14/12/2003 08:41 Utente Non Registrato

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PENSIERO POSITIVO UGUALE FELICITÀ. ANTICHI FILOSOFI, MODERNI
NEUROSCIENZIATI E IL DALAI LAMA CONCORDANO SUL FATTO CHE CI SONO AZIONI E
PENSIERI CHE CREANO LA NOSTRA GIOIA DI VIVERE | |
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di G.A. | |
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felicità è una questione di esercizio e i sentimenti positivi non sono
frutto del caso. Ci sono azioni e pensieri che ci aiutano a provarli.
Esattamente come avevano capito i filosofi antichi e, oggi il Dalai Lama e
i neuroscienziati. Insomma, star bene dipende soprattutto da noi e non
dalle circostanze, soprattutto quando corpo e cervello sono uniti nel
benessere. Oggi è dimostrato che il movimento fisico è fondamentale.
Quando esercitiamo i muscoli, il nostro cervello produce serotonina, un
ormone in grado di provocare una leggera euforia. Il nostro cervello, in
ogni istante, è colpito da un numero impressionante di messaggi
provenienti dal corpo. Se impariamo ad ascoltarli potremo godere di un
perfetto funzionamento del nostro organismo. Sembra facile, ma non lo è. E
per spiegare come giungere ad una perfetta armonia, si sono riuniti
neuroscienziati, genetisti, psichiatri, sociologi, antropologi, immunologi
ma anche economisti e filosofi della politica. E’ stato stabilito che uno
dei paesi in cui la gente è più felice è la Svizzera. Ma non certo per i
paesaggi o per l’alto reddito pro capite. A rasserenare gli abitanti della
Svizzera è la gratificazione di poter partecipare attivamente alla vita
politica del paese. Insomma, sarebbe la democrazia a rendere felici. Senso
civico, armonia sociale e possibilità di incidere sui processi decisionali
comuni e propri sono alla base del benessere fisico e non solo. Grazie ai
neurologi sappiamo che i “circuiti” della felicità e della sofferenza sono
separati e che la felicità è certamente qualcosa di più che non la
semplice assenza di infelicità. In pratica, secondo le scienze moderne, le
circostanze esterne contano solo in minima parte. Le persone, insomma,
possono essere felici in qualsiasi situazione. La gioia di vivere non
dipende né dall’età né dal sesso, né dal conto in banca. Dipende,
piuttosto, dalla capacità di ciascuno di avere rapporti con gli altri ed
avere il controllo delle proprie vite. La felicità, quindi, dipende
soltanto da noi e le moderne conoscenze ci aiutano ad acquisirne
consapevolezza, supportate da antiche convinzioni tutt’ora modernissime. I
sentimenti di felicità non sono frutto del caso, ma la conseguenza di
pensieri ed azioni giusti e in questa concezione si riuniscono le moderne
neuroscienze, le antiche filosofie e il Buddismo.
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