I mercati azionari dell'Europa dell'Est - Report mensile Union Investment sui mercati dell'Est

01/feb/2007 17.20.00 Ogami Contatta l'autore

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I principali mercati dell’Europa dell’Est ultimamente si sono dimostrati piuttosto altalenanti. Mentre i mercati azionari di Polonia e Repubblica Ceca hanno evidenziato solo una lieve crescita nelle settimane passate, i mercati di Ungheria e Russia hanno registrato incoraggianti crescite di profitto. La borsa ungherese, al contrario di quella russa, é stata spinta più dalla domanda circoscritta rispetto ai mercati confinanti che dagli sviluppi positivi nel paese stesso. Il mercato azionario russo ha invece beneficiato dei fondamentali che si sono mantenuti su buoni livelli e delle buone notizie sui dati aziendali.

 

Anche la crescita del prezzo del petrolio ha aiutato a sostenere il mercato. I titoli di settori  quali le utilities, le compagnie di telecomunicazione e i bancari hanno visto una crescita costante della domanda e hanno superato i titoli ciclici.

 

In generale, il 2006 si è chiuso in maniera molto soddisfacente per i mercati azionari dell’Europa dell’Est. E’ stata la Borsa russa a guidare nel 2006, con l’indice RTS in salita di poco meno del 71%, seguita dalla Polonia con una crescita vicina al 42%. Ungheria e Repubblica Ceca hanno registrato crescite rispettivamente intorno al 20% e appena inferiore all’8%.

 

Riteniamo che i mercati emergenti dell’Europa dell’Est continuino quindi a offrire un potenziale crescente e siamo ottimisti sulle loro prospettive. Il nostro favorito nell’area rimane il mercato azionario russo, la cui corsa negli anni più recenti è rimasta costante. Anche se c’è il rischio che le imminenti elezioni del 2007 possano agitare il mercato, restiamo sostanzialmente fiduciosi riguardo al suo andamento futuro.

 

Il persistere di una congiuntura solida, i risultati aziendali soddisfacenti e le valutazioni favorevoli potrebbero fornire ulteriori impulsi di crescita al mercato nel suo complesso. Inoltre i prezzi di petrolio e gas, sempre alti nonostante alcune minime variazioni, costituiscono un punto di forza per lo sviluppo di questi mercati.

 

Dal nostro punto di vista, la richiesta di materie prime potrebbe diventare più consistente in futuro e in tal senso i prezzi potrebbero assestarsi su livelli elevati. Questo soprattutto tenendo conto del fatto che, per quanto riguarda l’offerta, è difficile pensare a un ampliamento delle capacità produttive a breve termine. Anche la tendenza alla liberalizzazione nel settore del gas dovrebbe avere un influsso positivo sul mercato. Il livello del costo del gas in Russia si è attestato notevolmente al di sotto delle quotazioni mondiali e ci si aspettano quindi graduali adattamenti, che tornano a vantaggio dei fornitori di gas indipendenti. Ne traggono profitto però anche i grossi gruppi petroliferi che dispongono di notevoli giacimenti di gas. A tal riguardo, nonostante tutte le oscillazioni del prezzo dell’oro nero, le società petrolifere russe restano interessanti a lungo termine, per quanto riguarda gli aspetti strutturali. Le valutazioni restano generalmente positive e le prospettive di guadagno sono buone, favorendo  interessanti opportunità d’investimento nei Paesi dell’Europa dell’Est. In quest’ottica la Borsa polacca resta una delle nostre preferite grazie ai solidi dati macroeconomici e ai previsti attraenti guadagni societari che fungono da forte stimolo per il mercato. Il settore privilegiato resto quello bancario ma anche le small e mid caps stanno presentando ottimi risultati.

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