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15/ago/2007 09.10.00 Salvatore Viglia Contatta l'autore

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La laurea honoris causa senza banchi e senza professori

Negata dal ministro Mussi la laurea Honoris causa alla figlia di Salvatore Ligresti

 

 

C’è chi si indigna. Quelli che hanno studiato si indignano quando troppo facilmente si concedono lauree honoris causa.. Gli anni dell’Università, nel bene e nel male, hanno significato sacrificio, mortificazioni e bocciature. La gogna degli esami, il dare conto di quello che si sa in un “indiscreto interrogatorio” al professore di turno, hanno rappresentato per anni, l’incubo delle notti insonni degli studenti. La laurea, è sicuro, è il coronamento di un percorso dedicato a colmare le lacune del sapere affrontando, giorno per giorno, i propri limiti e la propria ignoranza. La proclamazione a rango di “dottore” è quanto di più importante e commovente ci sia per uno studente. E’ la meta. Quanti pomeriggi passati con gli evidenziatori tra le mani nei libri e tra le chiacchiere dei colleghi, i dubbi, le incertezze. Il giorno della “laudatio” è “Il momento”. La laurea è l’inizio della competenza per la quale si studia dopo aver  esautorato il percorso accademico. Tutti quelli che sono proclamati ad honorem, viceversa,  non sanno cosa significa studiare. Vasco Rossi e Valentino Rossi, sono stati insigniti, per esempio, l’uno della laurea in “Scienze della comunicazione” consegnata dal Magnifico Rettore della Libera Università di Milano di lingue e comunicazione Giovanni Puglisi, l’altro della laurea in “Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni” dell’Università di Urbino. Le motivazioni, per dirla alla Fernanda Piovano in ordine al cantante sono: «Lui ha il magico potere di trasformare il quotidiano in sublime, usando solo poche e semplici parole. Se c’è qualcuno che l’amore dei giovani lo merita tutto è proprio Vasco»; per il motociclista di Tavullia, attualmente agli onori della cronaca fiscale, le motivazioni accademiche sono: «le straordinarie capacità comunicative di Rossi, che oltre al fenomenale talento sportivo esprime simpatia, creatività ed una capacità innata di imporre la sua personalità e la sua immagine, costruendo spazi di teatralizzazione capaci di muovere un’ondata comunicativa che valica le frontiere dei media nazionali». Questo è quanto.

 Ma anche Franco Califano si è visto conferire una laurea honoris causa in filosofia da una Università americana di New York. Califano è stato paragonato addirittura a Schopenhauer soprattutto per la chiosa : «tutto il resto è noia». Vasco Rossi, Valentino Rossi e Franco Califano se hanno meritato una laurea ad honorem per i loro meriti di comunicazione e di vita, allora si commetterebbe una ingiustizia  se non si assegnasse una laurea honoris causa anche a Pietro Germi, Carlo Lucarelli, Francesco Storace, Stefania Prestigiacomo, Altero Matteoli, Mario Landolfi, Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Antonio Pizzinato, Alessia Marcuzzi, Simona Ventura, Samuele Bersani, Alessio Boni, che non sono laureati tanto per fare qualche nome. In realtà la logica è che tutti i personaggi citati sono famosi ed hanno comunicato e comunicano molto indipendentemente dalla bontà di quello che comunicano. Vasco Rossi non è certo un esempio positivo nel messaggio di comunicazione per i giovani nei testi di alcune sue canzoni di maggior successo. E’ dato dunque dedurre che il merito non stia nella qualità del messaggio ma nella quantità del target che lo recepisce.  Se c’è qualcuno che si indigna è perché la “causahonoris è successiva ad altro “honor” di diverso genere, è la conseguenza di un’altra attività lavorativa: la musica leggera o il motociclismo per Vasco e Valentino. La gratificazione, cioè, non è la prima motivazione di una attitudine, competenza, perizia, esperienza, di uno sforzo, di uno studio ma una “conseguentia honoris”, peraltro, negata ad altri altrettanto “comunicatori” e, per certi versi, anche più importanti e meritevoli. Il ministro Mussi, ha negato, al Magnifico Rettore dell’Università di Torino, che ricorressero i requisiti per il conferimento della laurea in economia aziendale alla figlia di Salvatore Ligresti, Signora Jonella Francesca Ligresti. Si deduce che il Ministro abbia ritenuto necessari ulteriori meriti oltre il fatto di essere figlia di cotale padre. 

Per quanti comunque fossero interessati a vedersi conferire una laurea honoris causa, sembra essere sufficiente rivolgersi all’Agenzia Italiana compilando un modulo. Entro 30 giorni, l’istante saprà se ha questi “requisiti” per ottenerla ed essere inseriti, così, nelle graduatorie delle domande di assegnazione.

 

Salvatore Viglia

Direttore di www.politicamentecorretto.com

 

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