Le Rose nel Medioevo

Le Rose nel Medioevo Domenica 15 aprile 2007, alle ore 16,00 alla Libreria del Castello Sforzesco, Milano.

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11/apr/2007 12.00.00 Associazione Culturale Italia Medievale Contatta l'autore

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Domenica 15 aprile 2007, alle ore 16,00 alla Libreria del Castello
Sforzesco, Milano. L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di
invitarvi alla conferenza “Le rose nel Medioevo”, in collaborazione con
il Museo Giardino della Rosa Antica che proporra’ meravigliose ed
esclusive confezioni e prodotti vari proveninti dal Museo. Ingresso
libero.

Con l’avvento del Cristianesimo la rosa subì un declino fino al 1000
d.C., quando Papa Urbano ne fece un simbolo di benedizione.
Nei tempi andati, nella quarta domenica di quaresima, a San Pietro si
svolgeva una cerimonia risalente al 1096. In quell'anno, alla fine del
Concilio di Tours, papa Urbano II benedisse per la prima volta una
rosa, donandola al principe che si era maggiormente distinto nei
confronti della chiesa. Si trattava di un ramo, o cespo, con più rose
in oro e pietre preziose che in seguito fu donato, sempre nell'ambito
della stessa cerimonia, a re e regine meritevoli e rappresentava il
Cristo. Questa ricorrenza, il cui nome era Domenica a Laetere o
Domenica delle rose, era considerata come un traghetto verso l'ultimo
periodo della quaresima, metà della penitenza era ormai superata, c'era
una pausa di ristoro che, simbolicamente, corrispondeva alla partenza
degli Ebrei verso Gerusalemme dopo la prigionia babilonese.
La massima diffusione delle rose in Europa si ebbe nel XIII secolo,
quando si siniziò ad utilizzarle per farne ghirlande. La richiesta fu
così grande da far nascere il mestiere di fiorista. Nei secoli
successivi ricomparvero molte specie botaniche, tra cui la favolosa
rosa di Damasco.
I trovatori medievali s'ispiravano al suo simbolo, Dante paragona
l'amore paradisiaco al centro di una rosa.
Nel 1455 in Inghilterra scoppiò la guerra delle “due rose”, una contesa
per conquistare il trono tra i signori di York e i signori di
Lancaster. I primi avevano come stemma una rosa bianca (probabilmente
“Alba incarnata”) e i secondi una rosa rossa (Rosa gallica). Dal XVI
secolo la coltivazione particolareggiata dei roseti divenne di moda, e
futono i collezionisti a contribuire alla produzione di nuove specie
interessanti.
Nella ricchissima simbologia medievale, la rosa ha un ruolo di primo
piano, tanti erano i significati esoterici o popolari, religiosi o
letterari che era chiamata a incarnare tramite l'evocazione delle sue
più diverse qualità: colore, profumo, petali, spine. Intorno alla rosa
si intrecciano i sentimenti dell'amore cortese e di quello religioso, e
da un punto di vista più strettamente musicale i linguaggi delle laudi
devozionali popolari e della raffinatissima cultura musicale dell'Ars
nova, le composizioni trobadoriche, ricche di sensualità, e quelle di
Hildegard von Bingen, visionarie e mistiche.
Riccardo Viti ci condurrà nel vastissimo universo della rosa nel
Medioevo. Questi i temi trattati nel corso di questo incontro.
> Introduzione
> La rosa in Europa ai tempi dell’impero Romano, brevi cenni.
> La rosa nel medioevo:
> I secoli bui e la coltivazione della rosa
> La Rosa gallica, protagonista d’Europa
> Le rose e la Cristianità; i monasteri
> Gli utilizzi delle rose: alimentari, cosmetici e medicinali
> La rosa e le simbologie sacre e profane
> L’avanzata dell’Islam; le crociate
> Le rose venute dall’oriente
> I luoghi di coltivazione: le rose di Provins
> Le rose nell’arte: Il Roman de la Rose, i rosoni, i dipinti sacri.
> Le rose nell’araldica: la guerra delle due rose
> L’evoluzione della rosa

Museo Giardino della Rosa Antica
via Giardini Nord, 10250
41028 Montagnana di Serramazzoni (MO)
telefono e fax (+39) 0536 939010
www.museoroseantiche.it
info@museoroseantiche.it

Il Museo Giardino della Rosa Antica sorge a Montagnana di Serramazzoni
(420 m. slm, 25 Km. da Modena), su una superficie di 43 ettari, di cui
tre dedicati esclusivamente ad oltre 800 varietà di rose.

(Con preghiera di pubblicazione)

maurizio calì

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