VITTORIA, L'ITALIA SVOLTA A DESTRA! - Intervento di Fabrizio Taranto (Pres. Naz. Destra per l'Italia - Patria e Tradizione)

16/apr/2008 09.30.00 Destra per l'Italia Contatta l'autore

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Spett.le Redazione

Inviamo l’allegato intervento concortese preghiera di pubblicazione che si intende ovviamente autorizzata

Ringraziamo anticipatamente per il rilievoche vorrete attribuire ad esso.

Distinti saluti

 

Fabrizio Taranto

Presidente Nazionale

Destra per l’Italia – Patria e Tradizione

 

www.destraperlitalia.it

www.patriaetradizione.it

 

info@patriaetradizione.it

fabrizio.taranto@argonetica.com

 

 

VITTORIA!

L’ITALIASVOLTA A DESTRA

 

 

di Fabrizio Taranto

Presidente Centro Studi Patria e Tradizione – Destra perl’Italia

 

La coalizione dicentro destra vince chiaramente le elezioni e l’Italia volta finalmentepagina: dell’era Prodi rimarrà il ricordo di una brutta stagione dellapolitica italiana, finita fortunatamente in maniera prematura, implosa per leproprie interne contraddizioni e per l’indignazione di un elettorato chedopo pochi mesi aveva subito compreso a cosa sarebbe andata in control’Italia.

 

Silvio Berlusconiavrà il duro compito di risollevare la Nazione da una crisi che attanaglia un po’tutti i settori e contemporaneamente mettere mano a riforme profonde eradicali: diminuzione delle tasse, federalismo fiscale, semplificazioneburocratica, ma anche più sicurezza, una politica seria di gestionedell’immigrazione e dell’accoglienza, maggiori risorse e mezzi alleForze dell’Ordine, sostegno alla famiglia e alla vita, creazione di nuoviposti di lavoro, nuovo impulso allo sviluppo delle infrastrutture delle qualil’Italia ha urgente necessità.

 

I nostriconnazionali si sono espressi in maniera chiara ed hanno dato un forte consensoal progetto di una grande forza di governo, il Popolo della Libertà insiemealla Lega Nord, più coesa che in passato e per questo più capace di realizzareda subito le riforme necessarie.

 

E’ unParlamento che ci piace quello uscito dalle urne: un Parlamento nel qualedefinirsi “comunisti”, per la prima volta nella storia dellaRepubblica, non dà il lasciapassare per essere eletti.

 

Fallisce iltentativo di resurrezione di un centro che aspirava a recitare il vecchio ruolodi “ago della bilancia”, vecchio perché gli elettori hannodimostrato di desiderare scelte chiare per comportamenti che, ancorchémoderati, non siano mai ambigui o di democristiana memoria.

 

Governa la Destra e dispiace il fattoche ci sarebbe potuta essere ancora più Destra al governo e in Parlamento sealcuni avessero compreso che il mutato quadro politico richiede la capacità diesprimere la propria identità in forme diverse dal passato e avessero saputodistinguere la profonda differenza che passa tra una Destra di governo e unaDestra sterilmente antagonista.

 

Vincono, come daanni anche noi chiedevamo, le forze politiche alternative alla sinistra oquanto meno quelle che avevano compreso che con questo voto si apriva veramenteuna nuova fase della politica italiana, con meno partiti rappresentati perchétroppi erano poco rappresentativi e con due grandi blocchi – di Destra edi sinistra - all’interno di ciascuno dei quali vi è lo spazio perrappresentare istanze e percorsi politici anche molto diversi, ma tesi ad uncomune obiettivo: risollevare le sorti della Nazione.

 

 

 

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