale di prendere le misure necessarie e di attivare  adeguati provvedimenti.

Gli Stati devono sollecitare le autorità educative:

a promuovere  presso i genitoril’apprendimento di più lingue e non di una sola lingua

a consentire un accesso equo, cioè gratuito, al maggior numero possibiledi lingue e, in ogni caso, ad almeno due lingue vive oltre la lingua materna eciò in tutte le scuole, ivi compresi i licei e gli istituti ad orientamentotecnico  o scientifico.

a valorizzare le lingue, in quanto discipline, nelle valutazioni e nei curricula , alla stessa stregua delle altre materie

a stabilire un meccanismo interno di vigilanza sul plurilinguismo,per controllare l’accessibilità  aqueste lingue

a trovare delle valide soluzioni per salvaguardare, anche in situazioni dieffettivo inferiore al normale, le classi in cui vengono insegnate le lingueper le quali la domanda attualmente diminuisce, così come le cattedre degliinsegnanti

ad  avviare corsi di formazione per ampliare lagamma delle lingue proposte

ad assicurare, imperativamente,la formazione continua degli insegnanti di lingua e, a tale scopo, rendereaccessibili i corsi all’estero grazie, ad esempio, ad accordi di cooperazione educativa tra i diversipaesi

a facilitare la mobilità deiprofessori e degli studenti

ad organizzare scambiprofessionali internazionali e la condivisione delle pratiche

a rinforzare  le relazioni internazionali a tutti i livellidi insegnamento

Gli Stati debbono prendere accordi urgenti per applicare, in tutti i paesi europei, una politica comune per lapromozione delle lingue: sollecitando, all’occorrenza misure finanziarieo provvedimenti legali

obbligando le imprese arispettare la lingua nazionale nel mondo del lavoro e ad esigere due linguestraniere per le assunzioni

sviluppando gli scambi culturali,le importazioni di prodotti culturali, le traduzioni e le sottotitolazioni

stabilendo rapporti tra azioniculturali e mondo della scuola

creando un ambiente culturale e,in particolare, mediatico multilingue,con un facile accesso alle reti televisive e ai programmi radiofonici in linguastraniera

facilitando, sul piano delleformalità alle frontiere, la mobilità degli universitari e degli insegnanti

sviluppando sempre di più per igiovani, meccanismi di borse di studio e di lavoro temporaneo all’estero,nella grande Europa

Proposta

La FIPFsi propone di avviare la creazione di un osservatorio di vigilanza del plurilinguismo con l’eventuale collaborazione dialtri OING e di altri organismi. Questo osservatorio produrrà un rapportoannuale  chesarà valutato dagli organismi coinvolti, rappresentati al congresso europeo del2 novembre 2006.

Approvato all’unanimità a Vienna il 4 novembre 2006

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