Al Convegno sulla lingua di Pesaro presente anche la teatina Allarme Lingua

09/feb/2008 16.10.00 Disvastigo Contatta l'autore

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DISVASTIGO

www.disvastigo.it       DIS347  9/2/08

                                                                                                                                                                

 

 

 

 

Molte battute al Convegno sullalingua di Pesaro ma la preoccupazione c’è

 

Partecipa anche l’associazione Allarme Lingua

 

Alberto Angelucci, direttore de “Lo specchiodella Città”, apre il Convegno promosso dal Consiglio Provinciale di Pesaro-Urbino, in occasione dell’anno delle lingue su“L’italiano, una lingua da salvare?”, trattando con brio gli aspetti comicidell’uso di certe espressioni straniere, come i “falsi amici” actually che significa realmente, eventuallyche significa finalmente, factory fabbrica, il “Crime Day” della Confcommercio diPesaro che suona  per un americano comela festa della mafia e non contro la criminalità, “sinedie” pronunciato alla RAI saindai,  e ringrazia il chairmandella Provincia per averlo scelto per questo meeting come speaker accanto a duevisiting professors e cosìvia nel dolce stil novo degli anni 2000 a cui aggiungiamo unclassico della traduzioni comiche:il titolo del film “The lady’skillers” tradotto “La signora-omicidi” e non “Gliassassini della signora”.

 

Il prof Riccardo Gualdo dell’Università diViterbo ha avuto parole rassicuranti circa la salute della lingua riferendointeressanti dati sui neologismi creati  in un anno e annunciando lacostituzione di un gruppo di traduttori presso l’Ue per la conversione deitermini inglesi (un servizio simile -si segnala- a disposizione dei cittadinisvizzeri si trova in rete cercando Cancelleria Federale-Anglicismi)ma ha disapprovato vivamente il diffondersi, per colpa soprattutto deipolitici, di termini come welfare, question time e tanti altri assolutamente non necessari . Certeparole però verrebbero usate, secondo il professor Gualdo, come eufemismi per attenuare significati sgradevolicome killer al posto di assassino, gay invece di omosessuale se non peggio e hospice per clinica per malati terminali ( a quando lunatic asylum per manicomio?).

 

Cambia registro col Prof Renato Corsetti, presidente della federazioneesperantista italiana e docente di psicolinguistica ,che, anche se con toni bonari, usa parole pesanti contro “gli italiani che nonvogliono essere italiani” e vede nelle modalità di diffusione dell’inglese ungrave attentato alla nostra cultura ed identità citando come esempio i titolidei film, quasi tutti americani, che non vengono ormai neppure  tradotti. Il Prof Grassinidi Ancona tra la folla interviene  senza mezzi termini sui danniprovocati nelle culture dei popoli indigeni dal colonialismo tuttora imperante-secondo lui- anche in Italia e propone come soluzione l’adozionedell’esperanto come lingua non appartenente ad alcuna potenza e di facileapprendimento, cosa che naturalmente trova d’accordo Corsetti che aggiunge,rispondendo all’obiezione di una signora, che tale lingua venga parlata un po’dovunque nel mondo, basta informarsi.

 

Il Dr Maurizio Consorte infine presentaAllarme Lingua www.allarmelingua.itcome un’associazione civile apartitica per la tutela delle lingue etniche edella diversità linguistica, sorta solo da qualche anno e con all’attivointerrogazioni parlamentari e denunce al Moderatore  ed altre autorità europee contro ladiscriminazione linguistica ed operante soprattutto distribuendo alla stampa ea gruppi di possibili interessati articoli e saggi sul problema linguistico e la difesa delle culture conl’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto delle lingue,anzitutto la propria. “Noi di Allarme Lingua - afferma  Consorte- vorremmo diffondere un nuovoconcetto di comunicazione civile in cui il diritto di capire si accoppi aldovere di farsi capire e che il problema linguistico venga affrontato senzaatteggiamenti rancorosi in un’

 

 

 

 

 

 

 

ampiavisione in cui trovi spazio sia l’inglese, che rappresenta spesso la“password”per l’accesso alle cose del mondo ma che non deve diventare la tualingua, sia l’esperanto, che merita, liberato da vecchie riserve mentali, diessere fatto conoscere perché sia la società a valutarne democraticamente ivalori nel rispetto della lingua materna”.

 

Oltre a quello di Grassini vi sono statialtri interventi del pubblico di vario tono: chi ha gridato “basta con questiattentati alla lingua” intendendo l’uso di forme non ortodosse, chi ha riferitoche in fondo a girare il mondo non è che l’inglese sia tanto diffuso a un certolivello (e quindi non c’è

da allarmarsi o, peggio, cifacciamo mettere in crisi da una cosa che non serve?). Significativol’intervento di un giovane programmatore che ha lamentato che dopo 8 anni diinglese stenta a colloquiare con anglosassoni, i quali si sono risparmiatiquesta fatica occupandosi di più utili competenze.

 

Non si è accennato all’annuncio del primo ministro inglese Brown di voler preparare un esercito di 750.000 insegnantiindiani per diffondere l’inglese, alla clausola “english mothertongue” di tanti bandi di concorso a Bruxelles, alCLIL, insegnamento linguistico di materie non linguisticheche si sta tanto diffondendo specialmente al nord, alle parlate italianeall’attacco (oltre al friulano entrato nelle scuole regionali c’è un ddl perl’istituzione del bilinguismo in Sicilia) e molti altri aspetti da mettere inchiaro in un possibile altro più ampio incontro che ci si augura possa infuturo far seguito all’attuale convegno di cui ci si complimenta per lariuscita.

Giorgio Bronzetti

 

 

 

 

                            

 

Il prof Corsetti, il prof Gualdoe il dr Consorte

 

 

 

 

Il tavolo informazioni di Allarme Lingua

 

 

 

 


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