Fine settimana con Italia Medievale

22/gen/2007 07.30.00 Associazione Culturale Italia Medievale Contatta l'autore

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Questi gli appuntamenti del prossimo fine settimana con l'Associazione
Culturale Italia Medievale

Quarto appuntamento con "Medioevo in Libreria", ciclo di conferenze,
eventi e visite guidate, giunto alla sua Quinta Edizione, in corso alla
Libreria del Castello Sforzesco di Milano:

Sabato 27 gennaio 2007
Ore 10,00: Visita guidata: San Maurizio e la parte medievale del Museo
Archeologico. Ritrovo davanti al Museo in c.so Magenta, 15.
Ore 15,30: A tavola nel Medioevo, percorso gastronomico e cronologico
nelle prelibatezze della cucina medievale. Goti e Bizantini. A cura
dell dott.ssa Giovanna Motta.
Ore 16,00: Silvia Lusuardi, Università Cattolica di Milano: Urbanistica
e archeologia nella Milano longobarda e franca
Silvia Lusuardi è professore ordinario di Archeologia medievale presso
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano; è direttore dell’Istituto di Archeologia e
vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Archeologia. I suoi
studi si sono concentrati soprattutto sullo studio dell’Italia
settentrionale in epoca gota e longobarda, con particolare riferimento
al territorio lombardo e friulano; in questo ambito ha coordinato
numerose ricerche archeologiche, promosse varie giornate di studio e
congressi, e approfondito temi specifici della cultura materiale e
dello sviluppo insediativo, con attenzione specifica anche alle
questioni di carattere metodologico.

Domenica 28 gennaio 2007, ore 16, Libreria del Castello Sforzesco,
Milano. L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi
alla presentazione dell'ultima pubblicazione di Laura Fenelli "Il Tau,
il fuoco e il maiale" pubblicato dal Centro Studi sull'Alto Medioevo di
Spoleto, con la partecipazione dell'autrice.

Il volume ricostruisce le vicende dell’ordine dei canonici regolari di
sant’Antonio Abate prendendo le mosse dall’arrivo delle reliquie del
santo eremita nel Delfinato francese nel 1070: da asceta della Tebaide,
vissuto tra il III e il IV secolo, Antonio diventa il patrono di una
congregazione di laici, trasformatasi alla fine del XIII secolo in un
potente ordine diffuso capillarmente in tutta Europa. Gli antoniani
svolgono compiti assistenziali e ospedalieri, dedicandosi quasi
esclusivamente alla cura di una malattia, l’ignis sacer o “fuoco di
sant’Antonio”, che si manifesta in Francia in singolare coincidenza con
l’arrivo delle reliquie e le cui cause sono, per tutto il Medioevo,
sconosciute. Ben presto, alla biografia ufficiale del santo, scritta da
Atanasio nel IV secolo, si sovrappongono nuove narrazioni e leggende:
l’immagine dell’asceta viene progressivamente riplasmata e il severo
eremita diventa, nell’Occidente cristiano, un santo da invocare durante
le epidemie, insieme burlone e vendicativo, vicino agli animali e
spesso affiancato al maiale, un santo che protegge dal fuoco,
metaforico e reale, e insieme, con il fuoco vendica e punisce. Senza
prescindere dalle principali vicende antoniane, ricostruite in gran
parte grazie a una fonte cinquecentesca, l’Antonianae historiae
compendium, e seguite fino allo scioglimento dell’ordine prima della
Rivoluzione Francese, lo studio si configura come storia sociale ed
economica di un ordine e delle sue risorse economiche - dal privilegio
di questua all’allevamento dei maiali - storia di un santo e del suo
culto, e, infine, storia di una malattia e delle sue terapie. Una
significativa parte della ricerca è dedicata agli aspetti medici: la
sintomatologia del “fuoco di sant’Antonio”, ricostruita attraverso
testi cronachistici e trattati di medicina, e le terapie messe in atto
negli ospedali antoniani, temi finora poco approfonditi dalla
storiografia. Per far luce su queste tematiche sono state utilizzate
fonti di tipologie diverse, dal diario di viaggio dei pellegrini, alle
cronache, alla novellistica, e affiancate alla ricostruzione storica
alcune ipotesi sulla percezione che i contemporanei avevano dei
canonici: apprezzati per i loro compiti assistenziali, ma spesso, a
causa della loro ricchezza e della protezione del papato, presi a
modello di religiosi corrotti, avidi, ingannatori.
Laura Fenelli
Profilo e bibliografia
Laura Fenelli (Parma, 1980) si è laureata in Lettere Moderne nel 2003
presso l’Università di Bologna con una tesi in storia dell’Arte
Medievale dal titolo Sant’Antonio Abate. storia leggenda iconografia
seguita da Massimo Ferretti e Massimo Montanari. Le sue ricerche si
sono concentrate inizialmente sulla storia dei canonici regolari di
sant’Antonio Abate, analizzando in particolare gli aspetti sociali,
economici e assistenziali della vita dell’ordine (pellegrinaggio
medievale a Saint-Antoine, privilegi di questua, allevamento del
maiale, terapie messe in atto negli ospedali antoniani per la cura dei
malati di "fuoco di sant’Antonio"). Il progetto di dottorato vuole
analizzare la figura di sant’Antonio Abate attraverso un intreccio di
fonti diverse: i testi agiografici, le leggende tardo medievali, il
patrimonio folklorico, ma soprattutto le testimonianze iconografiche.
Nella primavera del 2006 ha trascorso un periodo di ricerca di tre mesi
e mezzo a Parigi presso l’École des hautes Études en Sciences sociales,
sotto la supervisione del prof. J.C. Schmitt.
Pubblicazioni:
- Cronaca della LII Settimana di Studio del Centro Italiano di Studi
sull’Alto Medioevo, Comunicare e significare nell’Alto Medioevo in
«Quaderni medievali», 58, dicembre 2004 (in collaborazione con Ilaria
Prosperi).
- Recensione a Civiltà del legno. Per una storia del legno come materia
per costruire dall’antichità ad oggi, in «Archivio storico italiano»
602, IV (ottobre-dicembre), 2005.
- Recensione a A. Campanini, Il villaggio scomparso. Rivalta di Reggio
nei secoli IX-XIV, in «Archivio storico italiano» 604, II
(aprile-giugno), 2005.
- Recensione a Libro dei conti della famiglia Guastavillani
(1289-1304), a cura di E. Coser e M. Giansante, in «Archivio storico
italiano», 605, III, 2005.
- Porci per la città. Statuti urbani e privilegi papali per la
circolazione dei maiali di sant’Antonioin Laboratorio sulle fonti di
archivio. Ricerche su società e istituzioni a Bologna nel tardo
Trecento,a cura di A. Campanini, R. Rinaldi, Bologna 2005 (Dpm quaderni
- ricerche e strumenti 3).
- Il tau, il fuoco e il maiale. I canonici regolari di sant’Antonio
Abate tra assistenza e devozione, Spoleto 2006.

cordiali saluti

(con preghiera di pubblicazione)

maurizio calì

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