A Palazzo Pitti una mostra di...bottoni

10/dic/2007 09.58.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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E’ una mostra insolita per l’Italia quella allestita nella sala da Ballo della Meridiana di Palazzo Pitti dall’11 dicembre 2007 al 27 aprile 2008. Infatti il collezionismo di bottoni, così come lo è stata la sua produzione, è una prerogativa del mondo anglosassone e francese; di conseguenza non si sono avute, fino ad oggi, esposizioni monografiche dedicate a questo accessorio.

La collezione, acquistata nel giugno 2006 dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, è del tutto inedita e comprende poco meno di tremila bottoni, riuniti insieme  da un ingegnere e imprenditore milanese di origine comasca, Alberto Riva, appassionato collezionista di oggetti di arte applicata, il quale ha incrementato le sue raccolte fino al 1924, anno della sua morte.

Alcuni pezzi sono molto rari e coprono un arco cronologico che va dal XVII al XX secolo, con una prevalenza di bottoni del Settecento, il secolo d’oro di questa particolare forma d’arte. Fino a tempi relativamente recenti il bottone ha riguardato quasi esclusivamente l’abbigliamento maschile, che se ne fregiava in lunghe file sia in corrispondenza delle aperture anteriori delle marsine, sia sulle maniche, sia sulle tasche, fino a superare il numero di ventiquattro esemplari  su un solo capo, mentre alle donne, cui i bottoni erano in molti casi addirittura proibiti, erano riservati lacci e ganci per chiudere le vesti.

Dopo aver ricordato come “nel 1612 il lemma ‘bottone’ si trovava perfettamente a suo agio nel Vocabolario degli Accademici della Crusca, dove gli veniva dedicato una voce dettagliata”,  e quindi dopo averne sottolineato l’aspetto tecnico-funzionale, Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, ne rileva la peculiarità più fantasiosa da cui forse si è partiti per farne un oggetto dove riversare creatività ed inventiva, come spesso non era consentito in altre parti dell’abito, e si chiede: “Bottoni, come non amarli, come non naufragare gioiosamente nel mare vasto e capriccioso della loro varietà?”

Alcuni bottoni della collezione Riva sono di una bellezza stupefacente, con paesaggi e figure, talvolta dipinti da illustri pittori, che non disdegnavano questa attività come mezzo di sostentamento,  altri in metallo e pietre preziose, non dissimili dai gioielli contemporanei, altri ancora in strass, in smalto o in porcellana. Altri bottoni presentano figure classiche, eseguite nei materiali più vari, dalla ceramica Wedgwood alle conchiglie, alle pietre dure. Alcune immagini sono veri e propri manifesti politici, come quelli che inneggiano alla presa della Bastiglia o ai personaggi del Risorgimento italiano.

Per questo motivo nel percorso espositivo sono stati inseriti anche molteplici oggetti e opere che permettano al visitatore di apprezzare i bottoni in rapporto alla produzione contemporanea di altri manufatti e di far comprendere come ben si collocassero a pieno titolo nella cultura artistica del tempo.

 La mostra, voluta da Caterina Chiarelli, direttrice della Galleria del Costume, e da lei curata insieme a Dora Liscia Bemporad, dell’Università di Firenze, ha visto la collaborazione, insieme a cultori di provata competenza, di giovani studiosi, che hanno avuto modo di applicare le proprie conoscenze nelle diverse sezioni in cui sono articolati l’esposizione e il catalogo, pubblicato dalla Casa Editrice Sillabe. L’allestimento è stato curato da Mauro Linari, della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e realizzato dalla Ditta Opera Laboratori Fiorentini.

 

Nicoletta Curradi

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