AFFIDAMENTO CONDIVISO. RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE

21/feb/2008 12.30.00 Studio Legale Cnttv Contatta l'autore

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AFFIDAMENTO CONDIVISO. RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Il Tribunale di Siena rimette gli atti: il conflitto di competenze tra figli naturali e legittimi è incostituzionale

 

La legge sull’affidamento condiviso dei figli minorenni potrebbe essere incostituzionale. A stabilirlo dovrà essere la Corte Costituzionale su richiesta del Tribunale di Siena che ha accolto un’eccezione presentata dallo studio legale Cnttv di Firenze.

 

La vecchia legge prevedeva che le decisioni sui figli legittimi fossero tutte di competenza del Tribunale ordinario. Per i figli naturali, cioè nati fuori dal matrimonio, le competenze invece venivano divise: le scelte economiche spettavano al tribunale ordinario, mentre quelle sull’affidamento al padre o alla madre spettavano al tribunale per i minorenni. Ciò era dovuto molto spesso dal fatto che l’intervento del giudice era necessario esclusivamente per le pattuizioni economiche, in quanto i figli già dalla nascita vivevano con i genitori separati.

 

La nuova legge sull’affidamento condiviso, che presenta molti aspetti positivi, ha creato confusione non chiarendo a quale dei due tribunali spetti il compito di decidere sui vari aspetti del rapporto tra i genitori non sposati e il figlio. Il conflitto di competenze è finito davanti alla Cassazione che ha stabilito, modificando le originarie competenze, che i figli naturali diventassero di totale competenza del tribunale dei minorenni. 

 

Secondo gli avvocati Iacopo Tozzi e Marco Antonio Vallini, dello studio legale Cnttv, questa interpretazione è incostituzionale.

“La normativa sull’affidamento condiviso ha molti pregi, tra i quali l’unificazione del trattamento tra i figli nati da genitori sposati e non sposati: come ravvisato più volte dalla stessa Corte Costituzionale, l’ingiustificata disparità di trattamento non è accettata dalla legislazione italiana. Tra l’altro se il tribunale ordinario è presente in ogni città, quello dei minorenni è solo nel capoluogo di provincia di ciascuna regione, creando così un’ulteriore disparità e difficoltà per i figli naturali”.

 

L’eccezione di incostituzionalità della normativa al Tribunale di Siena è fondata sulla volontà di equiparare in tutto e per tutto i figli naturali ai figli legittimi.

Il Tribunale di Siena ha accolto l’eccezione: gli atti passano ora al vaglio della costituzionalità. Sarà la Corte costituzionale che dovrà decidere se l’interpretazione della Cassazione è corretta o meno e quindi aumentare la distanza tra i figli naturali e quelli legittimi. In caso contrario, potrà risolvere il conflitto di competenze e cambiare le norme per l’affidamento condiviso dei figli tra persone non sposate e quindi equiparare anche sotto questo aspetto la prole di genitori sposati e non sposati, che sempre figli sono.

 

Informazioni:

www.cnttv.it

 
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