Ecce me Domine - 10 04 08

Scritto in prima persona come memoriale dello stesso protagonista, il libro narra la conversione di questo soldato di Roma che dalla fedeltà allâ__imperatore passa a quella verso il figlio di Dio unendosi ai suoi seguaci che si sperderanno per il mondo a divulgarne il Messaggio.

10/apr/2008 10.49.00 SBC Communication Contatta l'autore

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SBC Edizioni
COMUNICATO STAMPA


Buongiorno


Ci pregiamo presentare il libro "Ecce me, Domine" in uscita in questi giorni.
A richiesta potrà essere inviata copia del libro.
Ringraziamo per l'attenzione e inviamo i migliori saluti.


Ecce me Domine: la storia di una mirabile conversione
Il romanzo sul centurione che crocifisse Gesù

Da centurione incaricato della condanna a morte di Gesù a Suo fervente discepolo. E’ la storia straordinaria di Marco Valerio Longino così come la racconta Astor nel suo “Ecce me Domine – Le memorie del centurione che crocifisse Gesù” (SBC Edizioni, Pagg. 320- Euro 20) in questi giorni in libreria.
Scritto in prima persona come memoriale dello stesso protagonista, il libro narra la conversione di questo soldato di Roma che dalla fedeltà all’imperatore passa a quella verso il figlio di Dio unendosi ai suoi seguaci che si sperderanno per il mondo a divulgarne il Messaggio.
Novello Saulo, che si fece Paolo, Longino dall’incontro con Gesù che accompagna sul Calvario e di cui comanda le operazioni della condanna capitale, resta illuminato e decide di unirsi ai suoi seguaci, condividendone dolori, traversie, ma anche certezze.
Ritornato sul Calvario perché tormentato dalla colpa, Gesù stesso gli appare in spirito rivelandogli la missione salvifica che lo attende.
Unitosi a un gruppo di cristiani presente a Betania e alloggiato nella casa di Maria di Magdala ne condivide le esperienze dopo aver lasciato l’esercito romano.
Con un gruppo di loro parte dalla Palestina per recarsi prima in Italia, dove a Capri incontra l’imperatore Tiberio, quindi in Gallia dove concluderà i suoi giorni.
Con la Maddalena, di cui diviene inseparabile compagno, si sottopone a dure prove sempre alla strenua ricerca della verità.
A metà fra romanzo e memorie, Ecce me Domine è anzitutto la storia di un cammino esistenziale, nel quale le vicende personali del centurione che crocifisse Gesù si fondono con gli avvenimenti pubblici accaduti nell’impero romano alla vigilia e ai primordi dell’era cristiana. Ma soprattutto, Ecce me Domine è la storia di un’anima nobile che il dolore purifica, l’amore fortifica e la verità illumina.

La figura storica di Longino
I fatti narrati in Ecce me Domine si svolgono alla vigilia e nei primi anni dell’era cristiana, più precisamente dall’11 a.C. al 45, quando l’intero bacino del Mediterraneo è assoggettato a Roma.
Longino èil soldato romano la cui figura è strettamente legata alla crocifissione di Gesù. Ma il suo nome non appare nei vangeli canonici e dunque è incerto.
La statua che Gian Lorenzo Bernini gli ha dedicato e che oggi si può ammirare nella Basilica di S.Pietro in Vaticano, a Roma, indica quanto sia antica e consolidata la tradizione che gli attribuisce la responsabilità della morte di Cristo, ma anche il gesto pietoso con cui “uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19,34).
Di lui si parla nei vangeli apocrifi, soprattutto in quello attribuito a Nicodemo.
Più specificamente, la tradizione orientale celebra Longino come il centurione che riconobbe la divinità di Gesù crocifisso e poi ne custodì il sepolcro, mentre la tradizione occidentale riconosce in lui il soldato che assestò il colpo di lancia ma anche l’ufficiale preposto alla crocifissione di Gesù.
Le tradizioni concordano invece sul fatto che Gaio Cassio Longino (questo sarebbe il suo nome completo) si congedò dall’esercito, si unì agli apostoli da cui fu istruito nella fede e in
seguito si recò a Cesarea di Cappadocia, città dove predicò la parola di Dio, condusse una vita di santità e infine subì il martirio morendo decapitato. Secondo una cronaca del XII secolo, invece, sarebbe morto martirizzato il 2 dicembre 37 nei pressi di Mantova (in contrada Cappadocia, dove oggi sorge la basilica di Sant’Andrea), nella cui cattedrale è conservata la reliquia del “preziosissimo sangue di Cristo” che lo stesso Longino avrebbe portato nella città lombarda.
Ma il Marco Valerio Longino narrato da Astor è parente alla lontana del santo e martire protocristiano. La sua suggestiva figura, molto umanizzata, è soprattutto finalizzata alla vicenda narrata.

L'autore
Astor potrebbe affermare, con parole di Tagore, che “la vita non è che la continua meraviglia di esistere”.
Superato da poco il mezzo secolo di vita, egli sostiene oggi che faticoso non è tanto vivere quanto vivere nel mondo senza appartenere ad esso. Per anni, la sua biografia ricalca quella di un imprenditore ‘umanista’, apparentementedestinato a veder fiorire sempre più i suoi successi. Ma quando alcuni fatti drammatici si abbattono su di lui, le facili certezze crollano ed un’irrequietudine prende il sopravvento nel suo animo.
Assetato di conoscenza e verità, intraprende allora uno straordinario viaggio, fisico e spirituale insieme, che segnerà l’inizio di un lungo e faticoso cammino alla ricerca dei segni dello spirito e che lo condurrà alla riscoperta dei valori cardinali della vita.
Astor non è il suo nome al secolo, ma neppure il suo nom de plume.
Astor è il suo nomen mysticum.
Irriducibile cittadino del mondo, vive attualmente in Italia.
Dei suoi romanzi, Ecce me Domine è il primo a vedere la luce.

Astor
Ecce me Domine
Pagg. 320 – Euro 20
www.eccemedomine.com
SBC Edizioni
www.sbcedizioni.it
ISBN  978-88-95162-47-8





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