I: SEDUTE - oli e teatro

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30/set/2003 02.33.35 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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l'Associazione Raabe segnala:
 
SEDUTE
mostra di oli di Karen Kosoglad, Seattle - Illinois,
accompagnata da un monologo scritto e interpretato da Isabella Dilavello
per la regia di Monica Giovinazzi
 
dal 2 al 5 ottobre - ingresso libero
inaugurazione il 2 ottobre alle ore 19
tutti gli altri giorni aperto dalle 17 alle 22.30
spettacolo teatrale: La donna seduta al mio posto
di Isabella Dilavello, regia di Monica Giovinazzi - tutti i giorni alle ore 21.00 - durata 30'
in via A. bertani, 22 - 00153 Roma (Trastevere)
tel. 065403917 - 3287694555
http://digilander.libero.it/raabe
raabe@libero.it
 
 
Karen Kosoglad non dipinge ritratti. O meglio, in questa sua prima personale romana non ci propone ritratti. Ad un primo sguardo e leggendo i titoli che accompagnano i suoi oli potrebbero sembrare tali, ma non è così. Non ci sono volti definiti, segni concreti a far riconoscere le sue modelle (perché comunque di donne si tratta). Gli ovali che generalmente ci fanno intuire una identità sono vuoti, privi di nasi, occhi e sorrisi. Sono donne e questo basta a dare l’idea della sua opera. Sono uno specchio in cui riconoscere noi stesse o la donna che ci è al fianco. La postura, i tratti scuri e le decise curve, i colori a volte cupi e profondi, altre delicati e fusi tra loro, altre ancora decisi e sopraelevati sono loro a comunicarci lo stato d’animo, i sentimenti, le emozioni, la solitudine e il silenzio, la condivisione e la pace e la forza del mondo femminile.
Il suo lavoro è astratto e figurativo al tempo stesso mettendo sempre in relazione ciò che la realtà propone con quei colori, ritmi, sensazioni portati dall’immaginario. Per questo riconosceremo sempre quella sedia su cui siedono tutte le
figure dei suoi dipinti, anche se non abbiamo mai posseduto una sedia di quella forma, perché è la sedia dove almeno una volta abbiamo indugiato.
L’indugio è il filo che lega alla sua immobilità la donna protagonista del monologo che accompagnerà le serate della mostra. Scritto e messo in scena da Isabella Dilavello è un monologo di una persona sola, convinta di esserlo per scelta, che con furia e ironia racconta se stessa, descrive le sue corde sempre più strette e abbraccia la sua poltrona, rifugio e nascondiglio. Quanti non si sono abbandonati al desiderio di nascondersi al dolore, all’abbandono, nonostante il rischio di rinunciare a vivere? Si potrebbe considerare anche questo soliloquio una specie di specchio in cui riflessi ci sono i nostri timori, le nostre debolezze, tutto noi stessi, persino quello che vorremmo negare di vedere.
Ed ecco che Karen e Isabella si sono ritrovate insieme, a proporre i loro lavori, maturati a chilometri di distanza e liberati in questa occasione nella stessa stanza.
 
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Karen Kosoglad

chicago, Illinois 1957

Esposizioni personali
Mary Vitold gallery, seattle 2000
Bungalow WineBar & Café, seattle 1997-98-99-00
Temple Beth''Am, seattle 1997
Linda Hodges Gallery, seattle 1994
University of California, Santa Cruz 1980

Pubblicazioni
Cover Artist, Backbone Magazine, Seattle 1985

Esposizioni collettive
Like Cats & Dogs, Pratt Fine Arts- seattle 1999
Northwest AIDS Benefit- seattle 1999
erotica valentine show, Allison & ross, seattle 98/99
"Introductions", Lawrence L. Hulbert Fine Art, San Francisco 1998
"The Other Washington", B'nai B'rith Klutznick National Museum, Washington
D.C., 1995
"9th NW Int'l Art Competition" Whatcom Museum of History & Art, Bellingham 1992

Presenze in collezioni private
Seattle, Chicago, New York, Boston, California, Italia


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