Il mercato finanziario del Giappone - Ufficio Studi Union Investment

08/feb/2007 12.10.00 Ogami Contatta l'autore

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Forte trend di crescita

 

Il mercato azionario giapponese negli ultimi mesi ha goduto di ottima salute, stimolato principalmente dalla crescente fiducia nell’economia nipponica. I dati di output industriali sorprendentemente ottimi alla fine di novembre avevano già sollevato il sentimento del mercato. L’ultimo report Tankan della banca centrale giapponese ha confermato ancora una volta che il Paese si trova in una condizione macroeconomica molto forte. A fronte di questo scenario, persino l’osservazione della crescita negativa del PIL per il mese di settembre, sceso dal 2% allo 0,8%, non ha avuto conseguenze negative.

 

La stagione dei rendiconti corporate si è svolta in modo soddisfacente e anche il mercato giapponese ha registrato una domanda sostenuta rispetto ai mercati azionari globali negli Stati Uniti e in Europa, quindi virtualmente non c’è stato nulla che potesse fermare questo forte rally. Gli annunci di acquisizione hanno rappresentato un altro fattore positivo per il mercato. Japan Tobacco ha annunciato l’acquisizione del gruppo Gallaher con sede nel Regno Unito, Bridgestone ha comunicato  di aver comprato i produttori di copertoni americani Bandag, e Maruha, commerciante di frutti di mare, ha portato a termine la fusione con il suo concorrente più piccolo Nichiro. E per concludere non vi sono stati problemi neanche in campo valutario. Lo Yen si è indebolito rispetto all’Euro, con buona pace in particolare dei mercati orientati all’esportazione. In questo scenario l’indice Nikkei ha infranto la barriera dei 17,000 punti e ha chiuso a 17,226, una crescita che, rapportata al mese precedente ha raggiunto quasi il 6%. Il mercato forte verso la fine dell’anno ha significato un aumento di quasi il 7% in tutto il 2006 dell’indice blue chips, un risultato relativamente incoraggiante.

 

Le prospettive restano positive: siamo ottimisti riguardo al mercato azionario giapponese e crediamo che offra ancora buone potenzialità di crescita. Tra l’altro, un ulteriore sostegno verrà dal generale quadro economico, che è solido. Fattore ancora più importante, la forte crescita in Asia, e gli inaspettati miglioramenti macroeconomici in Europa saranno in grado di bilanciare una flessione nell’economia degli Stati Uniti che impatterà sul Giappone. Saranno soprattutto i settori che dipendono dall’export, come l’automotive e l’ingegneria, a beneficiarne di più. Le società di export sono favorite anche dalla debolezza dello yen che, se continuerà anche nel corso della seconda metà dell’anno finanziario, aumenterà ulteriormente la probabilità di previsioni di profitto sottolineati precedentemente. I progetti di fusioni e acquisizioni in corso potrebbero offrire nuovi impulsi allo sviluppo del mercato giapponese. Le aziende nipponiche presentano infatti una condizione economica di grande liquidità e l’utilizzo di quest’ultima per attività di questo genere non fa che rafforzare la loro eccellente situazione. I settori particolarmente interessanti sono il farmaceutico, il food e i beni di consumo e i produttori di elettronica. Tra glia altri favoriti per il 2007, ci  sono le compagnie multinazionali e quelle che hanno beneficiato del generale boom asiatico. In definitiva il mercato azionario giapponese continua quindi a offrire attraenti opportunità di investimento, soprattutto perché la valutazione del mercato è accettabile se vista da un’angolazione storica, con un rapporto attuale p/e intorno a 17 basato sulle previsioni di profitto di quest’anno. Se però il Nikkei superasse quota 17,500, i prezzi generalmente potrebbero cominciare a non essere più così interessanti dal punto di vista degli investitori.

 

 

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