FAI Villa e Collezione Panza, Varese. Oltre la luce. Il Roden Crater Project di James Turrell.

14/mag/2008 16.00.00 BONAZETA WORD PRESS Contatta l'autore

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FAIVilla e Collezione Panza, Varese. Oltre la luce. Il Roden Crater  Project di James Turrell.


 

16 maggio – 17 agosto 2008Villa eCollezione Panza, Varese

 

 

“Cerco di rendere visibili i vestiti dell’imperatore” James Turrell

 

(Segnalato da F.Bonazzi)

 

Il FAI – Fondo perl’Ambiente Italiano presenta la mostra Oltre la luce. Luce. Il Roden Crater project di James Turrell.”Dal 16maggio al 17 agosto 2008 sarà infatti allestita nelle Scuderie di Villa e Collezione Panza laricostruzione digitale dell’affascinanteopera paesaggistica  a cui l’artista americano James Turrell (LosAngeles, 1943) si sta dedicando, con un’ostinazione e una creativitàsenza pari, sin dagli inizi degli anni Settanta, affascinato dalle emozioni chela luce trasmette. 

 

Il fascino degli spazi progettati nel Roden Crater e dei fenomeni in esso reperibili è anche suggerita dai preziosi modelli fisici in bronzo, ideatidall’artista e realizzati, a tiratura limitata, dall’Hausler Contemporary di Monaco,dal soundscapeappositamente realizzato da Maria Pia De Vito, Michele Rabbia e Maurizo Giri  e soprattutto dalla presenza dei primidisegni del progetto provenienti dagli archivi della collezione Panza.

 

Mala sua luce non si può dipingere su una tela, deve essere dentro uno spazio– dice Giuseppe Panza di Biumo – ènecessario modificare un ambiente che deve essere vuoto e soprattuttogrande”. 

 

faibiumo@fondoambiente.it 

 

Il progetto, situato nella zona centrale del PaintedDesert, presso Flagstaff(Arizona, USA), si configura come il più grande land-formed work del mondo,interessando, in un complesso processo di rimodellazione e scavo, il corpo interno di un conovulcanico estinto noto come Roden Crater.

L’opera dell’artistastatunitense, eseguita in collaborazione con architetti,ingegneri, geologi e astronomiamericani, prevede la realizzazione di complesse strutture architettoniche totalmenteipogee – con aperture adeguatamente eseguite e orientate – ove saràpossibile, per il visitatore, catturare e interagire percettivamentecon la luce solare, lunare e stellare. L’opera si delineacon un insieme di camere che funzionano come precisi e sofisticati osservatori astronomici a occhio nudo, masoprattutto come spazi d’artein cui Turrellè capace di mostrare, in tutta la loro disarmante bellezza, l’esaltante forza e visionarietà delle sue soluzioni spaziali eluministiche nel nitore del clima desertico: lì ogni sensazione– visiva, acustica e tattile – subisce una dilatazione senzaprecedenti, predisponendo il fruitore a un viaggio nell’altro da sé che,al contempo, è un profondo e misterioso periplo interiore.

 

La mostra,curata da  Agostino De Rosa(Università IUAV di Venezia), offre una vastaed esaustiva panoramica relativa sia alla orografiadel sito naturale che alla configurazione di ognuno degli spazi sotterranei,attraverso il ricorso a sofisticate immaginidigitali elaborate dal team ImagoRerum. Le proiezioni multimediali permettono di comprendere le varie implicazioni scientifico-astronomiche relative aciascuno spazio realizzato o solo ipotizzato da JamesTurrell, stabilendo un fitto dialogo con i primidisegni provenienti dagli archivi della collezione Panza,relativi alle fasi in cui il sostegno di Giuseppe Panzadi Biumo ne permise l’avvio. La comprensione di quello che sarà il progetto finaleè garantita anche dalla presenza di animazioni digitali capaci di offrire alvisitatore la possibilità di svolgere unviaggio virtuale all’interno dei vari ambienti del RodenCrater project, assistendo a fenomenicelesti e luministici visibili nei vari ambienti, attraverso un alternarsi disimulazioni diurne e notturne, in vari periodi dell’anno. Il fascinodegli spazi progettati nel Roden Cratere dei fenomeni in esso reperibili è anche suggeritadai preziosi modelli fisici in bronzo,ideati dall’artista e realizzati, a tiratura limitata, dall’Hausler Contemporary di Monaco, esoprattutto dal soundscapeappositamente realizzato da Maria Pia De Vito, MicheleRabbia e Maurizo Giri.

 

La mostra dunque invita il visitatore alasciarsi prendere dalle plurime sollecitazioni visive e sonoredell’allestimento che fanno eco a quelle implicite nell’opera di James Turrell, in unasede – quella della Villa e Collezione Panza – già di per sé luogo di elezione in cui è possibile ammirare dal vivo tre importanti installazioni dell’artistaamericano. Giuseppe Panza di Biumo è stato infatti uno deiprimi collezionisti delle opere di Turrell, mettendoa sua disposizione  la villa di Varese(ora di proprietà del FAI) già dagli anni Settanta.

 

 

Orari:

10–18 (tutti i giorni escluso i lunedì non festivi). Ultimo ingresso ore 17.30.

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Per informazioni:

FAI Villa eCollezione  Panza

Piazza Litta 1- Varese. Tel. 0332/283960e-mail: faibiumo@fondoambiente.it

 

 

Servizi per il pubblico:

 

 

Book-shop; Visite guidate (su prenotazione); Parcheggiointerno.

 

 

Per maggiori informazionisul FAI consultare il sito www.fondoambiente.it

 

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa FAI:

Simonetta Biagioni  - stampa - tel. 02-467615219; s.biagioni@fondoambiente.it

Novella Mirri – radio etelevisione – tel. 06-32652596; ufficiostampa@novellamirri.it

 

 

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