09/07/2008 15:30 Stampa&Comunicati
Leggo le ultime dichiarazioni
dell'on. Alessandro Pagano (sempre pronto a dire qualcosa su
tutto, purché ben veicolata sui media) di entusiastico apprezzamento per la
proposta razzista del
Ministro Maroni (a capo della Polizia pur essendo stato
condannato per aver morso ad un polpaccio un poliziotto!) di schedare i bambini
di etnia Rom attraverso le impronte digitali.
Pagano saluta con favore
questa norma perché "il cittadino ha bisogno di protezione e sicurezza e non
vuole essere abbandonato ai delinquenti". Evidentemente parla per esperienza
personale, giacché a Montecitorio si trova fianco a fianco con collegi
deputati del PdL pregiudicati e condannati (concussione, tangenti,
corruzione ecc.) ma saldamente attaccati alle poltrone...

I bambini Rom spietati
delinquenti da schedare con metodi da Terzo Reich?
Stranamente questa volta il proverbiale quanto imbarazzante
fondamentalismo dell'on. Pagano, che da quando è in politica si
è autoproclamato dispensatore e difensore della cristianità, non funziona. Ecco
allora aspre invettive di Pagano contro Famiglia Cristina, la
quale giudica «Indecente la proposta razzista di
Maroni». La nota rivista cattolica della
Società Apostolato San Paolo "da tempo ormai - dice l'on. Pagano - si è
appiattita su posizioni pseudoprogressiste e non perde occasione per manifestare
ostilità e rancore su qualsiasi iniziativa portata avanti dal Governo votato
legittimamente e largamente dagli italiani". Insomma, per l'on. Pagano
Famiglia Cristina "più che un periodico cattolico sembra quasi
l'organo ufficiale di Rifondazione Comunista".
E lasciamo perdere
pure Pax Christi, il movimento cattolico nato sotto l'egida
della Conferenza Episcopale Italiana: giudica le impronte ai minori Rom un
"attacco ai più elementari diritti umani" che avrebbe lo scopo di
"colpire i deboli per parlare ai forti", un segno di inciviltà
che "alimenta pregiudizi nei confronti del diverso e dei più deboli", laddove
come Italiani (e Siciliani soprattutto) dimentichiamo "la nostra storia di
migranti e discriminati e pensiamo che la repressione sia l'unica forma di
controllo. Attacchiamo la parte più debole della società (i bambini) per mandare
messaggi alla parte più forte (gli adulti)".
Personalmente le
discriminazioni razziali alla base delle idee di Maroni e Pagano mi
ripugnano, mentre sottoscrivo in pieno le dichiarazioni di Pax Christi
basate sui valori della solidarietà, dell'accoglienza e della legalità:
"condividendo la posizione della fondazione Migrantes, e di molte voci della
Chiesa e della società civile che denunciano un'Italia a "rischio xenofobia o
peggio, discriminazione razziale", invitiamo a non tacere, a non minimizzare e a
denunciare come pericoloso cancro sociale ogni politica, cultura,
linguaggio, gesto, progetto xenofobo e razzista".
Come fa
l'on. Pagano a ricoprire l'abito del fervente cristiano davanti il
sagrato di ogni chiesa sancataldese (specie se in giro c'è aria di elezioni) e
poi, in Parlamento, sfogare una tal rabbia in questa "guerra ai poveri,
demagogica, antidemocratica ed antievangelica", com'è stata definita da
numerosi operatori pastorali che lavorano con Rom e Sinti?
Che abisso - culturale,
politico, etico, religioso - fra le affermazioni "leghiste" di Pagano e le
parole di questi operatori pastorali di tutta Italia: "Come annunciatori del
Vangelo di Gesù, che nell'accoglienza dei poveri e dei piccoli ci ha rivelato il
volto del Dio della vita, non possiamo dimenticare che in ogni uomo e donna,
chiunque essi siano, di qualsiasi popolo, cultura e fede di appartenenza, è
impressa l'impronta di Dio, è questa l'unica impronta che vogliamo "adorare" ed
esibire"!
Anche in questa vicenda delle impronte ai bambini Rom l'on.
Pagano fa di tutto per apparire come uno di quei politici
scaltri e cinici, che usano strumentalmente la religione
come un mezzo per ottenere simpatie elettorali, smentendo però - con le
proprie parole e le proprie azioni - quegli stessi principi e valori che stanno
a fondamento del credo religioso al quale fanno finta di
ispirarsi.
Ennio
Bonfanti
www.enniobonfanti.it