Preti trevigiani a confronto

01/lug/2008 12.12.00 Ogm editore Contatta l'autore

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Comunicato stampa

E' stato recentemente pubblicato l'ultimo volume
curato da don Olivo Bolzon per Ogm editore. Il volume si
intitola "Memoria di realtà intraviste" e raccoglie il
profilo biografico di cinque sacerdoti della diocesi di
Treviso che in comune hanno la passione di mescolarsi tra
la gente così da vivere ed esprimere la propria fede in
Cristo in maniera più semplice, genuina e spontanea. Si
tratta di don Claudio Miglioranza, don Giuliano Vallotto,
don Silvio Favrin, don Umberto Miglioranza e don Fernando
Pavanello
. Per la stesura di questo volume, curato in
collaborazione con Marisa Restello, don Olivo Bolzon si è
avvalso anche della collaborazione di tre giornaliste:
Giulia Cananzi, che fa parte della redazione
del "Messaggero di Sant'Antonio", Chiara Voltarel che
scrive per "Il Gazzettino" di Treviso, e Martina Lavander,
corrispondente del settimanale diocesano "La vita del
popolo" della diocesi di Treviso. Il volume fa parte della
collana Questioni di identità diretta da Carlo Silvano,
al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Perché questo libro?
Nella diocesi di Treviso ci sono delle figure sacerdotali
che continuamente mettono in discussione il proprio modo
di essere preti e di rapportarsi con gli altri. Sono uomini
che non amano identificarsi in una casta e sono sempre
pronti a mettersi in gioco. Sono anche persone concrete che
hanno molto da raccontare perché sanno ascoltare gli altri
e riflettono sulle parole dette...

Diciamo che a Treviso, come in altre diocesi, ci sono preti
e preti?
Noto che tanti sono i preti che possono esibire un
curriculum degno di un geometra o anche di un ingegnere:
leggendo dalla stampa cattolica i profili dei parroci che
lasciano una comunità per un'altra o per andare in
pensione, si evince come le migliori energie da essi
profuse nel corso del loro ministero siano state destinate
a restaurare campanili, a ristrutturare canoniche o
capitelli agresti, a edificare oratori e a mettere a norma
gli impianti della chiesa. I preti che abbiamo coinvolto in
questa iniziativa editoriale, non hanno un curriculum del
genere: pur operando in comunione con la Chiesa di Treviso,
svolgono il loro ministero in una situazione che si può
definire laica.

Può spiegare cosa intende per "situazione laica"?
Come già scritto nel libro, la parola "laica" non è in
questo contesto da intendere in senso anticlericale o
politico, ma nel senso sociologico di una vita immersa nel
quotidiano. Sono preti che vivono concretamente a fianco
dei più deboli della nostra società, come don Claudio
Miglioranza che abita con sette senegalesi di religione
musulmana in un vecchio casolare della campagna di
Castelfranco Veneto, oppure don Giuliano Vallotto, che pure
offre gran parte del proprio tempo agli immigrati. C'è poi
don Silvio Favrin che ha dedicato tutta la sua esistenza
sacerdotale come malato tra i malati; don Umberto
Miglioranza, che dopo diverse esperienze pastorali vissute
in "trincea", come accanto ai preti operai, si è prodigato
per gli anziani, e don Fernando Pavanello, che dagli anni
Settanta ad oggi è impegnato per dare dignità e un futuro a
quanti vivono pesanti disabilità fisiche. Sono, insomma,
preti che ognuno vorrebbe conoscere per avere un sostegno
nella quotidiana fatica di credere che Gesù Cristo è anche
il mio prossimo. (G.M.)

"Memoria di realtà intraviste" di Olivo Bolzon e Marisa Restello, Ogm editore, pp. 120, euro 10.00,

Il volume è distribuito da:

Tredieci
Via Fratelli Rosselli 19/5 - 31050 Villorba (Tv)
tel. 0422 440031 - fax 0422 963835

 

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