Pianeta_Sanità_-_in_arrivo_trapianto_della_faccia__-_com?ÿ?iso-8859-1?Q?ponente__thè_verde_distrugge_cellule_tumorali

23/ott/2003 05.26.20 Utente Non Registrato Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
In arrivo il trapianto della faccia
(di Roberto Caracciolo) (ANSA) - LONDRA, 22 OTT - Il conto alla rovescia per il primo trapianto della faccia sta per cominciare. Non e' fantascienza, ma pura realta': un'equipe di chirurghi americani sta preparando lo storico intervento, che comportera' la rimozione del volto di un cadavere e la sua successiva applicazione su un essere umano vivente. La controversa operazione e' allo studio da tempo, i medici sono pronti a varcare la soglia emotiva legata a questa sorta di pietra miliare della chirurgia plastica, ma l'opinione pubblica e' un po' meno pronta, scrive oggi il quotidiano britannico The Daily Telegraph. Forse per questo, il chirurgo che guidera' il team Usa, il dottor John Barker, direttore del laboratorio di ricerca di chirurgia plastica dell'Universita' di Louisville, ha sentito il bisogno di annunciare al pubblico che gli ultimi grandi ostacoli sulla strada di questo traguardo sono stati ormai superati. Barker, rivela il Daily Telegraph, spieghera' le sue teorie il prossimo 19 novembre, in occasione dell'inaugurazione di una nuova ala del museo delle Scienze di Londra.
 
Oncologia - Un componente del thè verde distrugge le cellule tumorali
L'epigallocatechin-3-gallato (EGCG), un componente del thè verde, sembra indurre l'apoptosi delle cellule tumorali prostatiche inibendo l'acido grasso sintetasi (FAS), un enzima che è sovraespresso in un'ampia varietà di tumori umani. L'ECGC riduce la velocità della crescita dei fibroblasti sani con bassi livelli di attività della FAS, senza però indurne l'apoptosi. Questo meccanismo è senz'altro una delle principali vie d'azione dei polifenoli del thè verde nella loro misteriosa attività antitumorale, anche se gli autori dello studio si dicono certi che potrebbero esistere anche altri meccanismi d'azione ancora non investigati. (Int J Cancer 2003;106:856-862)
 
Troppe ecografie in gravidanza e troppo cesarei
ROMA, 22 OTT - Per il coordinatore dello studio, Michele Grandolfo, i risultati dimostrano come i consultori "si siano dimostrati validi nel prevenire l'eccesso di medicalizzazione e nel promuovere l'allattamento materno. L'evento nascita, ha aggiunto, e' una grande opportunita' per favorire la capacita' delle donne di gestire le proprie decisioni. "E la decisione di allattare al seno - ha rilevato - e' emblematica di questa capacita', tenendo conto, oltretutto, che il 95% delle mamme vuole allattare al seno". - L'ALLATTAMENTO: le conseguenze piu' importanti della comunicazione riguardano l'allattamento al seno: e' emerso che il 50,6% delle donne che partecipano ai corsi organizzati nei consultori allatta completamente al seno oltre i 3 mesi, contro il 46,7% di coloro che aderiscono ai corsi organizzati presso gli ospedali e il 41,9% di chi si rivolge a strutture private. Alla Sicilia spetta la maglia nera dell'allattamento al seno, con il 54% delle donne che allattano al terzo mese (contro l'84% dell'Emilia Romagna) e il 31% di coloro che allattano al sesto (il 71% a Bolzano). - ECOGRAFIE E CESAREI: durante la gravidanza una donna su due si sottopone in media a 4-6 ecografie contro le 3 consigliati dal ministero della Salute e oltre il 30% a 7 o piu'. Tra il 21% e il 47% dei parti, inoltre, avvengono con il taglio cesareo, nonostante il 65% delle gravidanze abbia un decorso fisiologico. Ancora una volta il primato negativo va al Sud, dove anche l'assistenza dopo la nascita e' risultata disomogenea e frammentaria. - GRAVIDANZA - Circa il 75% delle donne sono state seguite da un ginecologo privato, solo una percentuale compresa fra l'1,6% e il 17,3% si e' rivolta a un consultorio. Meno di meta' delle donne ha ricevuto informazioni adeguate sull'allattamento al seno, meno di un terzo sulle cure neonatali e sulle normative che tutelano la gravidanza. Solo il 30% delle donne ha seguito corsi di preparazione alla nascita (dal 5% in Calabria al 42% a Trento). A frequentarli meno sono le donne meno istruite, quelle di eta' estreme, le casalinghe e quelle che risiedono al Sud.(Ansa)
 
Ue - Via libera dal 2003 alla tessera sanitaria unica europea
E' stato raggiunto un accordo sostanziale da parte dei ministri per l'occupazione e le politiche sociali sull'introduzione dal 2004 di un'unica carta europea personalizzata di rimborso sanitario per tutti i cittadini dell'Unione. La nuova tessera europea semplifichera' l'accesso alle cure nei vari paesi membri ed eliminera' le procedure attualmente in vigore per ottenere le varie forme di rimborso. In particolare si tratta di una proposta di emendamento al regolamento 1408/71 sul coordinamento del sistema di sicurezza sociale, teso all'introduzione della nuove tessera sanitaria per tutti i cittadini dell'Ue.
Il ritardo nel varo definitivo della 'tessera europea' e' dovuto a ultime riserve francesi e tedesche ma, secondo fonti comunitarie, gli ostacoli sono facilmente superabili ''e quindi l'accordo e' ormai sostanziale''.
 
100 manifestazioni a difesa del SSN
'Curati se ci riesci'. E' questo lo slogan adottato da Cittadinanzattiva, di cui fa parte il Tribunale per i Diritti del Malato, per le 100 manifestazioni in programma sabato prossimo 25 ottobre, in altrettante citta' italiane, ''a difesa del Sistema Sanitario Nazionale''. L'iniziativa sara' realizzata in collaborazione con associazioni di pazienti, di consumatori e migliaia di realta' del terzo settore. La manifestazione nazionale si terra' a Roma al Policlinico Umberto I, a partire dalle 10.
 
Campania - Farmaci a pagamento per protesta Federfarma
Da ieri è scattata l'assistenza indiretta nelle farmacie della regione Campania ed i farmaci diventano a pagamento. A nulla sono valsi gli appelli e la mediazione portati avanti dai responsabili regionali a cominciare dal presidente Antonio Bassolino; la Federfarma regionale ha confermato '' in maniera sofferta'' la protesta, che era stata rinviata gia' all'inizio del mese di ottobre a tempo indeterminato e che in precedenti occasioni, nel 2001 e 2002, duro' un mese. Il segretario della Camera del lavoro di Napoli, Giuseppe Errico, in una dichiarazione ha sottolineato che ''ancora una volta la serrata dei farmacisti va a penalizzare le fasce piu' deboli della popolazione''
 
Decretone: i punti di interesse per il settore sanitario
  -    pubblicità: saranno le Regioni a disciplinare la pubbli-cità dei farmaci presso medici e operatori sanitari, la consegna di campioni gratuiti, la concessione di gadgets di modesto valore (art. 48, c. 21);
-             ECM e medici di base: soppresso il divieto per i medici generici ad essere ospitati in manifestazioni organizzate da imprese farmaceutiche su tema-tiche riguardanti l impiego di medicinali. Viene consentita ai medici di medicina generale la partecipazione a convegni e congressi con accreditamento ECM di tipo educazionale, previa segnalazione alla struttura sanita-ria di competenza (art. 48, c.22);
-             incompatibilità: il rap-porto di dipendenza o di conven-zione con le strutture pubbliche del SSN e con le strutture private accreditate è incompatibile con attività professionali presso le organizzazioni private che parte-cipano alla sperimentazione clinica di farmaci (art. 48, c. 26);
-             ricette a lettura ottica: vengono introdotte per tutti i medici del SSN che operano sul territorio nazionale (art. 50).

Finanziaria:Sirchia, la card sanitaria è uno strumento efficace
La tessera sanitaria del cittadino, introdotta da un emendamento del relatore di maggioranza Ivo Tarolli al maxi decreto che accompagna la Finanziaria, ''e' uno strumento assolutamente efficace per tutelare i cittadini e per monitorare l'andamento della spesa sanitaria''. Questa la posizione del ministro della Salute, Girolamo Sirchia che, a margine del convegno internazionale degli imprenditori italiani nel mondo, assume la paternita' della proposta di modifica dicendo che ''l'abbiamo fatta proprio perche' pensiamo che sia molto importante''. Quanto alle polemiche sollevate dall'opposizione in merito al rispetto della privacy, Sirchia replica che ''non sono polemiche, ma osservazioni tese a migliorare le cose. La privacy va tutelata e se c'e' qualche sospetto che non possa esserlo e' giusto che si correggano le cose''.

Fimmg, la Guardia di Finanza resti fuori dagli studi dei medici di famiglia
La questione dei controlli in sanita' affrontata con un approccio poliziesco
''Profonda contrarieta''' della Federazione dei Medici di Famiglia per i protocolli di collaborazione tra le Regioni e la Guardia di Finanza per il controllo delle prescrizioni farmaceutiche e sanitarie. Secondo la Fimmg, ''ancora una volta, dopo il goffo tentativo del decreto anti-truffa, la questione dei controlli in sanita' viene affrontata con un approccio poliziesco, con il concreto rischio di non considerare la reale appropriatezza dell'atto medico. Al contrario ci si limitera' a verifiche grossolane con indici di prescrittivita' standard''.

Inoltre, prosegue la Fimmg, ''Regioni e Asl abdicano in modo sostanziale al loro ruolo e alle responsabilita' in materia di monitoraggio e controllo dell'attivita' delle proprie strutture e dei propri medici.  ''La maggior parte dei medici e degli operatori sanitari - sottolinea la Fimmg - svolge con professionalita' ed onesta' il proprio lavoro. Per questo, pur convinti che vadano isolate le 'mele marce', i professionisti non possono accettare che molti perdano la serenita' nel proprio esercizio professionale, a tutto svantaggio dei cittadini, in un sistema sanitario rigidamente controllato da un apparato poliziesco''.

Per la Fimmg, ''sarebbe meglio se la Guardia di Finanza moltiplicasse le proprie energie per colpire l'evasione fiscale, se le Asl e le Regioni attivassero i controlli sfruttando la rete informatica a loro disposizione da anni. E se il ministro della Salute esprimesse una netta disapprovazione nei confronti di tali accordi, che rischiano di minare alla base le stesse norme di legge sul monitoraggio delle attivita' sanitarie''.
 
******************************************************************************************************************************************************************************************************************************

 FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) NAZIONALE - COMUNICATO STAMPA
GUARDIA DI FINANZA E PRESCRIZIONI SANITARIE: PERCHE' NON SIAMO D'ACCORDO
In alcune Regioni e Asl italiane si stanno avviando protocolli di collaborazione tra le amministrazioni sanitarie e la Guardia di Finanza finalizzati al controllo delle prescrizioni farmaceutiche e sanitarie in genere.

La Fimmg, pur consapevole del rispetto che si deve ad un corpo di polizia al servizio del Paese, esprime profonda contrarietà rispetto a tale scelta per le seguenti ragioni:

La prima. Ancora una volta, dopo il goffo e scellerato tentativo del decreto anti-truffa del ministro Sirchia, la questione dei controlli in sanità viene affrontata con un approccio esclusivamente poliziesco, con tutti i limiti che ciò comporta sul piano di una corretta valutazione dei singoli casi dal punto di vista clinico e epidemiologico e con palesi e concreti rischi di non considerare la reale appropriatezza dell'atto medico. Al contrario ci si limiterà a verifiche grossolane i cui unici punti di riferimento saranno indici di prescrittività standard, che non possono tener conto della molteplicità delle scelte terapeutiche a disposizione del medico e né, tantomeno, delle particolari condizioni di salute dei pazienti.

La seconda. Con tale decisione Regioni e Asl decretano una sostanziale abdicazione del ruolo e della responsabilità che devono avere in materia di monitoraggio e controllo delle "proprie" attività; infatti un numero del tutto insignificante di esse ha onorato l'impegno di rendere cogente quanto previsto all'articolo 15 bis "Appropriatezza delle cure e dell'uso delle risorse" del DPR 28/07/2000 n. 270, (Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale). La decisione di delegare il tutto ad un organismo esterno ed estraneo alla sanità dimostra che non si vogliono o non si possono utilizzare gli strumenti a disposizione del Servizio sanitario nazionale per tenere sotto controllo l'intera attività delle proprie strutture e dei propri medici.

La terza. Tali protocolli, che si dichiara essere a "costo zero", in realtà provocheranno addebiti indiretti e diretti alla pubblica amministrazione. Per la Guardia di Finanza in termini di uomini e mezzi delegati a tali nuove attività che saranno distolti dalle proprie mansioni ordinarie. Per le Regioni e le Asl, con il sostanziale spreco derivante dal non utilizzo delle risorse e degli uomini preposti ai compiti di controllo e monitoraggio.

La quarta. Dobbiamo purtroppo constatare come la logica del vecchio decreto "anti truffa" del ministro Sirchia, respinto dai medici italiani e dalla maggioranza delle forze politiche per la sua inutilità e per le caratteristiche persecutorie verso operatori e strutture sanitarie, si riaffacci sotto le mentite spoglie della collaborazione con la Guardia di Finanza. Di ciò dobbiamo chiamare a rispondere, sia il Ministro della Salute di cui non possiamo che denunciare l'atteggiamento pilatesco, sia le amministrazioni locali che hanno scelto una scorciatoia ipocrita per celare la loro inefficienza.

La quinta. Non ci stupisce più il fatto che il più delle volte consapevolmente si voglia accreditare l'idea di un servizio sanitario nazionale composto prevalentemente di delinquenti, altrimenti tali "protocolli di collaborazione" dovrebbero essere realizzati per mettere sotto controllo tutta la pubblica amministrazione e non solo. La realtà è ben altra. La maggior parte dei medici e degli operatori sanitari svolge con professionalità e onestà il proprio lavoro e, pur essendo da sempre convinta che vadano comunque isolate "le mele marce", non può assolutamente accettare che molti perdano la serenità nel proprio esercizio professionale, a tutto svantaggio dei cittadini soprattutto malati, in un sistema sanitario di fatto rigidamente controllato da un apparato poliziesco.

In conclusione sarebbe meglio per tutti se la Guardia di Finanza moltiplicasse le proprie energie per colpire definitivamente l'evasione fiscale, se le Asl e le Regioni attivassero i controlli sfruttando la rete informatica a loro disposizione da anni, se il Ministro della salute esprimesse una sua netta disapprovazione rispetto a tali accordi che rischiano di minare alla base le stesse norme di legge sul monitoraggio delle attività sanitarie.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl