L'italiano estromesso

27/dic/2007 15.10.00 Disvastigo Contatta l'autore

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www.disvastigo.it       DIS338  27/12/07

                                                                                                                                                                

L'italiano estromesso

Michele Gazzola, giovanestudioso italiano dell'Universita' di Ginevra scrivesu Cronaca d'Abruzzo,  http://www.cronacadabruzzo.org/, un articolo dal titolo "L’Italiano, lingua tassata ed estromessa dall’università". L'universita' in questione e'il Politecnico di Torino, che ha pensato bene di istituire corsi di laurea ininglese esentati dal pagamento delle tasse universitarie, che invece vengonopagate da coloro che a Vercelli o a Biella vogliono studiare in italiano.Chiunque abbia letto qualcosa di quello che succedeva nelle colonie francesidel Nord-Africa o nelle colonie inglesi in tutto il mondo o anche nelle colonieitaliane in Etiopia, Somalia, ecc., ritrova esattametela stessa situazione al Politecnico di Torino adesso edin Italia. Anche allora, in Tunisia si teorizzava che in fondo il francese erala lingua della cultura e dell'apertura al mondo (e le classi superiorieducavano i loro figli direttamente in francese). Nelle colonie inglesi siusava l'espressione "Speak white!"(Parla bianco, parla come parlano i bianchi!). questa espressione, del resto, viene ancora usata daglianglofoni del Québec, quando qualche francofono credendo di stare a casa sua,si rivolge in francese ad uno sconosciuto anglofono di passaggio.

Il rettore del Politecnico non sa, poverino, che starispondendo a quello stesso invito di "parlare bianco", che gli vienedai "bianchi" del mondo, che considerano il fattoche gli studenti di Vercelli o di Biella osino ancora parlare initaliano di cose tecniche un affronto diretto al mondo civile (leggianglosassone). Cosa credono questi italiani di esserecivilizzati anche loro? Non si saranno montati la testa a causa di DanteAlighieri, di Manzoni, o del G8?

Il vero problema, comunque, non e'il rettore del Politecnico ma tutto il mondo politico, che abdica alla suafunzione di rappresentante degli interessi dei suoi elettori, e fa passare,tacendone, questa discriminazione fatta a cittadini italiani, che pagano le tasseper poi pagare piu' tasse, se parlano in italiano. E'la solita storia dei forti con i deboli e deboli con iforti. Dove sono i sindaci leghisti di quelle parti? Quei sindaci che se laprendono con gli immigrati poveri e che osano parlare di cancro, riferendosi aimussulmani immigrati, ma di fronte alle prepotenze dei "bianchi",come quella del Politecnico, non osano alzare nemmeno il mignolo. Forse alzanosolo la coda per scondinzolare in segno diriconoscenza verso qualcuno che e' piu'forte di loro.

C'e' da vergognarsi diessere italiano e di appartenere ad un popolo a cuiappartengono tanti autocolonizzatori

Vadano pure avanti finche'la gente non ne potra' piu'e si ribellera' come e'successo nei paesi satelliti dell'Unione Sovietica appena hanno potuto.Facciano ora le loro prepotenze e preghino Iddio che la borsa di New York nonceda subito sotto le pressioni dei mutui. I loro figli saranno quelli chedecideranno che ormai e' meglio studiare in cinese chein italiano.

Renato Corsetti

Psicolinguista Universita' di Roma "La Sapienza" e membroConsiglio scientifico di Allarme Lingua

 

 

 


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