Intervista all'on. Merlo

Il lavoro degli eletti all'estero è stato giudicato insufficiente da qualcuno, da qualche altro invece accettabile, lei come si pone?

20/ago/2007 20.00.00 Salvatore Viglia Contatta l'autore

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Intervista all’on. Ricardo Merlo

 

Deputato eletto nella Circoscrizione estero B (America Meridionale) nella lista: Ass. Ital. Sud America. Gruppo misto al Senato. Componente della III Commissione affari esteri e comunitari.

 

La costituzione del nuovo Partito Democratico, è una novità che appassiona gli italiani in Argentina?

 

Io credo di sì. Tutti gli italiani del Sud America, guarderanno al Partito Democratico con grande interesse. E’ un fatto nuovo che viene a semplificare un po’ questo sistema politico italiano tanto polarizzato. L’ipotesi che una persona giovane, compatibilmente con le medie italiane, possa guidare un partito così forte, entusiasma. E’ un processo politico interessante da seguire con attenzione..

 

Diciamo che Ricardo Merlo appartiene al Partito Democratico.

 

No, assolutamente no. Io appartengo all’associazionismo. Sono stato eletto nella lista delle associazioni italiane e continuerò a farne parte.

 

Ma questa sua appartenenza non è detto che debba escludere la sua partecipazione ad un partito come il PD.

 

E’ vero, ma nel mio caso personale, avendo fatto una campagna elettorale durante nella quale mi sono impegnato con i miei elettori, non intendo abbandonare la mia indipendenza politica. Almeno in questa legislatura.

 

Il lavoro degli eletti all’estero è stato giudicato insufficiente da qualcuno, da qualche altro invece accettabile, lei come si pone?

 

Per quanto mi riguarda, sono una persona che non è mai soddisfatta del lavoro che fa. Però quelli che criticano, non capiscono qual è la funzione di un legislatore. Noi parlamentari, non abbiamo cariche esecutive per cui sarebbe, in un certo qual modo, possibile trarre un bilancio. Siamo diciotto su mille , cioè l’1,8% di tutto il Parlamento italiano. Dico che, va bene, si possono fare delle cose, come si sta facendo avanzando in alcuni temi non temi squisitamente legislativi, quali  l’assistenza sanitaria in America Latina, Venezuela, Uruguay e Argentina. A proposito ci ciò siamo in stretto contatto con il vice ministro e gli ambasciatori.  Come per la speranza che tutti gli italiani possano avere, in Argentina, assistenza sanitaria privata oltre che quella sociale. Esperienze, in questo senso, abbiamo già avuto con la Regione Veneto, per esempio. Questi non sono lavori parlamentari che si compiono con una proposta di legge. Sono progetti che si ottengono muovendosi, parlando, facendo un po’ di lobby affinché le cose vadano realizzate in tempi brevi. Come per la cittadinanza.   Purtroppo i tempi parlamentari, in questo Parlamento in particolare, sono più lunghi che mai perché la situazione politica italiana non aiuta. Della  mancata realizzazione dei progetti, la responsabilità va cercata in chi governa. Di parte mia, ho presentato proposte di legge per concedere alle donne la possibilità di trasmettere la cittadinanza,  per l’assegno sociale agli italiani indigenti, per aumentare i contributi alla stampa. Sono uno su seicentotrenta deputati. Se il governo non prende la decisione politica, la responsabilità è sua, non è che noi possiamo cambiare tutto da soli.

 

Come vede le presidenze dei nuovi Comitati permanenti per gli italiani all’estero alla Camera ed al Senato?

 

Le persone designate mi sembrano molto capaci, le conosco da tempo. Micheloni e Narducci, sono le persone giuste. Sono prima di tutto contento che siano stati costituiti due Comitati del genere. Tra Camere e Senato, si potranno congegnare azioni congiunte di grande portata per finalizzare gli sforzi in un’unica direzione.  

 

Potrebbe essere questa l’occasione per auspicare un coordinamento migliore?

 

Con i due Comitati di Senato e Camera si dovrà cercare di fare le cose. Ciò che vedo, ciò che si è verificato sino ad oggi, è una grande distanza tra gli eletti all’estero eletti nel centrosinistra e gli eletti all’estero nel centrodestra. Troppo lontani. E non per un atteggiamento ostile di carattere personale. Lontani perché i partiti non li lasciano avvicinare ulteriormente. Dobbiamo pensare a saltare questo ostacolo e a cercare le cose comuni. Sia io che Pallaro, invece, non abbiamo di questi problemi dal momento che siamo nel gruppo misto e, quindi, indipendenti. Ciò mi ha permesso di sottoscrivere una proposta di legge, con l’onorevole Angeli di Alleanza Nazionale, ed una con l’onorevole Narducci dell’Ulivo. Non sono condizionato da alcun pregiudizio ideologico quando si tratta di operare per il bene degli italiani che vivono all’estero.

 

Salvatore Viglia

Direttore di www.politicamentecorretto.com

 

 

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