Comunicato LAV. CLONAZIONE LUPI. LA LAV: UN ORRORE. SI RENDANO PUBBLICI I DATI SU INSUCCESSI. SI' A METODI SOSTITUTIVI.

26/mar/2007 18.10.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 26 marzo 2007

 

CLONAZIONE, DUE LUPI FOTOCOPIA PER EVITARE RISCHIOESTINZIONE.

LA LAV: “UN ORRORE. SI RENDANOPUBBLICI I DATI SU INSUCCESSI. RICERCA DA CONVERTIRE VERSO METODI SOSTITUTIVIALL’USO DI ANIMALI”.

 

“Unorrore. I ricercatori rivelino anche i dati relativi agli insuccessi”. Con queste parole la LAV esprime  la suaferma condanna degli esperimenti di clonazione che avrebbero portato alla nascitadi due lupi appartenenti a una specie pressoché scomparsa, secondo quantoriferito da un gruppo di ricercatori sud-coreani.

 

“Primadi definire tali esperimenti un successo e di gridare alla loro fantomaticautilità per l’uomo, i ricercatori dovrebbero rivelare gli orrori dei loroinsuccessi e i forti limiti di ciò che definiscono ‘una vittoria’,e spiegarci quale e quanto business alimenta questi esperimenti dichiara Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV settore VivisezioneSolo così politici, cittadini e massmedia avranno davvero gli elementi per poter giudicare l’utilità, per imalati, di queste ricerche che di certo sono contro ogni etica. In Occidentel’opinione pubblica ha più volte condannato tali esperimenti; ciauguriamo che paesi come Corea e Cina non diventino la nuova frontiera diesperimenti contro ogni etica e contro ogni regola, e che ogni nazione investamaggiori risorse in favore dei metodi sostitutivi  alla sperimentazione animale.L’Europa e l’Italia non perdano l’occasione della revisionedella Direttiva UE 86/609 sulla sperimentazione animale per convertire laricerca verso metodi che non fanno uso di animali, efficaci ed etici”.

 

La LAVricorda che uno studio - basato su dati INFIGEN, una delle multinazionaliclonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of InfectiousDiseases di Tokyo - pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist,rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesidi gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibilicon la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale“adulto e sano”. Gliindividui malformati vengono soppressi alla nascita oppure vengonoeutanasizzati dopo aver sofferto per un’imprevista malattia.

I problemi che più difrequente presentano gli animali clonati sono: taglia corporea più grande delnormale, patologie cardiache e polmonari, reni deformi, blocchi intestinali,deficienze immunitarie, diabete, tendini di lunghezza inferiore al normale,ecc. Le tecniche di clonazione animale sono ancora molto lontanedall’essere perfettamente collaudate: questo vuole dire bassa efficienzadelle procedure, che tradotto in altri termini significa perdita di viteanimali, fatto che però molti scienziati si guardano bene dal dichiararepubblicamente.

 

26.03.2007

Ufficio Stampa LAV064461325 – 3391742586   www.lav.it

 

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