13/04/2007 12:49 LAV - Ufficio Stampa nazionale
In occasionedell’evento che si terrà il 22 aprile presso l’Università di Pavia,durante il quale Papa Benedetto XVI benedirà l’Ateneo, la LAV chiede alPontefice di rinunciare a indossare la pelliccia di ermellino, richiesta dallasartoria vaticana all’atelier di Riccardo Ravizza“Annabella”, che dovrebbe ornare la mantellina del Santo Padre.
L’abitudine di ornarevesti e capi con rifiniture in pelliccia andrebbe abbandonata per moltepliciragioni: sotto l’aspetto religioso è una contraddizione perchérappresenta una sorta di complicità nel condannare a morte degli esseri viventiarbitrariamente definiti “da pelliccia” perché catturati e allevatia questo scopo ma senza alcuna reale necessità, uccisi e scuoiati in manierabrutale; in termini pratici, poi, esistono valide alternative che noncomportano l’uccisione di animali. Inoltre, la consapevolezza di quantosia deplorevole indossare una pelliccia, ha indotto la maggioranzadell’opinione pubblica nazionale e internazionale a rinunciarvi: anche laChiesa dovrebbe prendere atto di questa positiva maturazione dei costumisociali e adeguare le proprie scelte sartoriali. Tale scelta segnerebbe unnetto avvicinamento alle problematiche di tutela e di rispettodell’ambiente, che interessano e preoccupano l’intera popolazionemondiale: inquinamento, deforestazione, cambiamenti climatici, caccia, bracconaggio,ecc. stanno già compromettendo molte specie viventi, ucciderne atre per vanitàè davvero riprovevole.
Nel 2006 sono statiuccisi almeno 500 milioni di animali - tra ermellini, visoni, volpi, foche,conigli, procioni, ecc. - per produrre pellicce (dato mondiale). Occorrono dai180 ai 240 animali per realizzare una sola pelliccia di ermellino, un piccolomammifero che in natura si trova comunemente tra i 1000 e i 3000 metri diquota, dove predilige i boschi radi, i bordi dei laghi e dei ruscelli; in altaquota lo si trova spesso nelle pietraie. E’ diffuso in Europa, aeccezione delle regioni mediterranee, in Asia, in Groenlandia, in Canada e nelNord degli Stati Uniti.
I metodi di uccisionedegli animali “da pelliccia” sono davvero crudeli: dalla camera agas, alla rottura delle ossa cervicali, dalla corrente elettrica al colpo sulmuso e sulla nuca. Questi animali sono oggetto di una caccia spietata e disistemi di allevamento intensivi dove sono segregati in gabbie strette, con ilfondo in rete metallica che gli lacera le zampe, senza ripari dal sole e dalgelo. Inoltre, lo stress dell’isolamento forzato in gabbie ridottissimespesso provoca fenomeni di aggressività verso i propri simili eautomutilazioni.
13 aprile 2007
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