I mercati finanziai asiatici - Ufficio Studi Union Investment

I mercati finanziai asiatici - Ufficio Studi Union Investment Continua il trend positivo Gli ultimi mesi hanno evidenziato una tendenza positiva per i mercati asiatici.

06/feb/2007 16.30.00 Ogami Contatta l'autore

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Continua il trend positivo

 

Gli ultimi mesi hanno evidenziato una tendenza positiva per i mercati asiatici. I prezzi hanno ripreso a salire e numerosi indici nell’area, come quelli in Australia, Nuova Zelanda, Indonesia e India - dove l’indice Sensex ha toccato i 14.000 punti - hanno raggiunto nuovi livelli record.

Cina e India hanno guidato la corsa. Gli H shares in particolare hanno reso ottimi profitti: tra queste spiccano la compagnia di infrastrutture Shangai Electric e la compagnia di assicurazioni sulla vita China Life Insurance, che è cresciuta circa del 260% nel 2006.

 

La domanda nel settore assicurativo è stata costante nei mercati asiatici e anche altre titoli del settore finanziario, come le banche, le società di broking sono state molto ricercate dagli investitori.

Tra i titoli preferiti vanno segnalati anche i beni di consumo e le società immobiliari in particolare, dato che i prezzi di questi mercati sono ancora in crescita, in particolare ad Hong Kong - dove le aree immobiliari hanno raggiunto quotazioni record.

 

Nonostante il sentimento generale sia positivo, la tranquillità dei mercati asiatici è stata temporaneamente infranta dai fremiti della Borsa tailandese, che ha trascinato con sé anche le Borse dei Paesi limitrofi.

Per frenare il massiccio apprezzamento del Baht, le autorità tailandesi hanno voluto evitare grandi afflussi di capitali speculativi a breve termine, imponendo una sorta di tassa speculativa del 30% sull’acquisto di azioni.

Questo provvedimento è stato poi annullato nel corso della stessa giornata e quindi gli acquisti sono ripresi senza dover sottostare ad alcuna manovra punitiva.

 

La situazione si è rapidamente calmata, ma riteniamo che avvenimenti simili facciano sorgere dubbi circa l’affidabilità della Banca centrale tailandese. L’andamento generale dei mercati emergenti asiatici nel 2006 è stato però ancora molto positivo. L’MCSI Asia ex Japan è cresciuto circa del 29% con alcuni mercati che hanno generato ritorni sostanzialmente più alti. I mercati azionari in Vietnam (cresciuti del 144,5 %), Cina (cresciuti del 130,4 %) e Indonesia (cresciuti del 55,3 %) hanno guidato la corsa.

 

Riteniamo che i mercati di capitali asiatici offrano ancora nuove potenzialità positive e che continueranno a offrire buoni risultati. Negli ultimi mesi si sono infatti avuti chiari segnali dell’interesse degli investitori stranieri che ricercano opportunità d’investimento in quest’area.

 

Alcuni degli acquirenti più influenti hanno minimizzato le perdite dei fondi e soprattutto hanno avviato fondi asiatici che sono cresciuti sia per numero che per volume, stimolando la domanda e danno una buona spinta ai prezzi. Grazie poi alla situazione macroeconomica che resta positiva, i mercati emergenti asiatici sembrano perdere rapidamente la loro reputazione di un campo d’investimento particolarmente rischioso.

 

Cina e India rimangono le Borse trainanti per tutta l’area. Dopo che la Cina si è distinta con una crescita economica del 10,4 % nel terzo quadrimestre del 2006, anche l’India ha stupito il mercato annunciando una crescita del GDP del 9,2 % nello stesso periodo.

 

Anche le notizie provenienti dalle singole società sono ugualmente incoraggianti. Molte aziende asiatiche hanno registrato elevati livelli di guadagni e distribuito dividenti consistenti, nonostante abbiano fondi sufficienti disponibili per spese in conto capitale.

 

Riteniamo pertanto che i mercati asiatico continuino a offrire interessanti opportunità di investimento, anche se non escludiamo del tutto la possibilità di una rettifica temporanea a seguito dei livelli record raggiunti da alcuni di questi mercati. Il prezzo del petrolio alto o addirittura in crescita rimane poi sempre un fattore di rischio per l’Asia.

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