comunicato stampa confartigianato - i dolci artigiani si confermano protagonisti dei consumi natalizi

22/dic/2006 13.10.00 sri Contatta l'autore

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Secondo le rilevazioni di Confartigianato I dolci artigiani si confermano
protagonisti dei consumi natalizi. Stabili rispetto al 2005 le vendite di
panettoni, pandoro e specialità tipiche. Allego comunicato stampa e rimango
a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti

saluti e grazie

Tino Redaelli

026261191

A Natale non conosce crisi il consumo di dolci artigiani.
Secondo le rilevazioni di Confartigianato, finora le vendite di panettoni,
pandoro e specialità tipiche delle varie regioni italiane si mantengono
stabili rispetto allo scorso anno.
La tendenza è stata rilevata da Confartigianato sulla base delle indicazioni
di un campione di 800 pasticceri artigiani, custodi delle autentiche ricette
tradizionali di ciascun territorio.
Così, secondo Confartigianato, i pasticcieri artigiani prevedono di vendere
quest'anno 120.000 quintali di panettoni e pandoro per un valore di 240
milioni di euro. Per panettoni e pandoro artigiani i prezzi oscillano tra 16
e 20 euro al Kg. Per il torrone il costo va da 10 a 13 euro al Kg.
Per le specialità tipiche delle varie zone d'Italia, invece, i consumi
dovrebbero attestarsi sui 50.000 quintali per un valore di circa 70 milioni
di euro.
In linea con lo scorso anno anche le vendite di cioccolato artigiano.
Confartigianato prevede che durante le festività natalizie i consumi di
dolci al cioccolato raggiungeranno il valore di 55 milioni di euro. Il
prezzo va da 20 a 30 euro al Kg.
In Italia le pasticcerie artigiane sono circa 20.000 con 54.000 addetti.
Rappresentano il 76,6% del totale delle aziende del settore dolciario.
Ma come riconoscere i veri panettoni e pandori artigiani e tradizionali?
Innanzitutto occhio alla forma (a fungo, con la cupola che deborda
dall'involucro di carta per i panettoni, a tronco di cono con sezione a
stella ottagonale per i pandori), alla crosta (screpolata per il panettone,
assente nel pandoro), al colore (deciso ma non bruciacchiato per il
panettone, giallo per il pandoro), al sapore (tipico privo di retrogusto e
note acide per il panettone, delicato e quello caratteristico di burro e
vaniglia per il pandoro). Inoltre, sono obbligatorie la lievitazione
uniforme e la distribuzione omogenea di uvette e canditi nel panettone e la
morbidezza e l'assenza di difetti in entrambe le specialità.
Per distinguere i prodotti artigiani, attenzione anche all'etichetta con gli
ingredienti.
Panettone e pandoro devono contenere: farina, uova, zucchero, burro, uva
sultanina, frutta candita, lievito naturale, aromi naturali. In aggiunta,
sono consentiti: miele, vaniglia, cioccolato.
Il torrone deve contenere: miele, zucchero, acqua, uova, aromi naturali,
mandorle, nocciole. In aggiunta, sono consentiti: frutta secca,
cioccolato, cialda.
Per il cioccolato gli ingredienti devono essere: pasta di cacao (composta
soltanto da burro di cacao e cacao in polvere), zucchero, latte in polvere,
aromatizzanti naturali.
Chi poi vuole assaggiare le specialità tipiche delle regioni italiane ha
soltanto l'imbarazzo della scelta. E scoprirà che, nonostante i gusti
diversi, l'Italia è unita nel segno della qualità e della varietà delle
produzioni artigiane.

Segue l'elenco dei dolci tipici regione per regione
I dolci tipici natalizi regione per regione
VALLE D'AOSTA: Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna
montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino
rosso, ridotte a sciroppo e Caffè Mandolà molto robusto alle mandorle
tritate e le tegole pasticcini secchi).
PIEMONTE: Torta di nocciole e zabaglione e torrone d'Alba.
LIGURIA: Pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti
essenza di fiori d'arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e
marsala).
LOMBARDIA: "Pan di Toni", ovvero il panettone.
TRENTINO: Strüdel e zelten
VENETO: Pandoro, i torroni di mandorle ed i biscotti secchi.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Gubana (impasto di noci, mandorle, uvetta, miele,
vino e rhum, avvolto in fragrante sfoglia).
EMILIA ROMAGNA: Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di
mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi).
TOSCANA: Cavallucci e ricciarelli.
MARCHE: Pizza de Nata' (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato
in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero).
UMBRIA: Panpepato (farina, noci, cioccolato fondente, mandorle, scorza di
arancia candita, uva passa, miele, pinoli, nocciole, pepe macinato e vino
rosso, le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello
di pasta dolce con mandorle).
LAZIO: Pangiallo (impasto di frutta secca e canditi con farina, miele e
cioccolato).
ABRUZZO: Calgionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d'uva nera
detta scurchjiata, maritata con noci tritate, mandorle triturate, mosto e
cacao) e scrippedde.
MOLISE: Calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum,
cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia.
CAMPANIA: Struffoli, Pastiera, Roccocò.
PUGLIA: Carteddate (fritte a forma di rosa e guarnite con miele o mosto) e
i porcedduzzi (gnocchetti disposti a piramide con miele e zuccherini
colorati).
BASILICATA: Calzoncelli (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o
castagne lesse.
CALABRIA: Quazunìelli (calzoncini ripieni di uva passa, noci, mosto cotto e
cannella).
SICILIA: Mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano, dolci
di carne (vitello tritato finemente, mandorle abbrustolite, cioccolato
fondente, cannella e chiare d'uovo) e cubbàita (torrone di miele con
nocciole e mandorle o pistacchi).
SARDEGNA: Pabassinas (noci e mandorle tritate, uvetta, buccia d'arancia,
semi di anice e sasapa, mosto cotto).


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