Italiae Medievalis Historiae

Italiae Medievalis Historiae Italiæ Medievalis Historiæ Con un po' di emozione e con grande gioia possiamo annunciare che ha finalmente visto la luce per i tipi di Tabula Fati "Italiæ Medievalis Historiæ", il volume che raccoglie i racconti dei finalisti alla prima edizione di © Philobiblon Premio Letterario Italia Medievale, dedicato a racconti brevi ispirati al Medioevo.

20/lug/2007 10.00.00 Associazione Culturale Italia Medievale Contatta l'autore

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Italiæ Medievalis Historiæ

Con un po' di emozione e con grande gioia possiamo annunciare che ha
finalmente visto la luce per i tipi di Tabula Fati "Italiæ Medievalis
Historiæ", il volume che raccoglie i racconti dei finalisti alla prima
edizione di © Philobiblon Premio Letterario Italia Medievale, dedicato
a racconti brevi ispirati al Medioevo.

Armi, amori, eresia e spiritualità si rincorrono tra le pagine di
Italiæ Medievalis Historiæ restituendo un’epoca diretta e senza
compromessi. I racconti degli autori finalisti del premio letterario
Philobiblon, organizzato dall’Associazione Culturale Italia Medievale,
ci trasportano in un tempo lontano, presentandone il quotidiano mistero
con maestria. Il lettore che si avventurerà tra queste pagine avrà la
possibilità di “leggere” il Medioevo nelle sue molteplici forme, dalle
descrizioni attente e particolareggiate agli enigmatici personaggi,
fino alle sfumature di quotidiana normalità colte all’interno dei più
fantasiosi e romantici episodi delle leggende e della storia.

Presentazione di Luca Molinini

Il racconto breve è da sempre una palestra importante per ogni
scrittore: la limatura del superfluo, la capacità di sintesi, la
coerenza della struttura narrativa rappresentano un punto di partenza
fondamentale per chi abbia l’aspirazione di fare della parola scritta
una vera e propria professione o per chi desideri semplicemente
leggersi e farsi leggere in modo piacevole. In quanto flusso immediato
di pensieri - non a caso un autore del calibro di Raymond Carver
avvicinava i racconti alla poesia piuttosto che alla narrativa -
ritengo che il racconto breve nasconda la sua difficoltà nella capacità
di superarne l’istintività, sottoponendo il testo a una continua
rilettura e riscrittura, abitudini che purtroppo gli autori sembrano
andare sempre più smarrendo. La questione si complica ulteriormente nel
caso in cui la narrazione preveda un’ambientazione storica: l’autore,
chiamato a immergersi in realtà e mentalità lontane dalle sue, correrà
il rischio di risultare inadeguato o quantomeno poco credibile.

Ora, avendo il privilegio di aver a che fare quotidianamente per
ragioni di studio con la storia medievale, mi è capitato sempre più
spesso di riflettere su quanto questi secoli, compresi all’incirca tra
il V e il XV d.C., stiano tornando a essere oggetto d’interesse della
nostra cultura, proprio nel momento in cui la storiografia pone
l’attenzione, seppur con qualche limite oggettivo di troppo, sulle
componenti sociologiche, antropologiche e istituzionali dell’epoca in
questione. Al di là di giudizi affrettati e ormai fortunatamente in via
di superamento, i quali tendono a dipingere il periodo medievale come
“età oscura” o di “secoli bui”, la maggior parte dei non addetti ai
lavori che si accostano al Medioevo è attratta dal mistero, dalla
spiritualità, dalle personalità e dalle rivoluzionarie novità che quei
secoli seppero esprimere.

A questa “rappresentazione” dell’età medievale vanno certamente
collegati i recenti successi editoriali che hanno visto come
protagonisti, forse perché capaci d’incarnare tutte le caratteristiche
sopra citate, gli ordini militari - primi tra tutti i Templari - e i
cavalieri crociati, le cui imprese alimentano al giorno d’oggi una
fetta considerevole della letteratura fantasy. Il rischio di una
produzione letteraria così intensa è indubbiamente quello di una
banalizzazione degli eventi e dell’argomento, con ciò intendendo
riferirmi ai troppi luoghi comuni che vengono spesso associati al
Medioevo. Proprio in conseguenza di quanto appena detto ritengo
l’esperienza del Premio letterario Philobiblon - organizzato
dall’Associazione Culturale Italia Medievale - particolarmente ben
riuscita. Oltre alla valenza stilistica e strutturale dei sei racconti
finalisti pubblicati in queste pagine, ciò che mi ha colpito
positivamente è stata la capacità espressa da tutti gli autori di
sapersi calare nei secoli, raffigurando il quotidiano con maestria.

Una scrittura quasi barocca accompagna Il pranzo del Dux Mediolani di
Loredana Limone, in cui il duca, lontano dai campi di battaglia
abituali, è sfidato da una tavola imbandita e da una dama
intraprendente invitata alla disfida dell’amore, in un contesto che già
prefigura la lussuosa vita cortigiana dei secoli a venire.

Di tutt’altro tenore il racconto di Vanes Fortini, Vallombrosa, in cui
il sacro si mescola sapientemente col profano. La vicenda paradossale
del monaco Felicetto, venerato come santo per un tragico equivoco,
permette al lettore di sorridere condividendone però il destino crudele
che lo strappa alla vita.

L’amore negato guida poi Cristina Sottocorno nel suo Il pozzo: tema
ricorrente nella narrativa ispirata al mondo medievale, ma forse anche
per questo di pregevole fattura perché mai banale. E allora perché non
riflettere ancora sul tragico destino della giovane Domitilla, la quale
preferisce privarsi della sua agiatezza piuttosto che essere concessa
in sposa per motivi d’interesse?

Ma il Medioevo è soprattutto l’età della spiritualità, che irrompe con
profondi caratteri di dolcezza in Frate Francesco e Frate Leone di
Mauro Ursino. Il viaggio dei due confratelli mette a nudo l’umanità di
un Francesco così lontano dai resoconti agiografici ufficiali, che ci
sembra di toccare con mano la sua carismatica mitezza e profondità di
spirito.

Il viaggio è il filo conduttore anche del racconto Il re del nulla di
Fiorella Borin, in cui un giovane principe cavalca attraverso le terre
di suo padre fino ad incontrare le rovine di un castello in cui la
disperazione è l’unica abitante dopo le scorrerie dei Turchi e la
maledizione della peste; pochi sopravvivono e il ricordo lacera il
cuore.

Insomma, il lettore che si avvicinerà a questi racconti avrà la
possibilità di “leggere” il Medioevo nelle sue molteplici
sfaccettature, passando da una descrizione attenta di luoghi e
particolari a caratterizzazioni psicologiche dei personaggi, fino a
cogliere sfumature di quotidiana normalità all’interno degli elementi
più fantasiosi e romantici delle leggende e della storia.

Italiæ Medievalis Historiæ
di A.A.V.V.
Racconti finalisti alla prima edizione del Premio Letterario
Philobiblon 2006
Presentazione di Luca Molinini
Introduzione di Fulvia Serpico
pp. 80, € 6,00
Edizioni Tabula Fati, 2007
ISBN: 978-88-7475-132-7

(Con preghiera di pubblicazione)

cordiali saluti

maurizio calì

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