Medioevo russo alla Libreria del Castello Sforzesco

Proprio Kiev fu distrutta per questo e si sacrificò pur non riuscendo a fermare i Tatari che si spinsero fino all'Elba e fin sulle rive dell'Adriatico!

15/gen/2007 07.49.00 Associazione Culturale Italia Medievale Contatta l'autore

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Domenica 21 gennaio 2007, ore 16, Libreria del Castello Sforzesco,
Milano.
L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi alla
presentazione dell'ultima pubblicazione di Aldo C. Marturano con la
partecipazione dell'autore.

Questo lavoro (il mio tredicesimo) chiude un ciclo del Medioevo Russo
da me chiamato Kieviano perchè Kiev finisce di avere ogni preminenza ed
importanza storica rispetto a Novgorod-la-Grande e ad altre città di
anocra minore importanza come Mosca. Il Medioevo Russo purtroppo rimane
un periodo storico oscuro per la maggioranza degli Europei che sembrano
saper tutto della storia ultima di questo paese ed invece ignorano il
peso che queste terre ebbero in Europa fino alla creazione del sacro
Romano Impero Russo che molti storici oggi chiamiano soltanto (e
"contemptuosly"!) Granducato di Moscovia! Questo mio lavoro è già il
tredicesimo su questo argomento che da anni mi sforzo di introdurre con
pochi mezzi e con tanto entusiasmo nello "stanco" lettorato italiano
che si dibatte fra un Harry Potter e i libri di cucina innumerevoli e
poi, quando si trova davanti una badante ucraina o moldava o russa,
sembra che queste donne vengano da chissà quale altro pianeta! Ognuno
di noi è un risultato di una storia (i nostri genitori, i nostri
antenati, il nostro gruppo etnico etc.) come è per qualsiasi altro uomo
nella nostra civiltà e chiunque se ne vanta quando può di discendere da
chissà quale famiglia o quale famoso personaggio conosciuto da molti,
ebbene anche le nazioni nuove cenute fuori dalla liquidazione della
URSS hanno una storia pregressa ed è proprio quello che si può chiamare
per essere semplici e divulgativi il MEDIOEVO RUSSO (che poi è la
denominazione usata ormai da anni dagli storici russi). Che sarebbe la
Lettonia, la Lituania, l'Estonia, l'Ucraina, la Bielorussia, la
Finlandia, etc. etc. senza questa storia di popoli che arrivano, si
fermano, continuano verso occidente oppure scompaiono nell'oblìo in
questa estesissima pianura? Quanti hanno dimenticato che la foresta
russa ha fornito per secoli l'Occidente con le materie prime che da
questa parte del fiume Elba non si trovavano più? Eppure le dinastie
scandinave erano di casa a Kiev, Filippo I di Francia era figlio di
Anna di Kiev, i Cavalieri Teutonici ebbero l'incarico papale di
perseguitare questi popoli perchè scismatici-ortodossi, causando
tantissimi morti e distruzioni come sempre accade nelle guerre
ideologico-religiose. I Genovesi e i Veneziani ebbero contatti
frequentissimi e intimissimi con il Medioevo Russo, contatti poco
conosciuti anche perchè da buoni commercianti non svelavano a nessuno
dove si procuravano certe cose. Eppure i prelati della Chiesa
indossavano abiti di lino di Suzdal', si orlavano i propri abiti da
cerimonia con zibellino di Novgorod, e quanti schiavi, tutti russi,
abitavano e servivano nelle corti (anche in Laterano!) europee fino al
XV-XVI sec. Chi può dimenticare i sacrifici in uomini e in ricchezze da
parte della Bassa del Volga per contenere i Tatari che premevano per
conquistare a Cinghiz Khan e ai suoi discendenti l'Europa? Proprio Kiev
fu distrutta per questo e si sacrificò pur non riuscendo a fermare i
Tatari che si spinsero fino all'Elba e fin sulle rive dell'Adriatico!
Dunque questa è la storia sdi cui mi sto occupando e c'è ancora
tantissimo da raccontare, da riempire altri tredici lavori in futuro.
Mi rammarico soltanto per una cosa, la sufficienza con cui questo
argomento è trattato dai cosiddetti medievisti e slavisti (ma che
significano queste parole? Che cosa racchiudono come concetto di lavoro
o di indagine? Non sono mie queste domande, ma del conmpianto L.N.
Gumiljòv), quando poi la ragione vera di tutto questo è dovuto
all'iognoranza della lingua russa, polacca e ungherese! Sono grato a
chi come me fa gli sforzi che può per diffondere questa parte di storia
europea come la sig.ra Maria Pia Belski o la sig.ra Laura Minguzzi o la
sig.ra Carla Muschio, ma sarei più contento se qualche editore più
sensibile mettesse i nostri lavori a disposizione di un pubblico molto
più ampio di quello che abbiamo avuto fino ad oggi. (Aldo C. Marturano)

Aldo C. Marturano

Nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, poi di Pavia,
infine di Amburgo, dove ha chiuso i suoi corsi di laurea in chimica
industriale. Non ha mai lavorato come chimico e ha invece sfruttato le
sue conoscenze linguistiche. Conosce infatti (parla e scrive
correntemente) russo, inglese, tedesco, francese, spagnolo, ungherese e
ne ha studiate un'altra decina che spera di portare a maggiore
perfezione nel prossimo futuro. Si è diplomato in Lingua Russa
all'Istituto Pusckin di Mosca dove ha avuto inizio la sua avventura nel
Medioevo Russo. Lavorando sui mercati internazionali si era infatti
appassionato al Medioevo, ma quando scoprì che non riusciva mai a
sapere gran che su quello russo, colse l'occasione della tesi
all'Istituto Pusckin e scelse di studiare un personaggio del Medioevo
bielorusso, Santa Eufrosina di Polozk: di lì via via è entrato in quel
mondo magico e nuovo.
Ha pubblicato il saggio storico in chiave divulgativa Olga La Russa,
2001 (che non è la sorella di Ignazio La Russa, per carità!), e poi per
i ragazzi L'ombra dei Tartari, 2002, ovvero la saga di Alessandro
Nevskii.
Altre sue opere sul Medioevo russo sono visibili nel portale delle
Edizioni Atena.
Collabora attivamente con il portale Mondi Medievali curando la rubrica
Medioevo Russo.
Molti suoi scritti sono presenti nella sezione Contributi del portale
dell'Associazione Culturale Italia Medievale.

(con preghiera di pubblicazione)

maurizio calì

Associazione Culturale Italia Medievale
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