Pinocchio a Palazzo Pitti

Pinocchio a Palazzo Pitti Il 24 novembre 1826 nasceva a Firenze Carlo Lorenzini, in arte Collodi, il "babbo"di Pinocchio.

23/nov/2006 09.49.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Il 24 novembre 1826 nasceva a Firenze Carlo Lorenzini, in arte Collodi, il "babbo"di Pinocchio.
La Soprintendenza Speciale per il Polo Museale fiorentino, grazie al contributo di Giunti Editore Spa ed Axa Art Italia, celebra Collodi e il suo famoso libro sul burattino di legno, che ha allietato da oltre cento anni i sogni dei bambini e non solo, con una mostra a Firenze nella prestigiosa sede della Galleria d´arte moderna di Palazzo Pitti .
La mostra ripercorre la fortuna del racconto attraverso le edizioni storiche e gli illustratori che, a partire dalla prima edizione illustrata del 1883, lavorarono prima per Paggi, poi per Bemporad, quindi per Marzocco, fino ad arrivare a Giunti.
Accanto ai disegni originali, tavole piccole e grandi a china e a tempera, si troveranno esposte opere di pittori e scultori contemporanei che permettono di seguire l´evolversi del gusto e dello stile degli illustratori del testo di Collodi, laboratorio creativo per Enrico Mazzanti (1883), Enrico Mazzanti e Giuseppe Magni (1894 e 1897), Carlo Chiostri (1901), Attilio Mussino (1910-1911 e 1927), Fulvio Vicoli (1922 circa), Giorgio Mannini (1925), Piero Bernardini (1930), Futiqua e Disney (1940), Attilio Cassinelli (1981).
Il racconto della mostra parte infatti dagli anni Ottanta dell´Ottocento e arriva al centenario del 1981 snodandosi nella sala del Fiorino e in quella della Musica e trova all´interno del percorso museale della Galleria d´arte moderna di Palazzo Pitti riferimenti storici ed artistici ed elementi per comprendere il processo creativo e l´ambiente artistico fiorentino e toscano del tempo.
Il percorso figurativo delle illustrazioni, per la prima volta esposte unitariamente in Italia, è sostenuto e affiancato, come si è detto, da coeve opere pittoriche. Così troviamo il ritratto a caricatura di Lorenzini fatto da Angiolo Tricca, la Firenze vista dai tetti di Hollaender, il racconto dei nonni di Silvestro Lega e di Arturo Faldi, i bambini borghesi di Odoardo Borrani e Giovanni Boldini, i paesaggi campestri e le marine di Giovanni Fattori, di Luigi Bechi, dei Gioli, del Signorini. Elia Volpi, con la bimba di fronte alla vetrina di un negozio, rappresenta l´attrazione infantile verso il giocattolo e quel mondo è esemplificato in mostra da una serie di balocchi coevi. Ancora, Giuseppe Costantini con la scuola del villaggio, Michele Tedesco, Pietro Saltini, Gaetano Chierici oltre a sculture e un teatrino dei burattini, ben rappresentano il mondo di Pinocchio.
Libri antichi, edizioni pregevoli e rare accanto ad altre comuni, giochi, manifesti, ceramiche seguono il racconto storico e temporale della fortuna del testo, sempre in relazione al suo editore storico.
Unica eccezione non italiana sono i libri illustrati giapponesi degli anni Venti del Novecento, che testimoniano in mostra la prima idea di un´esposizione legata a Pinocchio portata in Giappone dal marzo 2004 al marzo 2005.
Pitture e sculture di Elisabeth Chaplin, Libero Andreotti, Piero Bernardini, Guido Ferroni, Baccio Maria Bacci, Antonio Berti, Quinto Martini, Venturino Venturi accompagnano il percorso illustrativo, integrandolo con riferimenti culturali del Novecento toscano, a ribadire la grande fortuna dell´emblematico racconto del burattino.
L amostra è aperta dal 24 novembre 2006 al 25 marzo 2007 con orario
8.15- 18.50
Nicoletta Curradi




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