BOBOLI PER ROBERTO BARTI

A settembre, invece, si aprirà la seconda parte dell'esposizione che si svolgerà al Museo Archeologico e alle Pagliere ospitando, rispettivamente dal 7 settembre e dal 29 settembre, sculture e dipinti di grande formato.

25/giu/2007 09.20.00 de luca carmelo Contatta l'autore

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La città di Firenze ospita una grande mostra dell’artista Roberto Barni, dal
titolo “Gambe in spalla”, che interesserà alcuni tra i luoghi più
significativi del centro storico. L’evento sarà articolato in due momenti
successivi. Lunedì 25 giugno inaugura una prima parte con una serie di
grandi sculture in bronzo che popoleranno Piazza della Repubblica, il
Piazzale della Galleria degli Uffizi, Piazza Pitti e il Giardino di Boboli.
A settembre, invece, si aprirà la seconda parte dell’esposizione che si
svolgerà al Museo Archeologico e alle Pagliere ospitando, rispettivamente
dal 7 settembre e dal 29 settembre, sculture e dipinti di grande formato.
Sabato 29 settembre sarà presentato anche il volume che accompagna l’evento,
edito da Cambi Editore, con testi di Alberto Boatto, Lóránd Hegyi e Maurizio
Vanni, corredato dalle immagini delle opere installate. “Gambe in spalla” si
avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del
Polo Museale Fiorentino, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e
per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, della
Soprintendenza Archeologica per la Toscana, della Regione Toscana, della
Provincia di Firenze e del Comune di Firenze.

Roberto Barni è uno tra i protagonisti indiscussi dell’arte italiana dagli
anni Sessanta ad oggi. La sua scultura si inserisce, rinnovandola, in quella
linea impegnata - come sottolinea il critico Alberto Boatto - ad affrontare
l’ardua questione di dare un’espressione plastica alla figura dell’uomo, non
già dell’uomo eterno ma dell’uomo contemporaneo. Colpisce, oltre alle
qualità formali e il peculiare uso della patina, la spiccata originalità
dell’iconografia delle figure di Barni, figure umane che l’artista indaga
nelle sue diverse e molteplici sfaccettature. L’uomo perde qui il privilegio
dell’individualità per diventare uomo comune, anonimo, che si perde nella
folla delle grandi metropoli: raddoppia, prolifica, si moltiplica in
altrettanti cloni che creano concatenazioni, sovrapposizioni e sequenze. Le
figure di Barni si presentano quasi sempre in cammino. Come dice l’artista,
l’unico movimento che la scultura può visualizzare nell’universo è quello
della figura umana, l’unica di cui si riesce a rendere il dinamismo. Le
creature di Barni si trovano spesso in situazioni di equilibrio precario.
Qui la scultura sfida il senso di staticità, il vuoto, la vertigine, con i
suoi personaggi apparentemente impegnati in azioni contrastanti, animati da
una grande tensione. “Gambe in spalla”, titolo della mostra che riprende
quello di una delle sculture esposte, è un monito ad andare avanti: la
strada da percorrere è ancora lunga. E’ un titolo che rispecchia quel chè
d’ironia che contraddistingue le opere dell’artista.

Nelle piazze della città e nel Giardino di Boboli, collocate nei pressi
dell’anfiteatro della Meridiana, saranno esposte alcune sculture di grandi
dimensioni, gruppi di figure umane, essenziali quanto basta per essere
riconosciute come uomini, spesso caratterizzate dal rosso dell’abito e
dall’oro dei volti, colori simbolo che hanno il potere di investirle di una
strana ieraticità. Le grandi dimensioni nobilitano la materia ma, allo
stesso tempo, le sculture si mescolano con la gente, scendendo dal
piedistallo dove da sempre sono poste, per vestirsi di una dimensione più
domestica e quotidiana: le opere di fatto sono concretamente appoggiate sul
suolo delle piazze, senza un piedistallo, in rapporto diretto con la durezza
del terreno e il pubblico che attraversa la città.
Sotto il Loggiato degli Uffizi troveremo Vaso, opera dedicata ai grandi
maestri presenti nella collezione della Galleria. E’ un oggetto
antropomorfizzato dove i manici sono due uomini aggrappati, personaggio e
recipiente si fondono in un insieme inseparabile. In Piazza della Repubblica
invece Sadovasomaso si colloca orizzontalmente direttamente sul selciato
vicino alla colonna, quasi posato lì per caso, ancora un vaso cilindrico con
caratteristiche antropomorfe, qui le figure si contrappongono nell’atto una
di versare e l’altra di rovesciare. A ridosso del portone principale di
Palazzo Pitti, riverso per terra, si troverà Adagio, titolo rimanda alla
musica classica. Spesso, nelle opere di Barni, la terminologia musicale
viene a soccorso della scultura per sottolinearne il dinamismo interno.
Adagio è una figura di circa sette metri sdraiata lungo la facciata, un uomo
qualsiasi colto nell’atto di rialzarsi. Da qui passiamo alle opere nel
Giardino di Boboli come: Gambe in spalla, che dà il titolo alla mostra, alta
cinque metri, un’architettura di figure concatenate fra loro; Vacina dove
sette viandanti camminano in equilibrio sul bordo di una vasca circolare, di
circa due metri di diametro, in un gioco di equilibrio-squilibrio; la
Colonna bisbetica, una colonna di otto metri, ma che potrebbe ergersi
all’infinito, fatta di figure, una sopra l’altra, che si muovono in
direzioni opposte; Continuo, una scala a pioli ricurva, lunga 10 metri, dove
le due figure che si fronteggiano sembrano scendere e salire allo stesso
tempo. In Atto Muto e Tripode si costruisce una sorta di dialogo fra tre
figure impegnate in azioni diverse ma legate da un movimento circolare o
triangolare come in Impresa. Sempre in prossimità del prato della Meridiana
si colloca Rasoio, una mezzaluna lunga cinque metri sulla quale proseguono
il loro eterno movimento sette figure. Le sculture saranno esposte fino al
30 ottobre.

A settembre si aprirà la seconda parte della mostra. Nel Museo Archeologico
di Firenze ci sarà una serie di piccoli bronzi mentre nei suggestivi locali
de Le Pagliere troverà spazio la pittura, altro aspetto non meno importante
dell’opera di Barni, con tele di grandi dimensioni e alcune sculture. Le
opere saranno visibili fino al 30 di novembre 2007.

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