Riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra :in campo oltre 200 giovani architetti.(Lucia Vagliviello)

20/apr/2008 12.10.00 Lucia Vagliviello Contatta l'autore

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Il 22 aprile la firma dell’accordo di collaborazione.  
 
Un accordo di collaborazione  per l’uso sociale e produttivo dei beni confiscati, tra che la Facoltà di Architettura, Libera e il Comitato don Peppe Diana. La firma ci sarà martedì 22 aprile alle ore 11, presso la sede universitaria di Aversa in borgo San Lorenzo.
Alla cerimonia che ha tutto il sapore dell’evento storico, per la Provincia ed per l’azione di promozione culturale che la Facoltà opererà sul territorio, parteciperanno  il Magnifico Rettore, Francesco Rossi, il Prefetto di Caserta Ezio Monaco, il Commissario Straordinario del Governo per i beni confiscati Antonio Maruccia, il Presidente della Provincia di Caserta Alessandro de Franciscis, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, il coordinatore di Libera Caserta e comitato don Diana Valerio Taglione e Mauro Baldascino responsabile dell’Osservatorio provinciale sui beni confiscati e la preside della Facoltà Concetta Lenza.
Ad essere stati invitati anche i 104 sindaci della provincia di Caserta cui sarà anche illustrata la prima opportunità operativa, che scaturisce dall’accordo: avere come tirocinanti presso gli uffici tecnici comunali i neolaureati della Facoltà di Architettura.
Dall’esperienza dell’Osservatorio provinciale sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra, realizzato da Libera e dal Comitato don Peppe Diana, con il contributo della Provincia di Caserta, è infatti emersa, tra le varie criticità, proprio la difficoltà degli Uffici tecnici ad affrontare le diverse problematiche presenti sui beni (abusivismo, mancanza di documentazione, assenze di planimetrie ed accatastamenti, ecc.) e la scarsa capacità progettuale degli Enti locali nel cogliere il senso simbolico dell’uso sociale e produttivo dei beni recuperati ai camorristi.
 I giovani architetti, più di duecento all’anno, rinforzeranno le tecnocostrutture comunali, per effettuare rilievi, redigere planimetrie, realizzare accatastamenti, progettazioni preliminari e tutto ciò che tecnicamente potrà servire ad accelerare le procedure di fruibilità delle centinaia di immobili, che in base alla legge 109/96 devono essere usati per fini sociali.
“Le attività di Tirocinio - dicono i responsabili della Facoltà di Architettura della SUN - possono diventare un momento altamente simbolico di crescita di cultura della legalità per i nostri giovani e per i docenti tutti, oltre che strumenti di conoscenza e stimolo alla progettualità al fine di restituire ai cittadini importanti risorse territoriali”.
Le attività didattiche e di ricerca per gli allievi della Facoltà con il riutilizzo degli immobili confiscati guarderanno allo sviluppo di nuovi contesti territoriali.
 
 
 
 Lucia Vagliviello
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