Libere di darla. A Sgallettopoli ognuno offre quel che ha: c'è speranza per tutte.

Io ti prometto un esaltante posto da tappezzeria per il mio nuovo ufficio: non devi fare moltissimo, non devi avere particolari talenti o conoscenze del campo, effettivamente devi solo stare ferma con le spalle al muro e le bocce in vista ma pago bene e tutti i miei clienti, entrando, ti noteranno e sicuramente esclameranno: miiiii che bocce!

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26/feb/2007 17.49.00 http://digilander.libero.it/kunt_a_kinte/ Contatta l'autore

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Tratto da http://digilander.libero.it/kunt_a_kinte/ , settimanale satirico di comunicazione di massa.
 
 
Tratto dalle intercettazioni tra Salvatore Sottile e Giovanni Sangiovanni, vicedirettore delle risorse artistiche della RAI:

In riferimento al talento e all'eccezionale personalità di ELISABETTA GREGORACI (sgallettina briatorina):
«Un bel tipo di porcella, porcella doc»;
«È piccola ma carina, compatta, come la Smart»;
«Ci facciamo fare un bel p...».

Tratto da “Corriere della Sera” del 21 febbraio 2007

“Mamma, da grande voglio fare la velina!”… Sono finiti i tempi di “Bellissima”, film interpretato da Anna Magnani: adesso non è più mammà a dover sottostare ai pruriti sessuali di chi promette fama e denaro in cambio di un sollazzino senza impegno. Via ragazze, basta trattenere il fiato un quarto d’ora e siete subito ospiti dell’ Hollywood… woooow! Non preoccupatevi se vi manca quel briciolino di proprietà di linguaggio, se il congiuntivi vi spaventa (del resto, Lapo Elkann ci ruzzola sopra senza pietà eppure nessuno sembra dar peso alla cosa), se non sapete ballare il giocagiuè: ci sarà sempre una barchetta a Porto Cervo pronta ad accogliervi, basta essere “compatta come una Smart” e sorridere quando vi chiederanno un, non meglio indentificato “P…”! Questo è lo spettacolo baby. Leggete questo interessante articolo, apparso a pagina 20 (io l’avrei visto meglio tra le prime) del
Corriere della Sera, il 21 Febbraio e capirete di cosa parliamo questa settimana.
Anch’io sono convinta che non ci sia reato nella “cosetta” che c’è stata tra la sgallettina e il potentone, perché non c’è stato ricatto o costrizione e siccome lo squallore (purtroppo) non è penalmente perseguibile, perché non archiviare il caso?
Partiamo subito con il mio proverbiale esempio. Io sono un imprenditore e tu cerchi lavoro. Io ti prometto un esaltante posto da tappezzeria per il mio nuovo ufficio: non devi fare moltissimo, non devi avere particolari talenti o conoscenze del campo, effettivamente devi solo stare ferma con le spalle al muro e le bocce in vista ma pago bene e tutti i miei clienti, entrando, ti noteranno e sicuramente esclameranno: miiiii che bocce! Umiliante ma ben remunerato. In cambio tu mi regali 15 minuti di affetto, stima e rispetto per la mia imponente personalità, altrimenti amici come prima. Dov’è il reato? Nessuno ti costringe… L’unica differenza tra una situazione del genere avvenuta per la conquista di un posto di sgallettina in RAI e la stessa situazione verificatasi per un posto di segretaria in un anonimo ufficio è una sola: il risultato è particolarmente evidente per un maggior numero di persone quando la “zelante segnalata” diventa vibrette, ovvero, tutti sono in grado di vedere l’assoluta mancanza di talento e capacità espressiva o di pensiero della sgallettina-con-aiutino. Tutto qua. Sono quindi d’accordo con l’archiviazione del caso riguardante la Gregoraci.
Del resto, spero abbiate seguito l’inchiesta di Striscia la Notizia sulle “aspiranti attrici” che, incredibilmente, nella loro grande ingenuità e purezza d’animo, non notavano nulla di strano nella metodica dei “provini” effettuati dal talent scout
“lelemora-morfo”. Come nel caso dell’inchiesta su Vanna Marchi, MA GUARDA UN PO’, decine di signorine guardano il programma e improvvisamente cadono dal pero: “ma allora mi hanno fregata? Non mi dire!”. OH BISCHERE! Non penserete mica che “fare le coccoline” a un sedicente regista sconosciuto dia gli stessi risultati di un quarticello d’ora con un politico?! Beata ingenuità! In questo, quanto meno, certe vallettine sono state più caute nella scelta della “simpatia” del momento. Brave.
Mi colpì particolarmente il tentativo di una delle intervistate da Laudadio e Staffelli, col volto coperto tipo “pentito di mafia”, di far passare l’avvenuto “zin zin” col sopraccitato “sedicente regista” come una cosa normale, del tutto comprensibile e che chiunque, al suo posto, avrebbe fatto. La nata-Ieri continuava a dire cose del tipo: mettetevi nei miei panni, mi aveva offerto un ruolo da protagonista in un film americano, io ci credevo… Il concetto è: siccome il ruolo che mi era stato promesso non l’ho avuto dopo aver accontentato il registone, sono stata vittima di una porcata, invece, se fossi diventata Sofia Loren, la cosa sarebbe stata accettabile! Chiaro il concetto?
Da tutto questo si evince che:
1) Le pronte-a-tutto devono imparare che se vogliono apparire in nazionale, devono puntare a letti importanti e quantomeno accertarsi che chi si ritrovano davanti (nudo), sia chi dice di essere.
2) In tv c’è spazio proprio per tutte: qui si concretizza la vera democrazia.

Fumetta

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