Polimoda sfila in Via Romana a Firenze

06/lug/2007 12.30.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Una città per la moda e una via per il futuro. Così si potrebbe definire DO-Di-CI, il progetto ideato da Linda Loppa, direttore didattico del Polimoda, trademark della formazione moda in campo nazionale ed internazionale, che il 5 luglio dalle 12.00 alle 19 ha riempito le botteghe artigiane fiorentine di Via Romana con le collezioni di dodici studenti internazionali del Master in Fashion Design Advanced, fresco percorso di studi dell'istituto. "E’ questo il Polimoda - sottolinea Linda Loppa -. Un’anima sola con la città di Firenze, un legame sempre più profondo, dove troveranno spazio le iniziative e gli eventi culturali firmati dai nostri allievi. Vorrei ricreare a Firenze quel trait d’union che avevo dato vita ad Anversa, e che ha portato a risultati eccellenti". Con questo obiettivi, in occasione di Pitti Filati (fiera internazionale del settore filati e maglieria al via ieri), è stato allestito il percorso espositivo aperto al pubblico lungo la via che collega Porta Romana a Piazza San Felice che si è dipanato fra spazi tradizionali, come le vetrine di storici negozi e botteghe, spazi alternativi, come garage che richiamano lo stile grunge, e angoli caratteristici della via, per offrire la giusta location allo spirito creativo di ciascuna linea e stilista, che siano le italiane Caterina Brocchi e Antonella Pilichi, o Yasemin Aytar, Zeynep Mursaloglu (a destra una sua creazione), Halis Giray Sepin e Deniz Yegin, provenienti dalla Turchia, la francese Emilie Decour, le inglesi Valentina Karellas e Aber Nasher, la polacca Olga Niescier arrivata, o ancora Lauren Ruicci (Stati Uniti) e Cayetana Soto de Garcillan (Spagna). Un vivaio di ampio respiro internazionale. "Lo scambio interculturale è un elemento molto importante perché permette di ampliare il proprio punto di vista. Abbattere le distanze, comprendere le differenze, cogliere la positività dell’altro da noi ci permette di crescere nella vita e anche nella professione. L’esperienza che stanno vivendo questi ragazzi provenienti da nazioni differenti offre loro la possibilità di arrivare a sviluppare una creatività ricca e poliedrica frutto di influenze culturali eterogenee". Con queste premesse la scelta del titolo dell'appuntamento non poteva essere meno creativa e dunque ridursi al numero dei designer coinvolti. Secondo quanto spiegato dal direttore creativo del Polimoda DO rappresenta la prima nota musicale e, l’istallazione del 5 luglio, vuole segnare l’inizio simbolico della carriera di questi ragazzi; DI indica il senso di appartenenza, quella di Polimoda al territorio fiorentino e CI, in quanto noi, identità di gruppo: Firenze, i suoi abitanti e la sua creatività.
Nicoletta Curradi



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