La ricerca èstata realizzata da Freedata attraverso un’indagine campionaria che hacomplessivamente coinvolto in Italia più di 3.300 micro e piccole imprese,rappresentative di oltre 2.200.000 aziende.
La penetrazionedel PC fra le imprese del terziario molisano è solo lievemente inferiorerispetto alla media nazionale (71,3% contro il 73,8% a livello Italia), masuperiore di quasi 12 punti percentuali rispetto ai valori del Sud Italia,l’area geografica di appartenenza.
Ancora indietrole micro imprese, mentre il valore sale all’aumentare della dimensioneaziendale: tutte le imprese oltre i 10 addetti hanno almeno un PC.
Le aziende deiServizi sono le più informatizzate: il 97,2% di esse possiede almeno uncomputer. Seguono a grande distanza le aziende del commercio all’ingrosso(65%), il commercio al dettaglio (53,2%) e i pubblici esercizi (50,7%).
Sostanzialmentein linea con i valori medi a livello Italia, ma sistematicamente superioririspetto a quelli del Sud, sono i dati relativi all’utilizzo di internetin azienda: il 70,8% ha una connessione al web, contro il 55,2% della mediarelativa al Sud Italia. Hanno un server in azienda il 46,3% delle aziende,rispetto al 38,5% del Sud.
All’internodi ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese -rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech - sulla basedell’osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano illivello di dotazione tecnologica.
Le aziende lowtech in Molise sono il 36,1%: in esse il PC è ancora poco presente e latecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è comunque migliorerispetto al totale Italia (44,2%) e notevolmente superiore alla media del Sud,in cui il 57% delle aziende è low tech.
Le aziendemedium-tech sono il 49,6%, valore ancora superiore rispetto al totale Italia(43,2%) e al Sud (28,3%), e le high tech sono il 14,3%, più 1,5 puntipercentuali rispetto alla media nazionale (12,7%) e solo lievemente inferiore,questa volta, al Sud (14,7%).
Entrando neldettaglio della dotazione tecnologica dei singoli settori merceologici,possiamo rilevare a livello Italia una netta distinzione fra due settoritecnologicamente molto avanzati, il Commercio all’ingrosso e i Servizi, euna preoccupante situazione di arretratezza del Commercio al dettaglio e deiPubblici esercizi.
Per il Molisesolo il settore Servizi ha un livello di digital divide notevolmente basso, conuna percentuale di aziende low tech del 6%, contro il 75,8% del Commercioall’ingrosso, il 49,3% dei Pubblici Esercizi e il 46,9% dei commerciantial dettaglio. L’86,9% delle aziende dei Servizi è medium tech, edutilizza server e internet a fini business.
Esiste comunqueuna notevole differenza strutturale fra le variabili discriminanti checlassificano come tecnologicamente avanzati i 4 settori: se per i Servizi e ilCommercio all’ingrosso il livello low tech implica comunque una buonadiffusione del PC, e il salto di qualità è dato da utilizzo di server egestionali, per i Pubblici esercizi e il Commercio al dettaglio dire low techsignifica invece scarsa diffusione del PC e di Internet.
Costi esicurezza della tecnologia sono i due fattori che maggiormente preoccupano gliimprenditori molisani.
Ma la veradifferenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra aziende low tech eaziende medium/high tech: chi non è dotato di tecnologia non effettuainvestimenti semplicemente perchè non la conosce e non ne percepiscel’utilità.
Le azioni chele aziende “tecnologiche” ritengono più urgenti per favorire gliinvestimenti in ICT e la “connessione” all’economia di retesono principalmente legate al fattore “costo”: su una scala da
Propriointervenendo sui temi della connettività, dei finanziamenti, della formazione,è possibile creare le condizioni ottimali entro le quali le aziende giàsensibili al tema dell’innovazione possano compiere un vero salto diqualità verso l’eccellenza tecnologica.
Come emerge dal Manifesto dell’Innovazione,presentato da Confcommercio alle Istituzioni, occorre anche riuscire a lavorareper quei settori che dalla tecnologia sono esclusi, che non investono perchènon ne percepiscono l’utilità. Accanto ad iniziative di diffusione dellacultura tecnologica, il sistema confederale sta agendo anche sulle aziende cheoffrono tecnologia, portando alla loro attenzione le peculiarità di queisettori, per un approccio maggiormente empatico alle loro esigenze.
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