Nuovi monopoli? Coca Cola in vendita nelle tabaccherie, la denuncia di Italgrob

COCA COLA NELLE TABACCHERIE ITALIANE I prodotti della Company presto in vendita nelle tabaccherie di tutta Italia grazie ad un accordo con la FIT - Federazione Italiana Tabaccai La denuncia di ITALGROB - Federazione Italiana Grossisti Distributori di Bevande - da anni impegnata in una battaglia contro la concorrenza sleale e gli abusi di posizione dominante compiuti da Coca Cola HBC Italia Roma, 17 gennaio 2008 - Mentre è ancora in corso la battaglia legale tra i distributori di bevande (Bernabei Liquori appoggiata da Italgrob - Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande) e Coca Cola HBC Italia per concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica, il "braccio" italiano della multinazionale americana avanza inesorabilmente nel suo progetto di monopolizzazione del mercato nazionale.

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Nuovi monopoli?

 

COCA COLA NELLE TABACCHERIE ITALIANE

 

I prodotti della Company presto in vendita nelle tabaccherie di tutta Italia grazie ad un accordo con la FIT - Federazione Italiana Tabaccai

 

La denuncia di ITALGROB -       Federazione Italiana Grossisti Distributori di Bevande -

da anni impegnata in una battaglia contro la concorrenza sleale e gli abusi di posizione dominante

compiuti da Coca Cola HBC Italia

 

Roma, 17 gennaio 2008 - Mentre è ancora in corso la battaglia legale tra i distributori di bevande (Bernabei Liquori appoggiata da Italgrob - Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande) e Coca Cola HBC Italia per concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica, il “braccio” italiano della multinazionale americana avanza inesorabilmente nel suo progetto di monopolizzazione del mercato nazionale.

 

E’ infatti di pochi giorni fa la notizia che Coca Cola ha siglato un accordo con FIT - Federazione Italiana Tabaccai - finalizzato alla commercializzazione e alla rivendita dei prodotti della The Coca Cola Company presso le tabaccherie associate (circa 48 mila in tutta Italia).

 

Grazie a questo importantissimo accordo - si legge nella comunicazione della Federazione ai propri membri - i tabaccai avranno la possibilità di vendere Coca Cola (e tutti i prodotti del marchio) a prezzi estremamente concorrenziali”. Gli esercenti che aderiranno a questa iniziativa inoltre, riceveranno una frigovetrina delle dimensioni ideali per una tabaccheria in comodato d’uso gratuito, a cura e a spese della Coca Cola. Gratuito anche il servizio di assistenza tecnica per questa attrezzatura.

 

Parere positivo a questo accordo sembra venire dall’Ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico che ammette la possibilità per i tabaccai di vendere bevande preconfezionate senza il possesso del requisito professionale previsto per il settore alimentare e senza la presentazione del modello COM1, salvo solo il rispetto delle norme igienico sanitarie relative ai locali ed alle attrezzature utilizzate.

 

Dopo il completamento della gamma - con la controversa acquisizione di Acqua Lilia - l’attivazione di una rete di distribuzione diretta dei propri prodotti in tutti i pubblici esercizi del Centro Nord Italia e la conseguente applicazione di condizioni di vendita discriminanti - nel tentativo di scalzare dal mercato la categoria dei grossisti - e, infine, l’acquisizione della Eurmatik, società italiana di distribuzione automatica, Coca Cola HBC Italia si appresta quindi a compiere un nuovo passo avanti nella sua strategia di “invasione” di nuovi canali. L’obiettivo? Sottrarre alla concorrenza ogni possibilità di sviluppo in virtù delle ingenti risorse economiche di cui dispone.

 

Una scelta che ha immediatamente suscitato le reazioni della filiera distributiva, ed in particolare di Italgrob, da anni impegnata in una vera e propria battaglia legale contro Coca Cola HBC Italia.

 

Ancora una volta le scelte del colosso americano appaiono chiaramente finalizzate ad un unico obiettivo - spiega il presidente di Italgrob, Giuseppe Cuzziol - vale a dire l’indebolimento della concorrenza, a scapito delle realtà più piccole, e soprattutto la creazione di barriere commerciali significative, non solo per noi grossisti, ma per tutti gli attori del mercato delle bevande in Italia”.

 

L’economia italiana stenta ancora a decollare, e i consumi fuori casa (in quello che viene definito il canale Horeca - acronimo di Hotel, Restaurant e Café), già fortemente indeboliti dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie, non saranno certo sostenuti dall’apertura di questo nuovo mercato. Non solo ci si sposterà verso una sempre crescente spersonalizzazione della vendita di bevande (già favorita dall’incontrollata diffusione dei distributori automatici), ma i pubblici esercizi, già indeboliti dalla crisi del settore, subiranno un ulteriore contraccolpo”.

 

Italgrob proseguirà quindi come sempre la sua battaglia per la tutela di un settore storico dell’economia italiana come quello del fuori casa e per la salvaguardia della regolarità del mercato.

 

Ufficio Stampa Italgrob

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