Abbamonte a Caserta: Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania

Abbamonte a Caserta: Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania Comunicato Stampa Abbamonte a Caserta: Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania "Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania".

30/nov/2006 20.30.00 Marco Ferra Contatta l'autore

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Comunicato Stampa

 

Abbamonte a Caserta: Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania

 

 

Più di cento milioni di euro per la sicurezza in Campania”. E’ quanto ha annunciato Andrea Abbamonte, assessore regionale alla sicurezza delle città,  durante il quarto, affollato forum di Pol.i.s, oggi al Palazzo Reale di Caserta.

In Terra di lavoro l’annuncio: “l’investimento regionale - che tra il 2000 e il 2006, era stato di undici  milioni di euro -  sarà decuplicato, con un asse di interventi dedicato”.   

Nuovi fondi europei, quindi, a disposizione della Campania, per il periodo 2007 - 2013, per un’ azione più incisiva di prevenzione e contenimento dei fenomeni di criminalità. Abbamonte ha anche riferito di un altro importante risultato. “Il coordinamento per la spesa dei fondi Pon destinati alle quattro regioni meridionali più afflitte dalla criminalità (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) è stato affidato alla Regione Campania”.

Altro traguardo e altro “premio europeo” per la Campania, che ha a lungo lavorato in materia di prevenzione, facendo registrare - unica eccezione nel Meridione -  una positiva controtendenza: un aumento delle denunce  relative a racket e taglieggiamenti, da parte di commercianti e cittadini in genere.

In apertura dei lavori, dopo la proiezione  del video “Lenzuoli Bianchi” di Rino Della Corte, l'assessore Abbamonte ha illustrato i risultati delle tre leggi regionali in materia di sicurezza e prevenzione a Caserta: 45 progetti, per  più di due milioni  di euro investiti. “Un milione e mezzo è inoltre in arrivo in aiuto per quei comuni che devono gestire beni confiscati” ha sottolineato l’assessore. “E’ fondamentale - ha aggiunto - che dagli enti locali, possibilmente riuniti in consorzi comunali, interprovinciali in reti associative, ci pervengano progetti, proposte e idee da valutare ad un comune tavolo. La domanda di sicurezza nelle città è al secondo posto, dopo quella relativa alla casa, nelle richieste dei cittadini non solo campani, ma anche del resto d’Italia, secondi i dati di Confindustria”.

 

Video-sorveglianza, banca del tempo, innovativi servizi di polizia locale, mediazione interculturale, riqualificazione di aree a rischio e sostegno alle vittime della criminalità. Sono solo alcune delle misure sostenute dalla Regione per la realizzazione dei progetti che hanno interessato, tra gli altri, i comuni di Caserta, Aversa, Casal di Principe, Casapenna, Castel Volturno, S.Cipriano d'Aversa, Santa Maria Capua Vetere, la Provincia di Caserta e  l’ Unione Comuni Atellana.

Sul fronte dei beni confiscati - circa 700 in Campania, di cui 200 in provincia di Caserta - l’assessore Abbamonte ha inoltre sottolineato la necessità di un organismo più snello dell’attuale Agenzia del Demanio “della quale spesso si è ostaggio. In un campo così delicato come quello della sicurezza nelle città - ha specificato - è necessaria un’azione integrata tra le fasi di programmazione, progettazione ed intervento”. Questo il vero salto di qualità del progetto Pol.i.s, la nascita di un vero e proprio sistema integrato per promuovere, coordinare e progettare insieme- tutti gli attori istituzionali e sociali coinvolti - ,  le politiche della sicurezza.

Nella prima parte dei lavori, moderati dal dirigente del servizio sicurezza urbana e polizia locale Enrico Tedesco, hanno preso la parola il prefetto di Caserta Maria Elena Stasi, il sindaco di Caserta Nicodemo Pettoruti. “A Caserta - ha sottolineato Pettoruti- una buona parte dei vigili urbani non sono abilitati al servizio sul territorio, con gravi ripercussioni sull’attività del Corpo” e il presidente della Provincia di Caserta Alessandro De Franciscis, invece ha evidenziato come la sfida della sicurezza “non si vince con l’esercito, né soltanto con i rinforzi di polizia e carabinieri, ma rafforzando l’attività di prevenzione e di intelligence sui territori”.

 I beni confiscati alla criminalità, poi, sono stati al centro di alcune esperienze messe a confronto nel corso del seminario moderato da prof. Antonio Ruggiero, che ha fornito la mappa degli immobili, dei terreni e delle aziende in attesa di assegnazione allo Stato. Una legislazione complessa, illustrata a grandi linee dal professore Alfonso Furgiulele e dal prorettore della Seconda Università di Napoli Carmine Gambardella che - con l’aiuto di un audiovisivo - ha tracciato un possibile futuro scenario sull’utilizzo dei beni, sulla scorta della creazione di un’economia diffusa e di un marketing territoriale. I retroscena del lavoro investigativo che portano al sequestro dei beni sono stati al centro dell’intervento del colonnello della Dia Vincenzo Mazzucco: “In dieci anni abbiamo sequestrato beni 1 milione e 200 mila euro -  ha spiegato - ma oggi, a causa anche di una serie di fattori burocratici  si avverte un rallentamento nell’attività propositiva che porta ai sigilli”. Nel suo intervento, il pm antimafia Raffaele Cantone ha evidenziato la necessità di un “intervento legislativo in materia di sequestri che renda meno intricati alcuni passaggi che portano al sequestro e più rapido il passaggio alla confisca. Nello stesso interesse dell’Agenzia del Demanio - ha inoltre affermato Cantone - a gestire i beni, e penso anche ad un’Authority. Dovrebbe essere un organismo agile e snello, che possa consegnare direttamente il bene allo Stato”.

Nella seconda tranche dei lavori, la tavola rotonda moderata dal giornalista Franco Tontoli, l’assessore provinciale Lucia Esposito ha subito chiarito: “La Provincia proseguirà sulla strada della più ampia collaborazione non solo con tutte le istituzioni, ma anche con il mondo dell’associazionismo, per consolidare quella rete per la legalità che stiamo costruendo sul territorio”. Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno, ha evidenziato quanto “nella nostra area vi sia  anche il problema della sicurezza ambientale”, mentre  il sindaco di Castelvolturno Francesco Nuzzo ha lanciato un grido di allarme sul suo territorio con appena venticinque vigili (dei quali non tutti operativi), per un territorio di 27 km in lunghezza, da impegnare per gli 11 mila e 500 residenti stranieri e 3500 verifiche di soggiorno annuali.

Il colonnello Francesco Mattana della Guardia di Finanza e il questore Mario Papa sono infine intervenuti sul tema della legalità tra i giovani e gli studenti, raccontando proprie esperienze nelle scuole.

 

 

Ufficio Stampa

Marco Ferra

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