Caserta: il terrore arriva all'alba

02/lug/2007 10.49.00 Gigio Rosa Contatta l'autore

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Ricevo ed inoltro questa e-mail ricevuta da un esasperato cittadino della provincia di Caserta.

Sottolineo quanto affermato dall'autore della lettera in quanto vivo personalmente, lo stesso disagio.
 
Grazie per quanto potrete fare.
 
 
Gigio Rosa
 
Radio Marte
 
gigiorosa@gigiorosa.it
 
 
 
 
 
LETTERA APERTA
 
  • Presidente della Regione Campania: Dott. Antonio Bassolino
  • Presidente della Provincia di Caserta: Dott. Sandro De Franciscis
  • Assessore  al Turismo, Sport e tempo libero della prov. di Caserta: Dott. Michele Farina
  • Assessore al Turismo della Regione Campania: Dott. Marco Di Lello
  • Prefetto di Caserta: Dott.ssa Maria Elena Stasi
  • Sindaci, assessorati al turismo e allo spettacolo e Presidenti di pro-loco dei comuni della Provincia di Caserta
  • Diocesi di Capua: Arcivescovo S.E. Mons. BRUNO SCHETTINO
  • Direttori dei quotidiani campani
  • Testate giornalistiche e radiofoniche della regione Campania
  • Portali di informazione web della regione Campania
 

               
Oggetto: la barbarie estiva dei fuochi d'artificio all'alba nella provincia di Caserta
 
    Egregi Signori ed eminenti lettori,
la scelta di trasferire la nostra famiglia in provincia di Caserta, in particolare in uno dei comuni a ridosso dell'autostrada A1, è stata dettata da vari motivi, tutti legati alla maggiore vivibilità e alla più spiccata sensibilità civica dell'intera zona rispetto alla provincia di Napoli da cui proveniamo. In barba alle recenti statistiche e ai libri al vetriolo che parlano di diossina, inquinamento, percentuale altissima di mortalità da tumori e malattie cardiovascolari, discariche e malavita organizzata, etc.., alcuni anni or sono, abbiamo scelto di vivere qui, sposando tempi, abitudini e usanze del luogo. Le caratteristiche a cui faccio riferimento, che continuo piacevolemente a riconoscere in moltissimi comuni del circondario, restano degli ottimi motivi per restare e sperare in un buon futuro per i nostri figli.
 
    Ma non avremmo mai potuto immaginare che la serenità delle nostre giornate, così faticosamente conquistata, sarebbe stata un giorno minacciata da una tradizione a nostro avviso obsoleta: i fuochi d'artificio che aprono i festeggiamenti patronali. Dobbiamo premettere che questa nostra missiva non vuole essere in alcun modo offensiva nel confronti dei soggetti interessati da feste e festeggiamenti vari, ma solo un modo per sottolineare un problema che ci affligge da diversi anni e per il quale intravediamo una semplice soluzione facilmente adottabile. Pur essendo all'apparenza un argomento di poco conto o di scarsa rilevanza, riguardante dei giochi pirotecnici, si tratta per la mia famiglia, così come per migliaia di altre, di un vero e proprio dramma quotidiano.
 
    Innanzitutto, va spiegato precisamente quello che accade fuori dalle nostre finestre: nel periodo dell'anno legato alle feste patronali, che va all'incirca da maggio a settembre, è antica usanza dei comitati organizzatori di feste e/o sagre in provincia di Caserta, di svegliare la cittadinanza con dei fuochi pirotecnici. Intorno alle 6-7 del mattino, i botti, vere e proprie bombe degne di zone di guerra e senza alcuna esagerazione della descrizione, vengono fatte brillare nei cieli del comune interessato, per almeno 20-25 minuti continui. Non c'è distinzione di giorno, per cui può capitare di lunedì quanto di domenica mattina: dipende dalla data e dal santo previsto. Ogni comune ha la propria festa ed il proprio santo protettore, com'è giusto che sia: ma il dramma è che quasi tutti i comuni della provincia di Caserta, in particolare quelli attraversati dalla via nazionale Appia e dall'autostrada, sono strettamente confinanti, con il risultato che la festa patronale di uno diventa anche quella di tutti gli altri, almeno sotto il profilo delle bombe mattutine. Accadesse di rado, la cosa sarebbe non degna di nota, ma purtroppo siamo arrivati ad un punto non più accettabile: almeno 3 giorni alla settimana siamo vittime di bombe bianche, ordigni che non provocano danni a cose, ma alla stabilità psicofisica di una rilevante parte di cittadini. Un'aggravante è rappresentata dal fatto che tutto ciò accade nel periodo di chiusura estiva delle scuole, per cui non si può nemmeno considerare la cosa come una simpatica ed alternativa sveglia, seppur di portata bellica.
 
    Per educazione ricevuta, siamo una famiglia cattolica e tradizionalista, per cui crediamo che il mantenimento di certe usanze sia a tutti i costi un bene da conservare e tramandare alle future generazioni. Siamo i primi a frequentare sagre, feste e rappresentazioni folkloristiche, ma oggi i tempi sono cambiati abbastanza per cercare la prosecuzione delle buone abitudini nel massimo e civile rispetto altrui.
 
    Il mio è un lavoro pressocchè notturno, che mi porta a rincasare anche alle 4 o alle 5 del mattino: essere svegliato così di soprassalto, da vere e proprie bombe degne di zone di guerra, dopo solo 2-3 ore di sonno, è un enorme problema, sia per il mio stomaco e le mie coronarie già duramente provate da una ipertensione da stress, sia per le condizioni di mia moglie, finalmente in attesa di un bimbo dopo anni di tentativi e di fallimenti alle spalle. Vi assicuro che i tappi auricolari di cui ormai facciamo largo uso da anni, non sono più sufficenti ad arginare lo spostamento d'aria prodotto da questi ordigni sempre più potenti e competitivi. Si, perchè c'è anche questo aspetto non secondario da mettere nel conto: le esplosioni sono diventate un mezzo di sfida, un modo per misurarsi e comunicare tra comitati di festa e pro-loco confinanti. Una volta partita la prima, solitamente intorno alle 6 o poco prima delle 7, è seguita a ruota dalle altre che, per rispetto ai comitati vicini e per evitare di essere coperti e perdere la portata dei propri botti, attendono la fine dei 20 minuti del primo comune per iniziare a loro volta. Il risultato, come per oggi lunedì 2 luglio 2007 è un bombardamento ininterrotto, vicino e lontano, dalle 6.45 alle 9.20, ora in cui abbiamo rilevato l'ultima sessione di botti. Nessuna speranza dunque di riaddormentarsi o coprirsi le orecchie con il cuscino per qualche minuto: per un'ora o due, le bombe saranno inesorabili.
 
    Il problema è tutto nelle modalità: ma è davvero necessario svegliarci tutti all'alba? Essendo questa un'abitudine antica, legata perlopiù a quando la popolazione di "terra di lavoro" era fatta di braccianti agricoli e proprietari terrieri, certamente già svegli a quell'ora e già in attività nei campi, sparare botti all'alba stride maledettamente con ciò che i ritmi moderni hanno imposto: tempi meno rigidi e grande flessibilità nelle ore di lavoro.
 
    Eviterò in questa mia missiva di riportare le affermazioni delle forze dell'ordine interpellate telefonicamente sull'argomento, degne di un nuovo libro di Bellavista o Marcello D'Orta, ma mi chiedo civilmente, nel più assoluto rispetto di ogni festa e di ogni santo: possibile che non si possa posticipare questo bombardamento di almeno un paio di ore? Possibile che dobbiamo essere materialmente buttati giù dal letto, pallidi e con la tachicardia, alle 6-7 del mattino? Ma questi "signori artificieri", si rendono conto che ormai siamo nel 2007? Sanno che esistono i turni di notte, a maggior ragione in provincia di Caserta dove risiedono migliaia di aziende, e che qualcuno fa le ore piccole pur di portare sostentamento alla propria famiglia? Eppure basterebbe solo questo piccolo accorgimento per far godere davvero tutti della festa e dei conseguenti festeggiamenti; un pò di buon senso in più per coinvolgere ed evitare seri problemi di carattere fisico, psichico, morale e certamente sociale. Basterebbe passare a quell'ora presso i presidi medici degli ospedali in zona, dove purtroppo anche noi siamo già stati, per capire che svegliare in questo modo le persone, di soprassalto, fa male ed è un gesto oggi totalmente incivile; vi si troveranno anziani spaventati, persone con dolori al torace e gli occhi sbarrati, bambini feriti dalla foga per la paura.
 
    Chiediamo dunque a gran voce: perchè non si aprono i festeggiamenti dopo le 8.30-9.00? Perchè i primi botti non si sparano solo dopo le prime ore del mattino? O magari nel pomeriggio? Sarebbe una giusta via di mezzo per conciliare tradizione e modernità, rispettare chi ha seri problemi di salute e migliorare la vivibilità della zona ed il relativo turismo: cosa penseranno gli ospiti degli alberghi in zona? Sussulteranno come facciamo noi, temendo di trovarsi a pochi passi da un attentato terroristico? Oltretutto, lo spettacolo dei fuochi pirotecnici di mezzanotte offerto dai comuni della provincia di Caserta (e anche di Napoli) è davvero stupendo: guardare all'orizzonte i colori che illuminano il cielo, a volte anche 2 o 3 contemporaneamente, è sicuramente molto emozionante: ma non basterebbero solo quelli? Che senso hanno i botti di giorno senza alcun effetto visibile a occhio nudo?
 
    Nella speranza che domani sia un giorno utile per vivere sereni e non un giorno in cui bisogna aver paura del sole che sorge, vi invitiamo a riflettere su questo che per molti cittadini come noi è un serio problema, che ci fa vivere male e ci segna nel profondo della nostra psiche, minando la nostra salute e quella dei nostri figli. Ma più di tutto, abbiamo bisogno di una presa di coscienza culturale; confidiamo nella sensibilità civica e sociale di ognuno di voi, convinti che solo giuste parole seguite da altre, possano sollevare un vento culturale in grado di cambiare le cose.
 
    Buon lavoro a tutti e grazie per l'attenzione.
 
    Lettera firmata
 

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