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Lo Spallanzani sara' il primo al mondo ad

14/dic/2003 08.41.00 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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21-11-2003
Bioterrosimo, pronto soccorso speciale allo Spallanzani di Roma. - Tutto rose e fiori ? Lo Spallanzani e' veramente affidabile per la biosicurezza ?
Un pronto soccorso 'speciale' all'Istituto Spallanzani di Roma, interamente dedicato ai casi sospetti di Sars o di altre malattie infettive in caso di emergenza bioterroristica. Sara' il primo al mondo. Lo ha annunciato il commissario straordinario dello Spallanzani, Raffaele Perrone Donnorso, a margine della presentazione del primo test per la diagnosi rapida del vaiolo. ''La Protezione civile ha concesso all'Istituto - spiega Donnorso - di redigere il progetto per realizzare un'accettazione separata, finanziato dal ministero della Salute con un fondo speciale. Lo Spallanzani sara' il primo al mondo ad avere quest'accettazione separata in caso di epidemia infettiva, con percorsi studiati e sperimentati per garantire l'assoluta sicurezza dei pazienti, ma anche degli operatori che con loro vengono a contatto''. I lavori dovrebbero concludersi ''in tempi record'', assicura Donnorso, tra circa 4 mesi.
Contro il bioterrorismo si pensa a un'agenzia per la sicurezza
Un'agenzia che si ispira allo statunitense Homeland department of security. Potrebbe essere la risposta italiana alla minaccia del bioterrorismo. Lo ha detto il ministro delle Politche comunitarie Rocco Buttiglione durante la Convention europea sulle scienze della vita in corso a Roma. Il modello cui guarda l'Italia è il nuovissimo dipartimento all'interno del quale, all'indomani dell'attentato dell'11 settembre, sono confluite 22 agenzie di sicurezza interna, con il compito di proteggere il Paese da minacce terroristiche sul suo stesso territorio.
Contro il bioterrorismo, ha aggiunto Leonardo Santi presidente del comitato nazionale per la Biosicurezza e le biotecnologie, potrebbero essere efficaci anche i vaccini vegetali allo studio in Usa ed Europa come pomodori e tabacco Ogm contenenti farmaci.
 
Ma veramente allo Spallanzani e' tutto cosi' roseo come viene prospettato ? a noi risultano gravi carenze proprio sulla sicurezza che se non colmate inducono a dare credito alle riserve avanzate da piu' parti. Su questi aspetti richiederemo precise delucidazioni al Comitato nazionale per la biosicurezza.
Luigi Sedita - Responsabile Nazionale del Dipartimento Sanita' e diritto alla salute dell'Italia dei Valori
 
 
 
PENSIERO POSITIVO UGUALE FELICITÀ. ANTICHI FILOSOFI, MODERNI NEUROSCIENZIATI E IL DALAI LAMA CONCORDANO SUL FATTO CHE CI SONO AZIONI E PENSIERI CHE CREANO LA NOSTRA GIOIA DI VIVERE
di G.A.
La felicità è una questione di esercizio e i sentimenti positivi non sono frutto del caso. Ci sono azioni e pensieri che ci aiutano a provarli. Esattamente come avevano capito i filosofi antichi e, oggi il Dalai Lama e i neuroscienziati. Insomma, star bene dipende soprattutto da noi e non dalle circostanze, soprattutto quando corpo e cervello sono uniti nel benessere. Oggi è dimostrato che il movimento fisico è fondamentale. Quando esercitiamo i muscoli, il nostro cervello produce serotonina, un ormone in grado di provocare una leggera euforia. Il nostro cervello, in ogni istante, è colpito da un numero impressionante di messaggi provenienti dal corpo. Se impariamo ad ascoltarli potremo godere di un perfetto funzionamento del nostro organismo. Sembra facile, ma non lo è. E per spiegare come giungere ad una perfetta armonia, si sono riuniti neuroscienziati, genetisti, psichiatri, sociologi, antropologi, immunologi ma anche economisti e filosofi della politica. E’ stato stabilito che uno dei paesi in cui la gente è più felice è la Svizzera. Ma non certo per i paesaggi o per l’alto reddito pro capite. A rasserenare gli abitanti della Svizzera è la gratificazione di poter partecipare attivamente alla vita politica del paese. Insomma, sarebbe la democrazia a rendere felici. Senso civico, armonia sociale e possibilità di incidere sui processi decisionali comuni e propri sono alla base del benessere fisico e non solo. Grazie ai neurologi sappiamo che i “circuiti” della felicità e della sofferenza sono separati e che la felicità è certamente qualcosa di più che non la semplice assenza di infelicità. In pratica, secondo le scienze moderne, le circostanze esterne contano solo in minima parte. Le persone, insomma, possono essere felici in qualsiasi situazione. La gioia di vivere non dipende né dall’età né dal sesso, né dal conto in banca. Dipende, piuttosto, dalla capacità di ciascuno di avere rapporti con gli altri ed avere il controllo delle proprie vite. La felicità, quindi, dipende soltanto da noi e le moderne conoscenze ci aiutano ad acquisirne consapevolezza, supportate da antiche convinzioni tutt’ora modernissime. I sentimenti di felicità non sono frutto del caso, ma la conseguenza di pensieri ed azioni giusti e in questa concezione si riuniscono le moderne neuroscienze, le antiche filosofie e il Buddismo.


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