ASSINTEL e Confcommercio Trieste presentano i dati della ricerca "Il DIGITAL DIVIDE in FRIULI"

ASSINTEL e Confcommercio Trieste presentano i dati della ricerca "Il DIGITAL DIVIDE in FRIULI" Micro epiccole aziende del terziario: i datisul divario digitalefriulano presentati a Trieste da Confcommercio con Assintel Bene la tecnologia nelle aziende friulane: 3 aziende su 4 hanno PC e internet, ma restano indietroi commercianti al dettaglio e i pubblici esercizi Trieste, 11 settembre 2007 - Il 77,4% delle aziende friulane attive nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all'ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi ha almeno unpc; il 74,7% ha un accesso ad internet e il 35,2% utilizza un server.

12/set/2007 11.10.00 pergola Contatta l'autore

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Micro epiccole aziende del terziario:

i datisul divario digitalefriulano presentati a Trieste da Confcommercio con Assintel

 

Bene la tecnologia nelle aziende friulane:

3 aziende su 4 hanno PC e internet,

ma restano indietroi commercianti al dettaglio e i pubblici esercizi

 

 

Trieste, 11 settembre 2007 - Il 77,4% delle aziende friulane attive nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all’ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi ha almeno unpc; il 74,7% ha un accesso ad internet e il 35,2% utilizza un server.E’ quanto emerge dalla ricerca “IlDigital Divide nella micro e piccola impresa italiana”, i cuidati regionali sono stati presentati oggi presso la Camera di Commercio diTrieste, in collaborazione con Assintel (Associazione nazionale delle imprese ict) e Confcommercio Trieste.

La ricerca èstata realizzata da Freedata attraverso un’indagine campionaria che hacomplessivamente coinvolto in Italia più di3.300 micro e piccole imprese, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende, 47.966 per il Friuli.

 

La penetrazionedel PC fra le imprese del terziario friulano è superiore alla media nazionale (77,4% contro il 73,8% a livelloItalia), ma inferiore di 2,6 puntipercentuali rispetto ai valori delNord Est (80%).

Ancora indietro le micro imprese, mentre il valore saleall’aumentare della dimensione aziendale: tutte le imprese oltre i 10addetti hanno almeno un PC.

Le aziende del commercio all’ingrosso sono le piùinformatizzate: l’86,5% diesse possiede almeno un PC. Seguono le aziende dei servizi (84,4%) e inposizione più arretrata i pubblici esercizi (75,4%) e il commercio al dettaglio(61%).

 

Sostanzialmentein linea con i valori del Nord Est èl’utilizzo di internet inazienda: 3 imprese su 4 hauna connessione al web, valore superiore alla mediaitaliana (che si attesta su un 68,7%). Male invece la presenza di server in azienda: solo il 35,2% delle aziende ne ha almeno uno, rispetto al 46,8% del totale Italia.

 

 

Il digital divide

 

All’internodi ogni settore merceologico sonostate individuate tre tipologie di imprese - rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech, sulla base dell’osservazione delleprincipali differenze che necaratterizzano il livello didotazione tecnologica.

Le aziende lowtech in Friuli sono circa il 34,1%: in esse il PC è ancora poco presente e latecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è comunque nettamentesuperiore rispetto al totale Italia, in cui la percentuale è di 10 punti superiore.

Le aziende medium-tech sono il 52%, valore ancora superiorerispetto al totale Italia (43,2%), e le high tech sono il 13,9%, più 1 puntopercentuale rispetto alla medianazionale (12,7%).

 

Entrando neldettaglio della dotazionetecnologica dei singoli settori merceologici, possiamo rilevare una netta distinzione fra due settori tecnologicamente moltoavanzati, il Commercio all’ingrosso e i Servizi, e una preoccupantesituazione di arretratezza del Commercio al dettaglio e dei Pubblici esercizi.

Sono infattihigh tech il 31,6% delle aziende del Commercio all’ingrosso, contro il 18% alivello Nord Est, e il 16,9% delleaziende dei Servizi, valore più che doppio rispetto alla media delNord Est (6.9%). Sono invece solo il 4,1% i commercianti al dettaglio high tech(nel Nord Est: 12,1%); e nei pubblici esercizi friulani il 38,2% è low tech(contro il 27,7% del Nord Est). Sonoproprio i valori negativi di questidue settori che influenzano i dati friulani relativi alla minore penetrazione del PC e delserver rispetto all’area delNord Est.

 

 

Investire in tecnologia: un valore solo per chi già neconosce l’utilità

 

Costi e sicurezzadella tecnologia sono i due fattoriche maggiormente preoccupano gli imprenditorifriulani.

Ma la vera differenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra aziende low tech e aziende medium e high tech: chi non è dotato di tecnologia non effettua investimentisemplicemente perchè non la conosce e non ne percepisce l’utilità.

I valori medi dellerisposte (scala da 1 a7) evidenziano infatti sistematicamente una posizione nettamente più bassa perquesto cluster.

Le azioni chele aziende “tecnologiche” ritengono più urgenti per favorire gliinvestimenti in ICT sono allora la tutela dellibero mercato delle TLC (richiestoda oltre il 70% di esse), nuovoimpulso alla formazione (lo chiede il 71,7% dellehigh tech) un ruolo attivo delsistema associativo nella creazione dioccasioni d’affari (priorità per il 68,1% dellemedium tech).

Altro capitoloriguarda l’accesso al web: per gli imprenditoririsulta fondamentale una più elevata diffusionedella banda larga e del Wi-Fi (su una scala da 1 a 7 raggiunge 6,4 il valoreper le medium e 5,3 per le hightech) e un più generoso e raggiungibile sistema difinanziamenti e contributi pubblici (5,9 per le mediume 5,7 per le high tech).

 

Gli elementi su cui focalizzarsi, espressi anche nelManifesto per l’Innovazione presentato da Confcommercio alle istituzioni,sono un’attenzione ai temi della connettività, dei finanziamenti, della formazione, per creare le condizioni ottimali entro le quali le aziende giàsensibili al tema dell’innovazionepossano compiere un vero salto diqualità” – conclude GiorgioRapari, Presidente diAssintel. “Dobbiamo anche riuscire alavorare per quei settori che dalla tecnologia sono esclusi, che non investonoperchè non ne percepiscono l’utilità. Accanto ad iniziative di diffusionedella cultura tecnologica, stiamoagendo anche sulle aziende che offrono tecnologia, portando alla loroattenzione le peculiarità di queisettori, per un approccio maggiormente empatico alle loro esigenze”.

 

Per informazioni:

 

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