A POtenza il realismo russo in mostra

29/ott/2007 11.49.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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L’impero russo a partire dal 1861, anno in cui lo zar Alessandro II abolì la servitù della gleba, e lo stato sovietico fino al 1950, con paesaggi, ritratti, nature morte, i tratti intimistici e gli spunti poetici e letterari: tutto questo è il tema di un’esposizione a Potenza, aperta fino al mese di febbraio 2008 alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo. La mostra, dal titolo “Verità e bellezza, realismo russo. Dipinti dal Museo Nazionale d’Arte Lettone di Riga, è curata dalla studiosa Laura Gavioli, critico d’arte di grande competenza, che, nel corso della presentazione al Teatro Stabile di Potenza, ha raccontato con comprensibile fervore il suo lavoro durato circa due anni al Museo di Riga, alla ricerca  di opere che finora in Occidente erano praticamente considerate trascurabili. Oggi, finalmente, questi dipinti acquistano il valore che meritano. Dal 1861 in Russia nasce il movimento degli artisti ambulanti, che, girando per le campagne, realizzano un’arte  capace di arrivare al popolo, ai ceti diseredati, con un gusto spiccato per la pittura narrativa. L’arte russa ha un fondo di misticismo, di sentimento della natura ed è profondamente intrisa di tradizioni popolari. I dipinti di Chagall, Kandinskij giovane e della Goncarova denotano questo forte legame con le tradizioni. Il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, che tanto ha fatto per promuovere la cultura nella sua città, ha fornito un’azzeccata definizione della mostra: “un viaggio nella cultura europea”: Il primo cittadino del capoluogo lucano, che ha ospitato per due splendidi giorni un gruppo di giornalisti del settore italiani e stranieri, mostrando loro anche le altre bellezze cittadine, non è nuovo a sfide e a “scelte coraggiose”, come ha affermato il giornalista Rai Fernando Ferrigno, che ha condotto la presentazione: nel settore delle arti figurative Potenza ha già accolto negli ultimi anni grandi mostre dedicate a De Chirico, a Carrà, a Carlo Levi, a Realidad (arte spagnola della realtà). Negli schemi pittorici delle 80 opere del percorso espositivo si può cogliere l’intimismo tipico delle frontiere sociali e territoriali della cultura dell’Est;  la “Cucitrice” di Michail Petrovich Klodt del 1898, “Dolore inconsolabile” di Ivan Kramskoj del 1883 oppure il “Pittore di icone” di Klavdij Lebedev del 1906 sono solo alcuni esempi in cui emergono forti elementi di primitivismo, di misticismo, di passione per l’arte popolare, rievocando scene di interni oppure ritratti. Nelle opere si nota l’uso della luce ed il forte impatto coloristico: le tinte sono dapprima tenui, nel corso del secolo XIX, per poi divenire più accese. Il realismo russo ha radici lontane, che risalgono alla metà del Settecento fino a giungere alle opere contemporanee. La scuola nazionale d’arte lettone, come ha dichiarato la vicedirettrice del Museo di Riga, Ginta Upeniece, è iniziata proprio da quella di San Pietroburgo, con richiami anche all’arte italiana e francese, dovuti alle vicende personali degli artisti. Perché il titolo “Verità e bellezza”, potranno chiedersi i lettori: la bellezza è l’espressione interiore, mentre la verità è l’osservazione della realtà. Scene di vita quotidiana e ritratti invitano l’osservatore a calarsi in un’atmosfera lontana, cullati da un tenue sottofondo di musica.

 

“Verità e Bellezza”

Galleria Civica di Palazzo Loffredo

Largo Pignatari Potenza

Fino al 10 febbraio 2008

Orario: mar-dom 9-13; 17-21 Aperta durante le festività

Ingresso: Euro 3,00 Ridotto Euro 1,50

Info: tel.0971/415608

 

Nicoletta Curradi

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