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Lo ha detto Matteo Fusilli, presidente dellaFederazione italiana dei parchi e delle riserve naturali intervenendoalla prima Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici in corso aRoma nel palazzo della Fao.

12/set/2007 18.00.00 Federparchi Contatta l'autore

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Federparchisul clima: il ruolo delle aree protette è cruciale,

serveunloro potenziamento


MatteoFusilli, presidente della Federazione, alla prima Conferenzanazionale sui cambiamenti climatici in corso a Roma


I parchinon salveranno il mondo, ma senza i parchi il mondo difficilmente sipuò salvare”. Lo ha detto Matteo Fusilli, presidente dellaFederazione italiana dei parchi e delle riserve naturali intervenendoalla prima Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici in corso aRoma nel palazzo della Fao. “Il rapporto dell'Ipcc sulcambiamento climatico – ha aggiunto Fusilli - mette in luce ilvalore fondamentale dei parchi e la necessità di un lororafforzamento, di una ulteriore estensione ad aree cruciali e delcollegamento con corridoi ecologici e altre connessioni fisiche”.Una convinzione condivisa anche dal responsabile scientifico dellaConferenza, Vincenzo Ferrara, e dallo stesso ministro dell'Ambiente,che, annunciando i temi della due giorni romana, ha sottolineatol'importanza del ruolo rivestito dalle aree protette.


Iparchi, infatti, nonostante il loro potenziale sia spesso ancorainespresso, rappresentano un modello esemplare di gestione delterritorio e delle risorse naturali. “È per questo – haproseguito Fusilli - che le aree protette devono diventare unapriorità nazionale, un elemento costitutivo di una politicainnovativa e lungimirante che si proponga di cambiare nel profondo ilrapporto della nostra società con il suo ambiente”.L'urgenza e la portata dei temi affrontati dalla Conferenza suicambiamenti climatici richiedono quindi la definizione di un ruolonuovo per le aree protette: “È necessario elevare lecapacità di intervento dei parchi sul territorio, anche al difuori dei propri confini, assicurando competenze e risorse adeguateal ruolo cruciale che essi stanno sempre più assumendo”. Unruolo che va ben oltre quello, pur importante, di “contenitori”di specie animali e vegetali da proteggere. I parchi, infatti,possono rappresentare uno strumento ideale di monitoraggio delterritorio e di diffusione di conoscenza, due elementi fondamentalinella risposta al cambiamento climatico, sia in termini dimitigazione che di adattamento.


Ciòche serve subito – ha concluso il presidente di Federparchi - èun programma che coordini le attività di tutte le areeprotette, nazionali e regionali, in grado di dare risposte aiproblemi e alle sfide che i cambiamenti climatici ci consegnano”.Un programma che preveda l’individuazione di nuovearee di tutela e di zone di connessione tra quelle giàesistenti, la definizione di azioni specifiche per gli ambitigeografici unitari ed ecoregionali (le Alpi, l’Appennino, le coste,i principali bacini idrografici) e, infine, le misure per dare unapiù elevata capacità operativa agli enti gestori dellearee protette, che si trasforma in richiesta pressante, è chequesti programmi e proposte diventino, il prima possibile, parteessenziale delle politiche nazionali e continentali. La risposta alcambiamento climatico rappresenta la vera sfida ambientale delmillennio. Senza i parchi, è una partita che non si puòvincere.





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