A Firenze il convegno della SIOMMS

14/nov/2007 10.30.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Da un lato un allarme crescente, sanitario ed economico, per la continua diffusione delle malattie dello scheletro collegate al progressivo invecchiamento della popolazione. Dall’altro i progressi della ricerca che stanno mettendo a disposizioni degli operatori armi sempre più efficaci per prevenire e combattere il fenomeno, osteoporosi in primo luogo.

E’ in questo scenario, in cui non mancano numerose e confortanti novità, che si apre il 14 novembre a Firenze il 7° Congresso nazionale Siommms, l’associazione scientifica in cui confluiscono i numerosi specialisti, che da varie angolazioni (endocrinologia, reumatologia, pediatria, geriatria, eccetera), si occupano delle molte patologie delle ossa, dalle più diffuse alle oltre 100 rare e rarissime (www.siommms.it). Oltre 1500 i partecipanti, tra cui i massimi esperti italiani e non, per 4 giorni di relazioni e dibattiti (Palacongressi, 14 - 17 novembre) con il doppio obiettivo, scientifico e ‘politico’, di presentare le molte novità della ricerca e di mettere a nudo lo spessore di un’emergenza che accomuna i Paesi occidentali.

            Per ciò che riguarda l’Italia, la Siommms stima in 5 milioni circa i pazienti conclamati e in 3 milioni quelli latenti o inconsapevoli. Un fenomeno ritenuto fin qui quasi esclusivamente femminile si sta per di più estendendo ai maschi. Oggi il rapporto tra i due sessi è di 3 a 1, con cifre che lievitano di anno in anno insieme alla relativa spesa sanitaria, pari ormai a 700 milioni di euro per i soli costi ospedalieri delle fratture del femore. Apocalittiche le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da qui a 50 anni attribuiscono all’Italia 24 milioni di osteoporotici.

            Presentando il congresso alla stampa all'Hotel Brunelleschi, la presidente Siommms Maria Luisa Brandi, endocrinologa dell’Università di Firenze, ha  dunque molto insistito sulla necessità strategica di varare immediate e vaste campagne di informazione e prevenzione. “In caso contrario”, ha spiegato, “la scienza può progredire quanto si vuole, ma sarà impossibile trattare con i farmaci l’enorme numero di malati che si prospetta. Solo i ricchi potranno permetterseli. Correre ai ripari fin da subito è perciò un fatto di civiltà e democrazia”.

            Nel programma del congresso questa indicazione da ultima spiaggia è declinata in varie forme, a cominciare da molte ricerche e raccomandazioni in tema alimentare e di stile di vita (sempre fondamentali per la prevenzione), fino alla presentazione di una serie di studi su farmaci di ultima generazione, veri e propri bioingegneri capaci di aiutare l’organismo a metabolizzare le sostanze più adatte a irrobustire le ossa; oppure capaci di stimolare la produzione di nuovo tessuto osseo e di bloccare contemporaneamente il logoramento cellulare innescato dalla malattia.

            In altre parole, questi farmaci inediti brillano in efficacia per una doppia azione, che consente sia di intervenire sui pazienti ancor giovani quando inizia a profilarsi la patologia, dunque in chiave preventiva, sia in età più avanzata come terapia per ricostruire anche ossa ormai fragili e a rischio di frattura. E poiché le fratture sono purtroppo l’esito ricorrente di queste malattie, il congresso dedicherà ampio spazio anche alle nuove tecniche chirurgiche.

            Tra i partecipanti alla 4 giorni Siommms anche numerosi esponenti dell’American Society for Bone and Mineral Research (Asbmr), massima associazione scientifica mondiale del settore. Le relazioni di apertura sono appunto affidate a due ricercatori di primo livello, l’epidemiologa della Pittsburg University Jane Cauley e il neurologo della Washington University Keith Hruska, oltre che a André Uitterlinden dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam. Tema comune, la correlazione tra osteoporosi e infarto, fenomeno messo a fuoco di recente.

            Tra i nomi di spicco italiani figurano invece Sergio Ortolani, presidente della Lega Italiana Osteoporosi, Silvano Adami, Giovanni Carlo Isaia e Ranuccio Nuti delle università, nell’ordine, di Verona, Torino e Siena.

Nicoletta Curradi

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