Giorgio Ceccarelli (Figli Negati) : intervista a cuore aperto

18/dic/2006 22.30.00 paolo caruso Contatta l'autore

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Giorgio Ceccarelli (Figli Negati): intervista a cuore aperto
(Cosmo de La Fuente)
 
Basta poco per essere considerati ‘pazzi’, semplice come danneggiare una persona e privarla dell’amore più grande, quello verso un figlio.
Se ad una madre togli un figlio diventerà una ‘fiera’, se lo togli a un padre diventerà un ‘pazzo’. Tralasciamo pure l’ingiustizia di queste definizioni che vedono  la mamma ‘martire’ e il padre ‘pazzo’ e focalizziamoci, se ci riusciamo, sul dolore di un genitore, madre o padre, condannato a non vedere mai più il proprio figlio.
Quando hai perso un figlio è palese che non hai altro da perdere e, pur se sbagliati, rischi di commettere atti spropositati come quello di darsi fuoco o farsi crocefiggere davanti a un tribunale.
Non credo che nessuno, a seguito di un fatto del genere, possa trarne un beneficio in visibilità a meno che non s’intenda la visibilità del problema, che è bene che ci sia.
E’ questo, purtroppo, il sistema per farsi considerare: parole di fuoco e immagini forti, altrimenti chi ti segue passa alla pagina successiva. Credo che qualsiasi persona possa mettersi nei panni di chi sta soffrendo una pena di questo genere e, pur disapprovando gesti estremi, da un certo punto di vista non si può che provare comprensione.
Uno dei personaggi di spicco della sensibilizzazione contro la penalizzazione di quelle madri, padri e nonni, costretti a separarsi da figli e nipoti per una legge sull’affidamento che ha distrutto la loro vita è, sicuramente, Giorgio Ceccarelli, presidente dell’associazione ‘Figli Negati’.
Lo sforzo di attuare un cambiamento in materia è ancora al suo massimo perché, nonostante la nuova legge sull’affidamento congiunto, ci sono troppe lacune, tra cui quella di non considerare la sottrazione di un figlio da parte di un genitore, quasi sempre la madre, come un reato pari al rapimento.
Parliamo di diritti dei minori ma il sistema ancora non si rende conto che ad averne la peggio sono proprio i figli costretti a vivere senza un genitore. E’ vero che molti sono i genitori indegni ma, nella maggioranza dei casi sono madri e padri che amano i propri figli.
Giorgio Ceccarelli, come padre e come presidente è sicuramente una voce importante ed è a lui che che vorrei rivolgere alcune domande, da cui, sono sicuro, potremo avere delle risposte concrete.
L’argomento è difficile, triste e articolato.
 
Giorgio, a che punto siamo con la legge sull’affidamento congiunto? Per chiarire i dubbi di chi ritiene che i padri sono alla ricerca del classico ‘pelo nell’uovo’ vogliamo brevemente spiegare quali sono i punti deboli della nuova legge?
Ceccarelli: - La mediazione familiare, rimanendo facoltativa (e non obbligatoria come previsto dalla riforma) ha, di fatto, annullato una delle migliori innovazioni in materia di separazioni, soprattutto quelle conflittuali. Si continua a sottovalutare un istituto importantissimo per prevenire ed evitare traumi ai figli e ai genitori.
La sanzione lieve (addirittura una parte alla cassa delle ammende, come se la parte lesa fosse lo Stato e non il genitore massacrato) di fatto non consente un’osservanza di nessuna legge,figuriamoci di questa che riguarda i sentimenti e i figli. Se una legge è priva di una sanzione efficace, è una legge morta perché non la osserva nessuno, del resto sappiamo che gli italiani sono anarchici nel dna. Facciamo sempre quello che ci pare e, se nessuno ci mette i paletti, diventiamo incontrollabili.
Non è stato risolto il problema né delle coppie sposate e nemmeno di quelle conviventi, due tribunali a seconda dello stato matrimoniale è anacronistico è ridicolo. Ci sono ancora genitori e figli di serie B che hanno una diversa sede giudicante.
Non sono stati minimamente toccati gli aspetti economici. Il separato che oggi perde la casa (il padre) è un nuovo povero ma lo Stato lo tratta come se fosse benestante malgrado in tasca gli restino soltanto qualche centinaia di Euro, ben al di sotto della soglia di povertà.
Non è stato toccato il problema della sottrazione di minore che continua ad essere considerato un reato poco grave che non prevede nemmeno il fermo di polizia in caso di sentenza definitiva in cassazione. Rischia di più chi acquista un dvd falso. Siamo alla comica sociale.
 
A chi fa comodo che questa legge non venga applicata ‘veramente’?
E’ noto a tutti, ormai, che una folta lobby di professionisti ha tutto l’interesse a creare conflittualità o a non risolverla per allungare all’infinito le prestazioni e le parcelle. Il principio di ‘bigenitorialità’, introdotto con la riforma, mina la base di questo sistema talebano al contrario, di superiorità matriarcale nella famiglia italiana.
 
Si parla più di padri che di madri soltanto perchè nella casistica dei genitori ‘massacrati’ sono più i padri.
Nessuno nega che ci siano padri che si disinteressano dei figli privando le mamme dei mezzi economici stabiliti dal giudice. Questa situazione, però, non dovrebbe giustificare in alcun modo la regola della ‘caserma’ vigente in Italia: sbaglia uno e pagano tutti. E’ giunta l’ora che si distinguano gli adempienti dagli inadempienti, è come se per colpa di uno che passa con il rosso arrivassero ammende a tutti gli automobilisti. Una follia!
 
 
Che consigli dai a chi si trova di fronte al dramma di perdere, ingiustamente, la possibilità di vedere crescere un figlio?
Bella domanda. Non c’è scampo se di fronte ti capita un magistrato ‘Ponzio Pilato’ che rimanda all’infinito la decisione fidandosi del lavoro di assistenti sociali distratti e indifferenti. So che può sembrare una risposta stupida ma, l’elemento ‘fortuna’è decisivo. Basta guardare i risultati della riforma. Dopo alcuni mesi in molti tribunali si continua ad applicare la vecchia legge come se niente fosse accaduto. Consiglierei di tempestare di denunce , ai sensi dell’Art. 388 del C.P. (mancata osservanza dolosa di una sentenza del giudice). Ogni violazione delle disposizioni del giudice commessa  dal genitore affidatario e non.
 
 
Nonostante ci siamo studi e statistiche che elencano una serie di  danni psicologi a danno di madri, padri, nonni e, soprattutto, bambini vittime di ‘mobbing genitoriale’, perché nelle aule di tribunale non se ne tiene conto come si dovrebbe?
Se mi trova un solo giudice che conosca ‘ La sindrome di alienazione genitoriale’ le regalo due mesi di stipendio. E’ come se  un professore di matematica ignorasse la tabellina. Ma come si fa a non conoscere questo studio scientifico (americano) che descrive minuziosamente tutti i danni che subiscono i figli a causa del genitore (mamma, quasi sempre) malevolo.
 
Il senatore Maurizio Eufemi ha parlato in Senato della penalizzazione a carico dei figli delle coppie non sposate. Non era mai avvenuto prima.
Esiste una reale discriminazione sui figli delle coppie non sposate, questi infatti vengono gestiti dal tribunale dei minori, mentre i figli delle coppie sposate e separande, sono seguiti dal tribunale ordinario che ha dei tempi decisionali più veloci. Perché questa diversificazione?
Come le spiegavo prima siamo riusciti a discriminare anche i genitori: quelli di serie A, regolarmente sposati e quelli di fatto, considerati di serie B. La cosa più grave dei tribunali dei minori, però, (residuo del codice fascista Rocco..non dimentichiamolo) e’ che, contro i principi della costituzione (diritto alla difesa) può adottare provvedimenti senza mai ascoltare il genitore accusato. La chiusura di questi tribunali dovrebbe essere fisiologica per un paese civile. Adesso la domanda la faccio io a lei: - ma noi siamo un paese civile? -
 
Quali sono i prossimi obiettivi di Giorgio Ceccarelli?
Dopo il caso De Martino siamo stati linciati in maniera ingiusta. De Martino ha fatto tutto da solo in diretta Tv. Abbiamo condannato il gesto ma non il padre. Non ce la siamo sentita di giudicare un dolore lungo tredici anni. Il figlio è stato portato via dalla madre, in Australia, tredici anni fa e non l’ha più rivisto. Non ci sono commenti da fare se non quelli di critica nei confronti  di coloro (istituzioni italo-australiane) che hanno calpestato i principi delle convenzioni internazionali a favore dei minori e tutte quelle dell’Aja. Dopo questo episodio siamo costretti, per protesta, a sospendere, a tempo indeterminato, ogni forma di aiuto ai padri separati. Il prossimo grande appuntamento sarà il 18 marzo, ‘festa del papà’, separato e non, a Roma, con la consueta marcia ai Fori Imperiali.
 
E’ noto che esistono molte altre associazioni per i padri, per le madri, e i loro figli. Perché secondo lei esiste, malgrado l’obiettivo comune, una certa competitività tra di loro arrivando, persino, ad insinuare l’esistenza di una voglia di visibilità?
Preferirei non paragonare la nostra alle altre e lasciare il giudizio a coloro che si rivolgono a queste associazioni. Invito tutti coloro che leggeranno questa intervista a diffidare di quelle associazioni che prima ancora di sapere come vi chiamate già vi danno il numero di conto corrente per l’iscrizione. Ci sono associazioni che operano con le dita e con una tastiera, altre, come noi, che scendono in piazza e fanno la storia d’Italia. Preferisco le seconde. Purtroppo, però, abbondano le prime.
 
Ringraziandola per la gentilezza nel concedermi quest’intervista vorrei che concludesse con un messaggio di speranza pronunciato come padre, come uomo e come presidente dell’associazione ‘Figli negati’, il cui sito è  www.figlinegati.it .
Il nostro motto è ‘non mollare mai’. Il consiglio che sento di dare a tutti è che, nella difesa dei vostri diritti di genitore, dovete fare attenzione a non calpestare mai i diritti altrui. Il segreto della rinascita sta nel saper trasformare il dolore in energia positiva. Se si riesce in questa fase, la vittoria è quasi certa.
 
 
Cosmo de La Fuente
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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