com stampa/ NINO D'ANGELO, 4 GRANDI CITTA' PER FESTEGGIARE I SUOI 50 ANNI CON IL "GIOIA NOVA TOUR"

"Gioia Nova" è il titolo del suo nuovo album, un disco cantato completamente in napoletano, il primo realizzato "da nonno" (ispirato, infatti, dalla nascita della sua prima nipote) una riflessione, una forte presa di coscienza sui nostri tempi: "avere 50 anni ai giorni d'oggi, in una città che affonda, dove spari, guai e speranza sono all'ordine del giorno.

07/mar/2008 13.10.00 Daniele Mignardi promopressagency Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

NINO D’ANGELO, 4 GRANDI CITTA’

 PER FESTEGGIARE I SUOI 50 ANNI

CON IL “GIOIA NOVA TOUR”

 

ROMA - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (11 marzo)

MILANO - TEATRO SMERALDO (27 marzo)

TORINO - TEATRO COLOSSEO (29 marzo)

PALERMO - TEATRO GOLDEN (8 aprile)

 

 

Nino D’Angelo festeggia i suoi 50 anni (e 36 di carriera) con un nuovo tour teatrale, GIOIA NOVA TOUR, che toccherà tra marzo ed aprile solo quattro città, in attesa del tour estivo: Roma (11 marzo, Auditorium Parco della Musica), Milano (27 marzo, Teatro Smeraldo), Torino (29 marzo, Teatro Colosseo) e Palermo (8 aprile, Teatro Golden).

 

Gioia Nova” è il titolo del suo nuovo album, un disco cantato completamente in napoletano, il primo realizzato “da nonno” (ispirato, infatti, dalla nascita della sua prima nipote) una riflessione, una forte presa di coscienza sui nostri tempi: “avere 50 anni ai giorni d’oggi, in una città che affonda, dove spari, guai e speranza sono all’ordine del giorno. Uno spettacolo che avrà due facce: il presente (con le canzoni tratte dagli ultimi dischi) e il passato, andando anche a ripescare insuccessi che sono poi diventati successi (come “Mentecuore”)”.

 

Un ritorno attesissimo con un concerto ed un repertorio che affrontano temi come la religione, l’emigrazione, la povertà, con sonorità partenopee e ritmi world music.

 

“Gioia nova” è uno spettacolo maturo, raffinato, sensuale, melodico e sanguigno, in cui Nino D’Angelo ripercorre la sua lunga carriera (dai primi successi rearrangiati alle canzoni del nuovo album: quindi non mancheranno dei “classici” come “Nu jeans e ‘na maglietta”, “Maledetto treno”, “Chiara” accanto alle più recenti “Senza Giacca e Cravatta”, “Marì”, “'A storia 'e nisciuno”, che hanno segnato il “cambiamento artistico” di Nino, e la riproposizioni di alcuni classici della canzone napoletana). Insomma, oltre 30 anni di canzoni e concerti.

 

Gaetano D’Angelo, in arte Nino, originario di San Pietro a Paterno, quartiere della periferia nord-orientale di Napoli, è uno dei più importanti artisti della scena musicale napoletana ed italiana. Una carriera fatta di tantissimi successi, di dischi che hanno venduto milioni di copie,  fino a diventare un vero e proprio “fenomeno” musicale e di costume a cavallo degli anni ’80. Oggi, Nino D’Angelo è un artista di notevole spessore, che ha ottenuto importanti riconoscimenti dalla critica musicale e cinematografica, vincendo premi come il “David di Donatello” e partecipando a film di qualità (invitato da registi come Roberta Torre e Pupi Avati). Eppoi, musical, libri e la direzione artistica del 'Teatro del popolo Trianon Viviani' di Napoli (a cui Nino tiene moltissimo)

 

Nel tour, sul palco con Nino D’Angelo, Massimo Gargiulo (tastiere e piano), Mimmo Langella (chitarre elettriche), Claudio Romano (chitarra acustica e buzuki), Guido Russo (basso), Agostino Mennella (batteria), Paolo Licastro (sax), Sasà Piedepalumbo (fisarmonica) e Mena Casoria (cori).

 

Il tour è prodotto dalla “DM Produzioni” di Danilo Mancuso.

 

 

Ufficio stampa e Comunicazione: Daniele Mignardi Promopressagency

Via G.Nicotera, 29  00195 Roma - tel. 06 32651758 - info@danielemignardi.it
Promozione tv: Paola Pezzolla

 

 

Gaetano D’angelo in arte Nino, nasce a San Pietro a Patierno quartiere periferico di Napoli il 21 giugno 1957.

Primo di sei figli, di padre operaio e di madre casalinga, inizia a intonare le prime canzoni sulle ginocchia del nonno materno, grande appassionato di musica napoletana. Mentre i suoi coetanei si lasciavano influenzare dai Beatles e da tutta la musica degli anni 60, Nino rimaneva sempre più legato a quella delle sue origini ed ai cantanti napoletani: Bruni, Abbate, Merola etc.

Durante uno spettacolo amatoriale, nella parrocchia di San Benedetto a Casoria, fu scoperto da Padre Raffaello, un frate cappuccino, che lo incitò e lo aiutò ad intraprendere la carriera di cantante.

Iniziò a partecipare a quasi tutti i festival di voci nuove che si tenevano a Napoli e provincia e in breve tempo diventò uno dei cantanti della galleria Umberto di Napoli, luogo di incontro di impresarietti che organizzavano matrimoni e feste di piazza.

Nel 1976 grazie ad una colletta familiare, riuscì a mettere insieme la somma necessaria per incidere il suo primo 45 giri dal titolo “’A storia mia” (’O scippo) che lui stesso commercializzò con il sistema della vendita porta a porta.

Il successo di questo disco superò ogni aspettativa e così nacque la fortunata idea di fare una sceneggiata dallo stesso titolo, alla quale ne seguirono altre: L’onorevole, ’E figli d ’a carità, L’ultimo Natale e papà mio etc…

Il primo approccio col cinema avvenne negli anni 80 con Celebrità a questo seguirono altre pellicole di grande successo: Lo studente, l’Ave Maria, Tradimento e Giuramento.

Nel 1981 scrive “Nu jeans e na maglietta”, madre di tutte le canzoni neomelodiche che consolida Nino come uno degli artisti più rivoluzionari della canzone Napoletana. Dopo il film dall’omonimo titolo, il suo successo dilaga e la sua immagine con il caschetto diventa l’emblema di tutti i ragazzi dei quartieri popolari del sud.

Nel 1986 la sua prima partecipazione al Festival di San Remo con la canzone “Vai” ed un primo vero contratto con un’importante casa discografica, la Ricordi. Ancora cinema con: “Uno scugnizzo a New York, Popcorn e patatine etc.”

Nel 1991 affronta un periodo di depressione dovuto alla scomparsa dei genitori ed avverte la necessità di un cambiamento.

Un percorso molto difficile per Nino, considerato da tutti solo per il caschetto e per la quantità di dischi che vendeva. Ma questa sfida era l’unico stimolo che per andare avanti e così con dispiacere dei suoi vecchi fans, tagliò la chioma bionda ed iniziò a scrivere canzoni, non più basate solo su storie d’amore, ma anche su stralci di vita quotidiana. Nacquero “E la vita continua”, “Bravo ragazzo” e “Tiempo”, il meno venduto ma il più apprezzato dalla critica e sicuramente il disco della svolta.

In seguito a questo passo iniziarono ad arrivare i primi riconoscimenti. Roberta Torre, allora regista emergente, presentò al Festival di Venezia, “La vita a volo d’angelo”, opera che narrava la storia di Nino ed in seguito la stessa gli propose di realizzare la colonna sonora del suo primo lungometraggio, “Tano da morire” che gli valsero diversi premi tra cui l’ambito Davide di Donatello, il Globo d’oro, il Ciak ed il Nastro d’argento.

Subito dopo ritorna al teatro con “Core pazzo”, uno spettacolo da lui scritto ed interpretato con la regia di Laura Angiulli.

Alla soglia dei quarant’anni, con “’A nu pass’ d’a città”, Nino opera l’ennesima svolta artistica, la più complessa.

Un salto mortale senza rete in nome del matrimonio tra la canzone napoletana ed un certo tipo di world music.

Lontani i tempi di “Nu jeans e ’na maglietta”, D’Angelo scopre una vena autorale che gli permette di coniugare melodia popolare e sonorità ai confini del jazz e della musica etnica.

Nel 1998 conduce insieme a Piero Chiambretti, il dopofestival a Sanremo e l’anno seguente ci ritorna come cantante, con il brano “Senza giacca e cravatta”.

Intanto anche il cinema “non musicale” lo scopre attore e gli affida ruoli in “Paparazzi, Vacanze di Natale 2000 e Tifosi”.

Nel giugno 2000 gira “Aitanic”, parodia del famoso kolossal che lo vede debuttare anche nel ruolo di regista.

Protagonista in teatro dello spettacolo “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani riceve il premio Gassman.

Nell’autunno 2001 esce il nuovo album dal titolo “Terra Nera” molto apprezzato dalla critica e campione di vendite.

A Marzo 2002 Nino partecipa al Festival di Sanremo con la canzone in gara “Marì”, inserita nella compilation “La Festa”, pubblicata dalla S4, per festeggiare i suoi 25 anni di carriera artistica.

Ad aprile 2002  nel film di Pupi Avati “Il cuore altrove”,come attore non protagonista conquista il premio Flaiano 2003.

Nell’estate 2002 gli viene riconosciuto il premio Fregene per Fellini per le colonne sonore del film “Aitanic”.

A dicembre 2002 riprende, in teatro, la rappresentazione de “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani.

A maggio 2003 esce il suo lavoro discografico dal titolo “’O schiavo e ’o rre”.

Fino marzo 2004 interpreta la commedia teatrale “Guappo di cartone” sempre di R. Viviani.

Nel 2004 si trova in vetta a tutte le classifiche musicali della Romania e partecipa al

Golden Stag Song Festival di Brasov in Romania.

A febbraio 2005 Nino presenta al Museo della Canzone Napoletana presso il Foyer dell’Auditorium della Rai il nuovo disco dal titolo: “Il ragù con la guerra”.

A dicembre 2005, al teatro Augusteo di Napoli con il musical autobiografico e dai temi sociali Core Pazzo, riscuote un tale successo che lo costringe a replicarlo sino al maggio successivo.

2006. Parte la tournée musicale “Brava Gente in Tour”.

2006. Viene nominato direttore artistico del Teatro Trianon Viviani di Napoli.

2007. Esce il suo ultimo lavoro Gioia Nova accompagnato dall’omonima tournée teatrale.

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