PSICHIATRIA: CREAZIONE E SVILUPPO DI UNA "MALATTIA MENTALE"

Ma anche questa "sindrome" è controversa, come riporta un articolo su "The Observer", o il rapporto stesso nel quale si parla dei potenziali benefici per alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria riabilitativa.

24/giu/2007 16.10.00 stampa ccdu Contatta l'autore

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LA "DIPENDENZA DA INTERNET E DAI VIDEOGAMES"

La "dipendenza da Internet e dai videogames" sarà una possibile new entry nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il che equivale ad una nuova malattia mentale.

L'Associazione Medica Americana (AMA) ne sta discutendo la validità, secondo il rapporto presentato è dipendente chi usa i video giochi per più di due ore al giorno.

Ma anche questa "sindrome" è controversa, come riporta un articolo su "The Observer", o il rapporto stesso nel quale si parla dei potenziali benefici per alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria riabilitativa. Ma del resto la maggior parte delle "malattie" coniate dalla psichiatria non ha riscontri oggettivi.

Il Dottor Bruce Levine, autore di Commonsense Rebellion: "Ricordiamo che non è stato trovato nessun marcatore biochimico, neurologico o genetico per il Disturbo da Deficit di Attenzione, il disturbo oppositivo provocatorio, la depressione, la schizofrenia, l'ansia, l'abuso compulsivo di droghe e alcol, l'obesità, il gioco d'azzardo o qualsiasi altra malattia mentale, disagio o disturbo".

Nel rapporto presentato, nella sezione Effetti Psicosociali si legge: "…nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV, il termine dipendenza da Internet è stato usato per descrivere il fenomeno di eccessivo uso di Internet e videogioco, o il tempo eccessivo speso usando questi mezzi di comunicazione. Questo termine sembra essere stato coniato negli anni 90' quando i ricercatori tentavano di descrivere una costellazione di comportamenti osservati nelle persone usando l'Internet."

Jhon Read professore incaricato di psicologia all'università di Aukland, Nuova Zelanda, nel 2004 affermò: "Vengono creati elenchi di comportamenti, successivamente si applicano etichette altisonanti alle persone che hanno tali comportamenti e successivamente si usa la manifestazione di questi comportamenti per provare che essi soffrono della malattia in questione. Questo metodo non dice niente delle cause o delle soluzioni".

"I legislatori e il pubblico in generale non dovrebbero essere ingannati. I comportamenti non possono essere malattie!". Professore aggiunto di psicologia Chestunt Hill College, Philadelphia.

Nel 1995 lo psicologo Jeffrey A. Schaler affermò: "Il concetto di validità scientifica sebbene non rappresenti un'azione, è correlato al concetto di frode. La validità si riferisce alla misura in cui qualcosa rappresenta ciò che dichiara di rappresentare o misurare. Quando i mezzi diagnostici non rappresentano ciò che si prefiggono di rappresentare, possiamo affermare che tali mezzi mancano di validità. Se una transazione o un affare commerciale si basassero su una simile mancanza di validità, diremmo che tale mancanza di validità costituisce una frode. Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSMIV) pubblicato dall'American Psychiatric Association… è noto per la sua bassa validità scientifica".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685
Email: linea.stampa@ccdu.org siti: www.ccdu.org - www.cchr.org




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