WHIRLPOOL - CENTRIFUGA DI VIDEO INTERNAZIONALE

19/nov/2003 13.18.38 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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CENTRO MULTICULTURALE ZENZERO
WHIRLPOOL - CENTRIFUGA DI VIDEO INTERNAZIONALE
Dal 23.11.2003 al 23.12.03
Traversa Colletta 12
Bari (ba)

WHIRLPOOL
l’aspirapolvere


Intimità stereotipate - 23, 24 novembre
Annika Larsson - Inbjudan till Herr B. - 1998 - courtesy McMagma (Milano)
Chris Cunningham - Flex - 2001 - Anthony d’Offay (Londra)
Sabrina Sabato - Il bacio - 2002 - courtesy McMagma (Milano)
Janieta Eyre - Natural History Museum - 2002 - courtesy galleria francesco girondini
arte contemporanea (Verona)
ELASTIC Group of Artistic Research (Alexandro Ladaga & Silvia Manteiga) Flow – 2001                                     
 courtesy   The Spanish Institute ( New York) www.elasticgroup.com
Cecilia Lundqvist - Emblem - 2001 - courtesy Unimovie (Pescara)

Idiozie comparate - 30 novembre, 1 dicembre
Jemima & Dolly Brown - performances 1992/1998 - courtesy McMagma (Milano)
Dennis Bellone - Joseph Beuys is underrated - 1999 - courtesy Dennis Bellone (New York)
Sami Hantula - Poloiset/Kokoelma - 1999/2001 - courtesy Unimovie (Pescara)
Guilty - Being alive (by playing dead) - 2002 - courtesy Unimovie (Pescara)
Sabrina Muzi - Big - 2002 - courtesy galleria Marconi (Cupra Marittima - AP)
Brian Cyril Griffiths & David Thorpe - We live a life of endless pleasure - 2000 - courtesy McMagma (Milano)

Il gattopardo moderno - 7, 8 dicembre
Gina Tornatore - Giallo - 1999 - courtesy McMagma (Milano)
Thorsten Kirchhoff - Una serata con il dott.
Hoffman - 2001 - courtesy galleria Alberto Peola (Torino)
Oliver Pietsch - Heaven can wait / Morgenstern / A true story - 2002 - courtesy careof (Milano)
Stefano Pasquini - Blue moon - 2002 - courtesy Stefano Pasquini (Bologna)
Dimitris Kozaris - Fast food - 1993 - courtesy Dimitris Kozaris
Luigi Presicce - Mario Banana - 2002 - courtesy Luigi Presicce e Cristiano Dal Pozzo

Genitori esploratori - 14, 15 dicembre
Nam June Paik - courtesy Marco Gazzano - Associazione Culturale Kinema
e Rai Uno radiotelevisione italiana

Funghi utopici - 21, 22 dicembre
Stéphan Trois Carrés - 60’’ - 2001 - courtesy Unimovie (Pescara)
Francesca Semeria - Love puppets - 1998 / Blue blow - 1999 - courtesy Francesca Semeria (Milano)
Ana Alvarez Casanova - The illusion - 1998 - courtesy Ana Alvarez Casanova (Barcellona)
Laetitia Benat - Black Sanna - 1998 - courtesy McMagma (Milano)
Max Philipp Schmid, Beat Brogle - Black milk - 2002 - courtesy Unimovie (Pescara)
WHIRLPOOL

L’ASPIRAPOLVERE WHIRLPOOL Bari, traversa Colletta 12, (prolungamento viale Pasteur).
Infoline 080 5793145
Grazia De Palma
“Puoi sempre accorgerti che stai cambiando le tue abitudini controllando il sacchetto dell’aspirapolvere”
(A.Warhol).
Inciampiamo ogni giorno in questo aspirapolvere di idee, spesso più volte nei programmi culturali radiotelevisivi,
nelle sale dei musei d'arte contemporanea, per la strada, in vacanza, all’Ipercoop. Osserva la realtà…le idee
sono tutte lì! Pensavo a questa frase mentre cercavo un titolo idoneo alla mostra. Può darsi che abbia scelto
questo titolo per via dell’inadeguatezza di tutti gli altri che mi sono venuti in mente quando seduta davanti
al computer, udivo nella stanza adiacente alla mia, il rumore estenuante e quotidiano dell’aspirapolvere. Può
darsi che il titolo sia racchiuso nel significato di questa parola. La tecnologia è legata al dogma nello stesso
modo in cui un aspirapolvere lo è ai suoi molti beccucci. Whirlpool, dunque, come la marca di un noto
aspirapolvere, un tasto dell’immaginario collettivo domestico. Abituale, come il gesto di accendere la
televisione e la radio. Whirlpool, una macchina desiderante che cattura lo spettatore fino alla fine della
perfezione inutile dell’immagine.
Videoperformance, videoinstallazione, videoscultura, videodocumentazione, videoteatro, sono le tante
incubazioni di processi, poetiche e sperimentazioni che la video arte contemporanea abbraccia a partire
dagli anni sessanta fino ad oggi.
Oggi la proliferazione di tante immagini, ci fa interrogare su i mutamenti culturali, ma anche sulle relazioni
sociali all’interno delle quali l’artista moderno con un linguaggio puramente visivo cerca di rappresentare e
produrre nuove forme di comunicazione utili a risvegliare un confronto tra l’arte e le tecnologie. Deleuze ci
parla di “un mondo di controllori e controllati che comunicano nell’ammirazione della tecnica, nient’altro che
la tecnica”. Ma è ancora valido il legame che unisce ipnoticamente l’essere umano alla macchina? La cultura
digitale configura una nuova tipologia di dati e di contenuti, elaborati dai diversi settori dei media (cinema,
fumetto, videoclip, documentario), che entrano di pari passo con la rivoluzione informatica, mediante una
formula creativa di controllo ex novo delle particelle elementari dell’arte nel mondo reale.
L’artista ipermediale che adopera una molteplicità di comportamenti vitali e di tecniche artistiche, attinge,
dagli happening agli enviroment, dalle installazioni alla performance, dalle ambientazioni ai décollage, per
provocare o inventare un"altra" televisione (Tv as a creative medium era il nome della storica mostra del
1963 a Wuppertal nella quale Nam June Paik presentò i famosi 13 distorted television sets). La video arte
trasmette il concetto del tempo e l’architettura dello spazio del tempo, così come noi lo viviamo; dilatato e
contratto fino ad un limite. Le prime alterazioni del linguaggio televisivo si devono a Nam June Paik, artista
coreano che nel 1963 giunge a confondere linguisticamente musica e televisione elettronica, tramite una
trasmissione televisiva alterata dall’uso di magneti. Il Magico Nam June Paik, non sapeva ancora di aver
inventato la video arte.
Tra similitudini e differenze, citazioni e prestiti - tra video e cinema, quello sperimentale e quello delle
avanguardie: Léger, Duchamp, Moholy-Nagy, Vertov e il "new american cinema": Jonas Mekas a Stan
Brakhage, i temi indagati dalle ultime generazioni di artisti si rivolgono allo spettacolo teatrale ed a quello
televisivo, attingono dalla produzione del consumo delle immagini, alla produzione di immagini e idee che
inglobino onnivoramente tutti gli altri linguaggi. Il video potrebbe omologare il patrimonio visivo contemporaneo
e nel frattempo dare origine ad una nuova corrente estetica.
WHIRLPOOL

Grazia De Palma

 

 

               ELASTIC

Group of Artistic Research

         www.elasticgroup.com

           elasticnet@tiscali.it

 

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