INCANTEVOLE LIPPI

Interverranno, altresì, Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana; Paola Grifoni, soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle province di Firenze, Pistoia e Prato; Bruno Santi, soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico delle province di Firenze, Pistoia e Prato; monsignor Gastone Simoni, Vescovo di Prato; Claudio Martini, presidente della Regione Toscana; Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato; Marco Romagnoli, sindaco della Città di Prato.

03/mag/2007 13.10.00 de luca carmelo Contatta l'autore

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Ritornano al loro antico splendore gli affreschi di Filippo Liippo del Duomo
di Prato. Infatti il prossimo 5 maggio, Francesco Rutelli presenterà il
restauro durante la cerimonia di inaugurazione. Interverranno, altresì,
Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
della Toscana; Paola Grifoni, soprintendente per i Beni Architettonici e per
il Paesaggio delle province di Firenze, Pistoia e Prato; Bruno Santi,
soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico delle
province di Firenze, Pistoia e Prato; monsignor Gastone Simoni, Vescovo di
Prato; Claudio Martini, presidente della Regione Toscana; Massimo Logli,
presidente della Provincia di Prato; Marco Romagnoli, sindaco della Città di
Prato.
Di concezione monumentale, le figure del ciclo di affreschi - con molti
vivaci ritratti - sono avvolte in vaporosi panneggi e rese leggere dalla
luminosità della pennellata e dall'assenza di contorni netti, e si
inseriscono in scenografiche prospettive. In basso, sulla sinistra, sono le
Esequie di santo Stefano, ambientate in una basilica paleocristiana, nelle
quali il Lippi dipinse papa Pio II, imponente figura in vesti rosse, e
all'estremità destra il proprio autoritratto. Di fronte, sulla parete
opposta, uno scenografico salone ospita il Convito di Erode, con la
composta, elegante Danza di Salomè, e la consegna della testa del Battista
alla bella, fredda Erodiade (bellissimi i due giovani all'estremità destra).
Anche la vetrata fu disegnata dal Lippi. Al ciclo partecipò anche Fra
Diamante
Per Isabella Lapi Ballerini e Cristina Gnoni Mavarelli, hanno diretto i
lavori: “Il restauro, messo a punto a seguito di una complessa elaborazione
progettuale ed ora concluso dopo sei anni di lavori, riconsegna ai
visitatori e alla lettura critica un testo figurativo riportato alle proprie
potenzialità sia dal punto di vista conservativo che da quello della qualità
pittorica ”.
Durante gli anni del restauro, è stato realizzato un cantiere che ha
permesso ai visitatori l’accesso sui ponteggi durante i lavori. E’ stato
anche definito “ponteggio d’artista” perchè sulla parete che isolava il
cantiere dal presbiterio, il maestro Emilio Farina aveva realizzato l’opera
“Fons Vitae Christus”. “La Provincia ha sostenuto con fermezza il progetto
di Lippi nell’ottica di una strategia di promozione integrale del territorio
per una maggiore valorizzazione del capolavoro restituito.


Carmelo De Luca

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