PAESAGGI INDUSTRIALI TOSCANI

03/mar/2007 11.00.00 de luca carmelo Contatta l'autore

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Il prossimo 5 marzo, presso la Galleria dell'Accade mia delle Arti del
Disegno (via Ricasoli 68, Firenze), verrà inaugurata la mostra "Paesaggi
industriali del '900 in Toscana". La rassegna sarà suddivisa in due
sezioni. La prima raccoglierà le 65 foto in bianco e nero su "Siderurgia e
miniere nella Maremma Toscana" realizzate da Bernard Bay (Direttore
dell'Accademia delle Belle Arti di Tournai) per il nuovo volume edito da
Polistampa: Paesaggi industriali del '900 (pp. 240, euro 34, a c. di Massimo
Preite). La seconda presenterà alcune tavole del Master Plan del Parco delle
Colline Metallifere, realizzato da Riccardo Francovich (Università di Siena)
e Massimo Preite (Università di Firenze), nel quale si raffigurano le
linee-guida di sviluppo futuro del territorio. Arricchirà l'avvenimento
l'esposizione in anteprima del Codice Minerario Massetano, la preziosa
pergamena medievale risalente al 1294 che è solitamente custodito presso
l'Archivio di Stato di Firenze. Il documento, uno dei primi in Europa sulla
regolamentazione dell'attività estrattiva, rappresenta la più significativa
testimonianza dell'influente livello socio-economico raggiunto dal comune di
Massa Metallorum, allora battente moneta.
Sarà invece presso la sede dell'Accademia, in via Orsanmichele 4 (Firenze)
che lunedì prossimo alle 15 si presenteranno al pubblico e alla stampa
mostra e volume. Quest'ultimo analizza tutta la storia della siderurgia in
Toscana dal XVI al XX secolo e descrive - anche attraverso il nitore della
fotografia di Bay - le miniere dell'Elba, le fonderie di Follonica, l'area
siderurgica di Piombino, le miniere in Maremma, la miniera di Caporciano e
quella di Ravi Marchi, la "Etruscan Mines", le miniere di pirite. I capitoli
finali sono dedicati agli impianti e alle infrastrutture, descrivendo le
tipologie dei castelli di estrazione, dei silos e degli altiforni e la
storia e lo sviluppo delle ferrovie e teleferiche maremmane. Gli impianti
dismessi formano un paesaggio specifico la cui conservazione costituisce un
obiettivo primario nelle politiche di oggi. Le macchine ancora presenti,
oltre a rivelare un inaspettato repertorio di valori formali, testimoniano
un processo di trasformazione economica che ha ridisegnato il volto del
territorio maremmano e ha fatto sì che la Toscana fosse la prima regione a
porre le basi, nel Novecento, dell'industria pesante.

Carmelo De Luca

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