[COMUNICATO STAMPA] A caccia finita, un altro bollettino di guerra

31/gen/2008 14.10.00 Associazione Vittime della Caccia Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
A CACCIA FINITA, UN ALTRO BOLLETTINO DI GUERRA
31 gennaio 2008

L'Associazione Vittime della Caccia lancia l'ennesimo grido d'allarme in rapporto all'ecatombe di morti e feriti che a conclusione della stagione venatoria dobbiamo ancora una volta registrare.

"Siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra" dice Daniela Casprini, dell'Associazione Vittime della Caccia, "una conta di uccisi che comprende persino minori!". Bambini portati a caccia da irresponsabili adulti, bambini che maneggiano armi, bambini che uccidono, bambini che vengono uccisi.

37 morti (10 persone innocenti) e 93 feriti (32 innocenti), 1 minore ucciso e 3 i bambini feriti, falcidiati dalle armi da caccia. Tutti documentati. Nell'arco dei 12 mesi del 2007 invece, i morti per armi da caccia risultano essere 60 (di cui un altro bambino) e circa 100 i feriti. Le cifre non possono lasciare indifferenti le Autorità Competenti e gli stessi media, tanto più di fronte al fatto che sono certamente cifre per difetto, visto che nel nostro paese manca una contabilizzazione rigorosa ed ufficiale da parte del Ministero dell'Interno.

"Di fatto questa è una tragica realtà occultata" continua Daniela Casprini, "evitare di dire che il prezzo in vite umane ed i costi sociali direttamente connessi all'uso di armi da caccia non è più accettabile in un paese civile. E' venuto il momento di far emergere questo vergognoso fenomeno".

Dalle parole ai fatti: l'Associazione Vittime della Caccia non intende fermarsi alla sola azione di denuncia e "in Nome del Popolo Impallinato... per sport" promuove, per il 22 febbraio, il suo primo convegno nazionale dal titolo "La caccia è ancora un diritto in Italia e in Europa?" a cui parteciperanno giuristi, senatori, parlamentari e personaggi noti. Tutti a testimoniare e documentare come l'attività venatoria e comunque l'uso di armi da caccia non siano più sostenibili sul territorio nazionale, oramai fortemente antropizzato anche nelle campagne.

"Porteremo le questioni fino alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo" conclude Daniela Casprini "perché anche in Italia si veda finalmente riconosciuto il sacrosanto diritto della maggioranza dei cittadini a essere tutelati in termini di pubblica incolumità e rispetto della proprietà privata, diritti fondamentali dell'uomo, purtroppo sistematicamente violati da chi si diverte sparando".

Associazione Vittime della Caccia
http://www.vittimedellacaccia.org
info@vittimedellacaccia.org

Contatto per la stampa, da non pubblicare:
Daniela Casprini, 338 8334538.

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