QUANDO I BAMBINI CI FANNO DOMANDE SUL SESSO: COSA DIRE E SOPRATTUTTO COME CAPIRE LA "DOMANDA" DIETRO LA DOMANDA

Nei primi annidi vita le domande si riferiscono, in genere, al corpo, agli organi sessualidel bambino o dei fratellini e delle sorelline, a come si viene al mondo.

30/mar/2007 11.49.00 Le Parole Non Dette Contatta l'autore

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Le domande dei bambini: nulla ècapace di metterci più in difficoltà di quei quesiti che ci vengonoproposti spesso nei momenti più inaspettati. Capita magari che siamo in cucinaa preparare la cena e un figlio si avvicina domandando “Cosa vuol dire orgasmo?”. Certo è duro mantenere lacalma di fronte ad un evento che ci colpisce quasi con la stessa forza di unpugno nello stomaco, ma non ha alcun senso fare fintadi nulla e quindi è bene dotarsi di pazienza e buona volontà e provare a capirecome è meglio comportarci quando i nostri figli ci dimostrano di avere bisognodi noi.

La prima cosa certamente da evitare ènon rispondere e “glissare la questione”, non prendendosiresponsabilità di fronte alle domande dei bambini, magari fingendo di non averesentito oppure mettendoli subito a tacere con frasitipo “Che domande è che vieni a farmi. Lasciami in pace, non vedi che hoda fare?”.

 

  

 

Questa modalità nel tempo terrà sempre piùlontani i nostri figli da noi, proprio in relazione alle domande che invece inmodo più pressante e significativo interesseranno la loro vita. Ecco cosariporta Marcello D’Orta in un suo volume, relativamente aciò che due bambini hanno scritto a proposito della non voglia dei grandi didare risposta alle loro domande sessuali:

 

“Io come esconoi figli dalla pancia l’ho capito, è come entrano che non l’hoancora capito”.

“I miei genitori non mi hannomai parlato di sesso perché dicevano sempre che ero troppo piccola. E adessoancora non me ne parlano perché dicono che ormai sono grande e già lo so.”

Come ha scritto E. Servadioprima o poi il bambinoviene fuori con qualche domanda precisa e bisogna rispondergli. Nei primi annidi vita le domande si riferiscono, in genere, al corpo, agli organi sessualidel bambino o dei fratellini e delle sorelline, a come si viene al mondo.Sappiamo che a molti genitori queste domande fanno venire i sudori freddi. Peròè anche bene sapere che il bambino in fondo, se non è stato precedentementeintimorito e inibito, pone queste domande con la stessa tranquillità con cuipuò chiedere perché l’auto si muove o che cosa è che fa sollevare unaeroplano. Perciò il genitore interrogato non deve,secondo me, pensare di dover rispondere come prescriverebbe un testo o entroconfini e con termini tassativi ed esaurienti. A unbambino di 4 anni non si debbono spiegare “tecnicamente” ledifferenze tra l’apparato genitale maschile e quello femminile, così comesarebbe inutile spiegargli punto per punto la differenze fra una turbina e unmotore a scoppio: non capirebbe né in un caso né nell’altro. Il più dellevolte le risposte devono procedere per gradi, senza anticipare le domande.”.

Perciò, armiamoci di buona pazienza edella convinzione che ai nostri figli servono lenostre risposte. Se non forniamo noi queste risposte,le andranno a cercare da qualche altra parte: meglio quindi che ad aiutarli inquesto delicato settore della crescita siano genitori ed insegnanti.

 

a) Come comunicare in modo efficacecon i bambini riguardo all’area della sessualità

 

Comunicare in modo efficace significache tra le due parti in gioco all’interno del processo di comunicazionec’è intesa, sintonia e capacità di ascoltarsi e comprendersi. Lacomunicazione efficace è la strategia più utile per comunicare con i bambiniriguardo ad un tema tanto delicato, emotivamente complesso e pregnante come lasessualità. Per diventare comunicatori efficaci bisogna essere dotati dicompetenze quali saper ascoltare con pazienza e attenzione (anche i messagginon verbali) , comprendendo il punto di partenza (cioèla posizione in cui si trova) dell’altro e cosa lo preoccupa o cosarealmente gli è utile all’interno di quello specifico processo di comunicazione.Per esempio un bambino di 8 anni che ha sentito parlare delle mestruazionisenza aver compreso molto bene di cosa si tratta potrebbe avvicinarsi a voi edomandarvi “E’ vero che tutte le donneperdono sangue ogni mese?”. Questa domanda è stata fatta da molti bambinianche nel nostro progetto di Vercelli. Il significato di questa domandapotrebbe non essere tanto associato al desiderio di conoscere cos’è e come avviene il ciclo mestruale; bensì il bambinopotrebbe sentire la necessità di essere rassicurato che la sua mamma non si èfatta e non si farà male, percependo che nel ciclo mestruale è implicato ilsangue.

In effetti, il processo dellacomunicazione efficace non è poi così semplice, soprattutto in famiglia, perché- anche se le parti in gioco al suo interno sono sempre le stesse – i momenti in cui i soggetti si mettono in relazione variano in funzionedell’età, del momento evolutivo e anche degli accadimenti, tra cuiparticolare importanza hanno quelli estemporanei ed imprevisti. I bambini potrebberofarci domande difficili o imbarazzanti mentre siamo in cucina, mentre viaggiamoin auto o proprio nel mezzo della festa di compleanno deinonni. E’ fondamentale non lasciarsi prendere dal panico, dotarsi dibuona volontà e pazienza e, se possibile, provare a presidiare nel dialogo iseguenti elementi che sono fondamentali e diimportanza insostituibile:

a)     la chiarezza

b)    la capacità di rispondere alle domande che il bambino fa, chiedendo feed back allo stesso bambino e spesso domandandogli difornire egli stesso una risposta alla domanda che ha appena rivoltoall’adulto. Il feedback è importante perchèprima di tutto consente all’adulto di capire a che punto sta realmente laconoscenza del bambino e inoltre permette di verificare ciò che il bambino hacompreso e appreso nel corso della conversazione con l’adulto. Chiedereal bambino “Tu cosa ne pensi? Secondo te qual è la risposta appropriataper questa domanda” vi fornisce l’immediata possibilità diverificare non solo cosa sa lui, ma anche perché vi sta chiedendo proprioquella cosa in quel momento.

c)    la capacità di ammettere la propria confusione o incapacità di fornireuna risposta, se questo è il caso. Se vi trovatenell’incapacità di rispondere, perché realmente non sapete cosa dire, puòesservi utile ammettere che siete in difficoltà dicendo”Mi fai unadomanda davvero complessa. Devo pensarci su, dammi tempo e magari stasera neriparliamo insieme”.

d)    la condivisione di uno spazio sufficientemente adatto e intimo perparlare insieme di un argomento tanto delicato qual è appunto la sessualità.Una domanda fatta dal bambino nel mezzo della festa di compleanno del nonnopotrà essere “sospesa” e gestita più tardi con una risposta diquesto tipo: “la domanda che stai facendo, Luigi,è molto importante, ma un po’ fuori luogo in questo momento. Staseraprima di andare a nanna ne riparliamo insieme e ti dirò tutto ciò che vuoisapere”. Questo approccio vi permetterà di evitare di dare risposteimbarazzate di fronte a tutti, di tirare il fiato emagari anche di prepararvi

e)    la capacità di ascoltare. Meno si parla e più si apprende. Scandagliate bene le domande che i bambini vi fanno percomprenderne i significati nascosti, le cose “non dette” che sinascondono in una domanda o in una frase di vostro figlio. Prima dicominciare a parlare e a dare una risposta conviene fermarsi e domandarsi cosali preoccupa e perché hanno voluto farci proprio quella domanda.

f)     Riconoscere la natura emotiva dei dubbi e delle paure dei bambini. Oltre a comprenderecosa il vostro bambino vi sta chiedendo, può essere molto utile ancheverificare come ve lo sta chiedendo. Mostra vergogna o imbarazzo, oppure viparla con tranquillità e spontaneità? Si mostra timido e reticente, magarimantenendo una postura corporea tutta chiusa e ripiegata su se stesso, oppurevi guarda negli occhi, mentre vi domanda ciò che vuole sapere? Si tratta dipiccoli particolari che fanno una grande differenze evi aiutano anche a comprendere l’urgenza e l’intensità emotiva concui il bambino si attende una risposta dagli adulti.

Dott. AlbertoPellai

http://www.leparolenondette.org

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