A Firenze il cinema coreano

Da quest'anno l'Associazione promuoverà, oltre al Cinema Coreano in Italia, anche il cinema italiano in Corea del Sud, collaborando con i maggiori festival del paese alla programmazione nei loro palinsesti di retrospettive e rassegne dei protagonisti del nostro cinema.

21/mar/2007 17.00.00 de luca carmelo Contatta l'autore

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Presentato, durante una affollata conferenza stampa, il Festival organizzato
dalla Associazione Culturale fiorentina Taegukgi - Exchange of Tuscan and
Korean Cultures. I giarnalisti presenti hanno avuto modo di saperne di più
sulla manifestazione e sull'organizzazione durante il pranzo conviviale,
tenutosi presso il CLUB dei CANOTTIERI di Firenze.
Obiettivo del Festival, oltre alla cooperazione culturale ed istituzionale
tra l'Italia e la Corea, è la promozione del seducente universo culturale
coreano attraverso la lente d’ingrandimento del grande schermo, delle
esposizioni d'arte e dei convegni.

Tra prime visioni e classici contemporanei, il festival, unico nel suo
genere in tutta Italia, offre documentari, cortometraggi, film e ampie
retrospettive sui principali registi della cinematografia coreana, con la
partecipazione degli stessi autori.
Da quest'anno l’Associazione promuoverà, oltre al Cinema Coreano in Italia,
anche il cinema italiano in Corea del Sud, collaborando con i maggiori
festival del paese alla programmazione nei loro palinsesti di retrospettive
e rassegne dei protagonisti del nostro cinema.

Venticinque film, 16 anteprime nazionali e 2 retrospettive. Dopo il successo
degli scorsi anni, il Samsung Korea Film Fest approda alla quinta edizione,
che si svolgerà all’Auditorium Stensen di Firenze dal 23 al 30 marzo 2007.
Attraverso l’occhio del grande schermo - tra prime visioni, classici
contemporanei e documentari - il Festival, unico nel suo genere in tutta
Italia, intende trasportare lo spettatore italiano nel seducente e
controverso universo sud-coreano, pieno di fascino e ancora denso di misteri
e contraddizioni, in bilico tra secolari tradizioni orientali e rampanti
modernizzazioni made in America.

Fiore all’occhiello della quinta edizione del Festival sarà la retrospettiva
su Im Kwon-taek, il più grande regista coreano vivente, che ha contribuito
in modo determinante ad affermare il cinema del suo paese nel mondo. Dodici
fra le più importanti pellicole del maestro 70enne passeranno da Firenze, 10
delle quali prime visioni italiane. La poetica di questo grande maestro è
consacrata alla promozione e diffusione della colpevolmente dimenticata
cultura coreana. Nei suoi 99 film, descrive ogni aspetto della tradizione e
della storia del suo paese, stretto fra il doloroso ricordo dell’occupazione
militare nipponica e la pervasiva ed omologante cultura americana.

Gli altri registi protagonisti del Festival sono Im Sang-soo e Lee Jae-yong,
entrambi presenti al festival (rispettivamente, incontreranno il pubblico il
27 e il 26 marzo). In programma ci sono tutti i lungometraggi di Im
Sang-soo: dal primo e scandaloso ‘Girl’s Night Out’ - che descrive con
occhio estremamente disinibito le abitudini sessuali di un gruppo di tre
ragazze - all’ultima sua fatica, ‘The Old Garden’ presentato al 54° Festival
di San Sebastian (2006) incentrato sul massacro di Gwangju, quando i carri
armati dell’esercito schiacciarono nel sangue le manifestazioni di protesta
degli studenti universitari. Su questo drammatico sfondo, Im Sang-soo ci
coinvolge in una commovente storia d’amore fra un’insegnante donna e un
attivista politico.

Affrontando di petto temi anche scomodi, Lee Jae-yong riveste una stralunata
commedia corale di toni molto più stratificati e sofisticati di quanto il
pubblico si possa aspettare: povertà, discriminazioni razziali, bullismo,
relazioni illecite insegnante-alunno, prostituzione delle liceali. Fra le
innumerevoli proposte della rassegna, da segnalare anche la presenza del
pirotecnico film in costume ‘The King and the Clown’ che, in Corea, ha
battuto lo scorso anno tutti i record d’incassi.

Non mancano inoltre film rigorosamente d’autore, come ‘Woman on the Beach’
di Hong Sang-soo, vero regista di culto fra i cinefili francesi, considerato
da molti critici occidentali come la più valida alternativa a Kim Ki-duk.
Oltre alla proiezione in anteprima nazionale di ‘Kim Ki-duk Cineaste de la
beautè convulsive’, il documentario su Kim Ki Duk girato dal regista Antoine
Coppola, il pubblico italiano potrà finalmente vedere in versione originale
con i sottotitoli italiani ,‘Time’, l’ultimo capolavoro di questo grande
regista.

Carmelo De Luca

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