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banale filo di sutura alla valvola cardiaca, "pesano" sulla spesa sanitaria per

16/ott/2003 04.21.04 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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Sanita' più cara per anziani, meno abbienti e single
Dal 1995 al 2001 aumento del 9% per le famiglie a basso reddito
Sanita' piu' 'salata' per i piu' poveri. Dal '95 la spesa a carico dei cittadini e' cresciuta in modo costante, passando da una media di 50 euro al mese nel '97 a oltre 60 euro nel 2001, come conseguenza delle politiche attuate negli anni '90. Quest'aumento della spesa privata pesa maggiormente sulle tasche degli anziani, soprattutto se soli, delle famiglie a basso reddito e dei single. E' il quadro tracciato dal rapporto Sanita' 2003 del Ceis (Centro di studi internazionali) dell'Universita' Tor Vergata di Roma. Per gli anziani single, sottolinea il rapporto, la spesa media pro-capite mensile e' cresciuta da 87 euro nel '97 a oltre 116 nel 2001. Per le coppie di ultrasessantacinquenni si e' passati da 124 euro a 162 euro. Per farmaci e altre prestazioni, sempre piu' le famiglie a basso reddito hanno dovuto mettere mano al portafoglio, con un aumento di spesa del 9%. Lo stesso vale per i single, che hanno visto lievitare la loro spesa per la sanita' del 21,5%.L'aumento della quota a carico degli italiani si e' riversato anche sulle famiglie a reddito alto, con una crescita di spesa del 14%. Il rapporto evidenzia che ciò potrebbe riflettersi in un ulteriore aumento della quota di benestanti che si rivolgono alla sanità privata.
 
SSN:La spesa per i dispositivi medici sfiora quella per i farmaci
In Italia i dispositivi medici semplici, dal banale filo di sutura alla valvola cardiaca, 'pesano' sulla spesa sanitaria per il 12%. Quasi quanto la spesa per medicinali che si attesa al 13,7%. ''Ma finora, al contrario del farmaco, in questo settore non e' stato fatto nulla per controllare la spesa. Abbiamo 30 mila dispositivi sul mercato, ma non ci sono linee guida che suggeriscano quali sono raccomandabili per l'acquisto da parte del Ssn e quanti non lo sono in base al rapporto qualita'-prezzo''. Lo ricorda il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, salutando cosi' la nascita, con decreto firmato la scorsa settimana, della Commissione Unica dei Dispositivi (Cud).
 
Finanziaria:Regioni, manovra insostenibile
La manovra Finanziaria determina una ''situazione di insostenibilita' resa ancor piu' accentuata dalla circostanza che e' effettuata, in gran parte, con decreto legge''. Questa la posizione dei presidenti delle Regioni sulla finanziaria, espressa in un documento di 15 cartelle approvato mercoledì in tarda serata, al termine di una conferenza fiume durata circa sei ore, e che è stato presentato ieri mattina alle Commissioni congiunte del Bilancio di Camera e Senato. Un documento che indica cinque 'nodi' principali, tre dei quali riguardano proprio la sanita'. Ecco i tre punti, relativi alla sanita', oggetto delle prime valutazioni delle Regioni: al primo, la copertura degli oneri di assistenza sanitaria per gli immigrati regolarizzati, al secondo punto viene indicata la sottostima di circa 5 miliardi di euro del fabbisogno sanitario nazionale per il 2004, al terzo punto il documento parla di necessità di un adeguamento delle risorse di cassa per il fabbisogno sanitario.
Marche: dal 6 ottobre limiti alle prescrizioni
medici delle Marche non possono prescrivere due confezioni del medesimo farmaco sulla stessa ricetta. Lo ha stabilito una delibera della Giunta finalizzata al contenimento della spesa farmaceutica, approvata nella seduta del 30 settembre scorso. La delibera prevede che dal 6 ottobre al 31 dicembre 2003 il medico possa prescrivere sulla stessa ricetta due confezioni di farmaci diversi, ma non due confezioni dello stesso farmaco, né possa rilasciare allo stesso assistito più ricette del medesimo farmaco nello stesso giorno. Una nuova ricetta con un farmaco già prescritto può essere rilasciata non prima di una settimana dal completamento della terapia in atto. Fanno eccezione i medicinali antibiotici monodose e i medicinali somministrati per fleboclisi, dei quali possono essere prescritte fino a sei confezioni per ricetta, e i farmaci analgesici oppiacei impiegati nella terapia del dolore, che potranno essere prescritti in quantità sufficiente a coprire una terapia massima di 30 giorni. Per i medicinali destinati alla cura delle patologie croniche è consentita la prescrizione massima di due confezioni  per ricetta. La prescrizione non può comunque superare i 60 giorni di terapia.
 
Errori medici: 150.000 denunce l'anno in Italia
In 20 anni di attivita' ogni medico ha l'80% di probabilita' di ricevere un avviso di garanzia
In totale, secondo i dati riportati dalla Federazione medici dirigenti (Fesmed), in Italia sono 320 mila i pazienti vittime di errori in ospedale, 12 mila le cause civili, 150 mila le denunce e le domande di risarcimento. Ammontano a 2,5 miliardi di euro le richieste di indennizzo, a cui vanno aggiunti 260 milioni di euro spesi per il prolungamento delle degenze. In 20 anni di attivita' ogni medico ha l'80% di probabilita' di ricevere un avviso di garanzia. I più a riscio sono i ginecologi: uno su cinque ha in corso una causa per 'errori' in sala parto. Anche in Italia si moltiplicano i contenziosi come negli Usa e sempre piu' genitori fanno causa allo specialista per malformazioni e handicap del neonato, attribuite a sbagli e sviste durante l'intervento. ''Una situazione insostenibile, che impedisce di lavorare con serenita''', denunciano i medici dell'Associazione Italiana Ginecologi Ospedalieri (Aogoi), che chiedono ''piu' tutela e un adeguato sistema assicurativo''.
''Occorre realizzare un sistema assicurativo che tuteli i medici e risarcisca le famiglie, garantendo le possibilita' economiche per il futuro del neonato'', spiega Mario Campogrande, presidente dell'Aogoi. ''Sono aumentate le garanzie per i pazienti - afferma Antonio Tomassini (FI), presidente della Commissione sanita' del Senato, ma anche ginecologo - mentre sono diminuite quelle per i medici. Stipulare un'assicurazione e' obbligatorio, ma sempre piu' difficile, con la conseguenza che lo specialista preferisca non decidere e non correre rischi perche' non e' tutelato in modo adeguato. Va varata una legge che riporti il contenzioso medico a una disputa civile, in cui tutti si assumano le proprie responsabilita': camici bianchi, aziende sanitarie e pazienti''


Consiglio dei Ministri:Approvata la riforma degli Irccs
Dopo un'attesa di 10 anni arriva la riforma degli Irccs pubblici. Lo sottolinea, in una nota, il ministero della Salute dopo il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo 'Norme di riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico'.  Gli Irccs sono ospedali di eccellenza deputati alla ricerca, alla terapia e alla riabilitazione in oncologia, pediatria, neurologia, ortopedia. Si tratta complessivamente di 15 istituti in tutte le regioni italiane. Il riordino prevede come aspetto prioritario la condivisione tra ministero della Salute e Regioni sia della trasformazione degli istituti in Fondazioni, sia della definizione degli organi di gestione. Gli istituti che non verranno trasformati saranno organizzati sulla base di criteri che garantiscano le esigenze di ricerca e la partecipazione a reti nazionali di centri di eccellenza.

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