ALP-TRAUM >> ar/ge kunst Galerie Museum Galleria Museo Un Progetto nell'ambito della piattaforma "parallelevents to Manifesta7"

16/lug/2008 16.49.00 BONAZETA WORD PRESS Contatta l'autore

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ALP-TRAUM  >> ar/ge kunstGalerie Museum GalleriaMuseo Un Progetto nell'ambito della piattaforma "paralleleventsto Manifesta7"

 

11.07. –31.08.2008

ALP-TRAUM

 

Mostra con Maria Gamper, Sonia Leimer, Philipp Messner, Leander Schwazer, Krüger & Pardeller, Karl Unterfrauner

 

acura di Sabine Gamper

 

DA : 11.07.2008,ore 19

 

La peculiare e specifica situazione deirispettivi luoghi e dei suoi abitanti sono tradizionalmente alcentro dell’attenzione di Manifesta. Seguendo queste linee guidadi Manifesta, l’ar/gekunst Galleria Museo per le due esposizioni  che si svolgono durante i 100 giorni di Manifesta,ha deciso di presentare le più interessanti posizioni artistiche provenientidalla Regione, ponendo seguenti domande: Chisiamo come uomini, come artisti/e, come promotori dicultura in un contesto regionale ed europeo? Cosa determina la nostra identitàin un mondo che spinge la regionalizzazione così comela globalizzazione, in un momento storico che già dalungo tempo ha mutato con nuove aspettative ildiscorso tra centro e periferia?

La prassi artistica interroga, tematizzae riflette il nostro spazio vitale, sia interno (della psiche, interpersonale,quotidiano ecc.) che esterno (ambiente, cultura, costruito ecc.); lo mette inquestione e lo riconcepiscesempre nuovamente. Si tratta, qui, di uno sguardo dietro le facciate, perrendere visibile le trasformazioni, i passaggi, le connessioni e i processiformali. Le separazioni, le rotture, le distanze, sono positivee importanti in quanto nuances. Le prossimità e lelontananze sono più importanti rispetto a posizioni e definizioni rigide.

Lungo una ricerca del proprio edell’altro, in questa mostra intitolata „alp-traumvengono mostrate diverse posizioni artistiche che sioccupano di parametri esterni, spaziali e costruttivi. In questoambito viene posta la domanda intorno alle forme e alle strutture chedefiniscono il nostro ambiente costruito, culturale, naturale.

 

Maria Gamper (nata nel 1982 aMerano, vive e lavora a Münster/Merano) presenta unlavoro concepito per lo spazio pubblico dal titolo di Wiesenkapelle (2008), unastruttura a forma di cappella, coperta dalle bianche reti che riparano i frutteti dalla grandine. Essa è posta inun’area verde nei pressi dell’uscita autostradale di Bolzano Sud.L’artista nei suoi lavori procede anche alla copertura diampi spazi di paesaggio tramite le reti antigrandine che riparano imeli. Maria Gamper pone il rapporto osmotico tra uomoe spazio al centro della propria riflessione artistica. A lei interessa comegli uomini organizzino lo spazio che li circonda e come le strutturearchitettoniche li influenzino. In questaopera artistica si mescola anche una componente storica e al contemponostalgica, infatti, nella tradizione contadina altoatesina le cappellecampestri venivano costruite per invocare la protezione di uomini e cose daidanni del maltempo.

 

I lavori di Krüger& Pardeller (nati 1974a Vienna e 1962 a Bolzano, collaborazione dal 2004) sono a metà strada traarchitettura, design e arti figurative. Commutator bar (segment)(2008) riunisce due importanti e tipici elementi architettonici: la facciata ele imposte. La facciata, come oggetto in se non è assolutamente funzionale bensì essa serve per esprimere concetti ideali, ponendo inevidenza e sotto gli occhi di tutti i rapporti tra interno/esterno, spaziopubblico e spazio privato come anche il rapporto tra funzione e decorazione. Lelamelle mobili delle persiane invece potendo essere fermate in posizionidifferenti, lasciano passare completamente lo sguardo oppure lo filtranoparzialmente o lo impediscono del tutto. Commutatorbar (segment) tematizza pur in una forma minimalistae costruttiva la funzione di tali particolari elementi architettonici comeanche le loro caratteristiche fondate, identificative e il loro significatosociale in forma di scultura.

 

Sonia Leimer (nata nel 1977 aMerano, vive e lavora a Vienna) tematizza nel proprio lavoro M (2007) il rapporto di interazione esistente tra spazi costruiti in epochediverse ma che con forme diverse si trovano e caratterizzano un medesimo luogo.Grazie al particolare architettonico, rappresentato dalla costruzione metallicadella lettera maiuscola „M“, che decorava il tetto dell’hotelManhattan a New York e che da poco tempo è stata riproposta sul più alto edificio di Rotterdam, il „Montivideo“, l’artista ne ricostruisce lastoria in forma di una narrazione soggettiva creando così uno spazio diriflessione che comprende domande relative alla trasformazione culturale dellospazio. Con la presa di possesso di una storia non propria e con la suaconnessione con la vicenda biografica dell’artista „M“ diventaal contempo anche parte della storia personale di ogniinteressato visitatore.

 

Tema centrale dell’opera mobile diPhilipp Messner,(nato 1975 a Bolzano, vive e lavora a Monaco), the rising star(2008) è la messa in discussione della percezione umana e in particolar modo ladomanda inerente le nostre aspettative riguardo alla vista. Sono prese in considerazione forme altamente simboliche come in questocaso la stella e la propria funzione identificativa. Al contempo Messner gioca con i meccanismi della percezione umana,confondendo la nostra percezione visiva tra spazi bidimensionali etridimensionali, ponendo in tal modo in questione i concetti diautenticità, realtà e raffigurazione. Messnervuole mettere alla prova la percezione dei visitatori in rapporto alla finzioneinsita nelle superfici materiali.

 

LeanderSchwazer(nato nel 1982 a Vipiteno, vive e lavora a Zurigo/Vipiteno) pone nello spazio espositivo una sculturadella grandezza di circa 180 x 250 centimentri dallaforma di una montagna ma che al contempo può richiamare alla mente altreassociazioni e immagini. L’oggetto è compostounicamente da chiusure lampo, in tal modo Lalian (2008) vuoleesaminare i punti di contatto esistenti tra dentro e fuori, tra il chiudersi el’aprirsi. Sul piano del significato formale Lalianfa nascere una serie di associazioni mentali relativea valori e tradizioni convenzionali. Questa connessione tra pregnanteespressione estetica e carica emozionale caratterizza questo oggettocome feticcio.

 

La messa in discussione della concezionedel concetto di realtà è il tema centrale dei grandi formati fotografici di Karl Unterfrauner(nato 1965 a Merano,vive e lavora a Bolzano). Soggetto delle immagini è un lampioneautostradale che Unterfrauner mette in scena in unaripresa notturna caratterizzata da una diafana e romantica luce diffusa. Nellasua maestosità e nella propria presenza oggettiva il lampione autostradalerappresenta una parte della realtà che è stata estraniata dal consueto contesto e trasposta all’interno di una galleriad’arte, affinché proprio qui potesse acquisire nuovi significati. Unterfrauner affronta il tema dell’estetizzazione del paesaggio e delle costruzioninell’arte, nei media e nella pubblicità mettendoin discussione l’ambivalenza tra percezione umana e realtà.

 

Interno-esterno,vicino-lontano, alto-basso, stretto-ampio ecc. mutano e cambiano di peso sempredi nuovo. Questa vasta ricerca del nostro spazio vitalerichiede l’impegno di molti sensi, molte cose, molte scienze...

L’ esposizione rendonopossibile uno sguardo acuto e attuale su un tema aperto durante Manifesta7 checi coinvolge come uomini con i nostri spazi vitali interni ed esterni.

 

 

 

24.7.2008, ore 19

Paesaggio realistico

Spazio immagine movimento nelsegno della liberazione delle arti dai confini

 

FranckHofmann, critico d’arte, Berlino

Werner Gasser,artista, Merano

 

 

L’attualità del realismooggigiorno può essere descritta proprio nell’impostazione complessiva delmondo quale paesaggio realistisco che è effettodiscorsivo e archivio di sovralimentazioni simboliche e al contempo espressionedi una concezione realistica del mondo e di una programmazione funzionale.Egualmente l’orientamento alla materia e al movimento (e alle loro forze)e l’attenzione ai sostrati materiali del paesaggio, sono espressione diun atteggiamento realistico. In che misura può contribuire il realismo comestrategia a una caratterizzazione del paesaggiosecondo la natura (nel polisemico senso dellaparola)? E cosa significa di contro per la nostraconcezione del realismo limitare la natura nell’ambito del paesaggiourbanizzato e umanizzato? Il paesaggio realistico rimane legato al primatostorico del visuale oppure non sono forse altrepratiche artistiche – legate a dimensioni di movimento del soggetto apprendentee dell’oggetto – ad assumere nella loro essenza un significatoegualmente importante?

 

FranckHofman fu il curatore della conferenza Raum Erkunden – Konfigurationenästhetischer Erfahrung nell’ambito dell’esposizione Raum. Orte der Kunst, Akademie derKünste Berlino, 2007

 

 

 

31.07.2008, ore 19

Discussione e presentazione del libro

<estetica virtuale>

 

Inigo Manglano-Ovalle,Philipp Messner

 

Se finora il mondo virtuale erariservato ai mezzi di comunicazione digitali come ad esempio internet, i videogiochioppure i videoportali, e nel contempo era determinatoda elementi legati alla realtà, adesso la situazione si è trasformata:„Ora, per la prima volta, l’estetica del mondo virtuale fairruzione nello spazio reale, rompendo in tal modo le consuete abitudinivisuali.

Il catalogo contiene un colloquio tral’artista Inigo Manglano-Ovalle e Philipp Messner. Al centro delcolloquio si situano due opere degli artisti – il lavoro “Phantom Truck“ di Manglano-Ovallepresentato alla Documenta 2007 e il lavoro „DieProduktion der Konstruktion“ di Messner,che fu presentato nel 2007 negli spazi della Galleria Museo a Bolzano.

 

ar/ge kunstGalerie Museum Galleria Museo

 

ViaMuso 29

39100Bolzano

www.argekunst.it, info@argekunst.it

 

MA-VE10:00-13:00 – 15:00-19:00, SA 10:00-13:00

 

 

 

Francesco Bonazzi 

 

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