Comunicato LAV. IL PAPA A PAVIA (22 APRILE), LA LAV: RINUNCI ALLA PELLICCIA RICHIESTA ALL'ATELIER RAVIZZA.

IL PAPA A PAVIA (22 APRILE), LA LAV: RINUNCI ALLA PELLICCIA RICHIESTA ALL'ATELIER RAVIZZA.

13/apr/2007 12.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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      Comunicato stampa LAV 13 aprile 2007

 

 

PAPABENEDETTO XVI A PAVIA (22 APRILE): LA LAV CHIEDE AL SANTO PADRE DI RINUNCIAREALLA PELLICCIA RICHIESTA ALL’ATELIER RAVIZZA.

 

In occasionedell’evento che si terrà il 22 aprile presso l’Università di Pavia,durante il quale Papa Benedetto XVI benedirà l’Ateneo, la LAV chiede alPontefice di rinunciare a indossare la pelliccia di ermellino, richiesta dallasartoria vaticana all’atelier di Riccardo Ravizza“Annabella”, che dovrebbe ornare la mantellina del Santo Padre.

 

“Nelrispetto della sacralità della vita di ogni specie vivente, invitiamo il SantoPadre a compiere una scelta di alto valore religioso ed etico rinunciando inquesta occasione, e per il futuro, a indossare capi realizzati in pelliccia - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV- Sarebbe un lodevole esempio di carità cristiana, tanto più significativo inquanto compiuto dalla massima autorità ecclesiastica. Ricordiamo che Giovanni Paolo II, parlando del"soffio divino" presente anche negli animali e non soltantonell'uomo, aveva ridato a queste creature valore e dignità.”

 

L’abitudine di ornarevesti e capi con rifiniture in pelliccia andrebbe abbandonata per moltepliciragioni: sotto l’aspetto religioso è una contraddizione perchérappresenta una sorta di complicità nel condannare a morte degli esseri viventiarbitrariamente definiti “da pelliccia” perché catturati e allevatia questo scopo ma senza alcuna reale necessità, uccisi e scuoiati in manierabrutale; in termini pratici, poi, esistono valide alternative che noncomportano l’uccisione di animali. Inoltre, la consapevolezza di quantosia deplorevole indossare una pelliccia, ha indotto la maggioranzadell’opinione pubblica nazionale e internazionale a rinunciarvi: anche laChiesa dovrebbe prendere atto di questa positiva maturazione dei costumisociali e adeguare le proprie scelte sartoriali. Tale scelta segnerebbe unnetto avvicinamento alle problematiche di tutela e di rispettodell’ambiente, che interessano e preoccupano l’intera popolazionemondiale: inquinamento, deforestazione, cambiamenti climatici, caccia, bracconaggio,ecc. stanno già compromettendo molte specie viventi, ucciderne atre per vanitàè davvero riprovevole.

 

Nel 2006 sono statiuccisi almeno 500 milioni di animali - tra ermellini, visoni, volpi, foche,conigli, procioni, ecc. - per produrre pellicce (dato mondiale). Occorrono dai180 ai 240 animali per realizzare una sola pelliccia di ermellino, un piccolomammifero che in natura si trova comunemente tra i 1000 e i 3000 metri diquota, dove predilige i boschi radi, i bordi dei laghi e dei ruscelli; in altaquota lo si trova spesso nelle pietraie. E’ diffuso in Europa, aeccezione delle regioni mediterranee, in Asia, in Groenlandia, in Canada e nelNord degli Stati Uniti.

I metodi di uccisionedegli animali “da pelliccia” sono davvero crudeli: dalla camera agas, alla rottura delle ossa cervicali, dalla corrente elettrica al colpo sulmuso e sulla nuca. Questi animali sono oggetto di una caccia spietata e disistemi di allevamento intensivi dove sono segregati in gabbie strette, con ilfondo in rete metallica che gli lacera le zampe, senza ripari dal sole e dalgelo. Inoltre, lo stress dell’isolamento forzato in gabbie ridottissimespesso provoca fenomeni di aggressività verso i propri simili eautomutilazioni.

 

13 aprile 2007

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